Notizie
Categorie: Dilettanti - Serie D

Rieti, Fabrizio Paris: "Quello che stiamo facendo è un miracolo"

Il tecnico reatino: "Appena arrivato non c'era più nulla, ma con l'impegno abbiamo creato un gruppo eccezionale"



Quello che sta facendo il Rieti in questa prima parte di campionato è sotto gli occhi di tutti: una realtà che è dovuta ripartire da zero a meno di un mese dall'avvio della stagione, senza praticamente una squadra e con una società totalmente da rifondare. Ed ora, dopo tredici giornate, il team amarantoceleste si ritrova al terzo posto in classifica. Quasi un miracolo quindi quello compiuto dal club, ed uno degli artefici principali è sicuramente il tecnico Fabrizio Paris, reatino doc, che ha saputo in pochissimo tempo plasmare e compattare un gruppo che ha messo in riga più di una squadra ben più attrezzata rispetto alla compagine reatina. Ma anche adesso, dall'alto dei suoi 24 punti, il mantra dell'allenatore continua ad essere “pensiamo soltanto a salvarci”. In classico stile Paris...

Fabrizio ParisMister, cosa ti ha spinto in estate a tornare sulla panchina del Rieti proprio in un momento così delicato per la società?
Innanzi tutto l'amore per la squadra della mia città, e poi sicuramente la serietà di gente come il Presidente Riccardo Curci ed il Direttore Pierluigi Di Santo. Certo, quando sono arrivato si erano portati via pure l'olio dei massaggi (ride, ndr), ma insieme ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo ricostruito tutto. Ed abbiamo creato un gruppo eccezionale.

Se ad inizio settembre ti avessero detto che dopo tredici giornate avreste occupato la terza posizione in classifica, ci avresti creduto?
Onestamente no. Appena arrivato mi è stato chiesto di centrare una salvezza tranquilla e di cercare di far divertire, nei limiti del possibile, i nostri splendidi tifosi, che voglio qui ringraziare per il supporto datoci finora. Quello che siamo riusciti ad ottenere sino ad adesso è fuori dalla norma, ma non dobbiamo montarci la testa, voliamo quindi bassi e cerchiamo di stare il più lontano possibile dalle zone calde della classifica.

Il Rieti ha incontrato tutte le big del girone G, a parte l'Albalonga che incrocerà questa domenica: quale squadra ti ha impressionata di più?
Ci sono secondo me sei squadre attrezzate per vincere, chi più chi meno, ovvero Torres, Viterbese, Arzachena, Olbia, Grosseto ed Albalonga. Dal punto di vista del gioco quella che più mi ha colpito di più è la Torres, la Viterbese invece penso sia quella con il parco giocatori più competitivo.

E' risaputo che poni particolare attenzione alla fase difensiva, lo dicono i numeri delle tue squadre. Come prepari una partita? Qual è, se così si può dire, la tua “filosofia” di gioco?
Guarda, quest'anno sto cercando in realtà di lavorare diversamente rispetto alle passate stagioni: cerchiamo molto di tenere palla, d'altronde se il pallone ce l'hai tu è difficile che gli altri ti possano segnare... Ci vuole tempo affinché la squadra metabolizzi a bene i dettami da me impartiti, ma ultimamente il lavoro svolto sta dando i suoi frutti.

Il tecnico reatino Foto © amarantoceleste.itDue volte sondato da Fedeli per la panchina del Rieti ed in entrambi i casi non se ne è fatto nulla: ci è voluto che l'imprenditore se ne andasse affinché tu potessi tornare ad allenare gli amarantoceleste...
Onestamente Fedeli lo conosco poco, ai tempi parlai più con il figlio... Ma è tutta acqua passata, ora la mia testa è tutta rivolta al Rieti, squadra che grazie al Presidente Curci posso allenare di nuovo.

Per concludere, come si suol dire l'appetito vien mangiando: non è che sotto sotto visto quanto fatto sinora si punterà a qualcosa di più di una salvezza tranquilla?
Assolutamente no. Quello che stiamo facendo è praticamente un miracolo, le squadre che possono puntare in alto sono quelle con un budget ben diverso dal nostro. Noi dobbiamo pensare a raggiungere il prima possibile la quota salvezza, poi si vedrà...