Notizie

Ripartire da San Lorenzo con la "Volontà di sapere"

Nello storico quartiere romano, la Libera Repubblica di San Lorenzo ha inaugurato un ciclo di incontri per presentare il proprio progetto di riqualificazione urbana



Image titleSiamo abituati a vedere San Lorenzo come una sorta di quartiere che non dorme mai, immerso com’è in quella vita universitaria che da decenni lo caratterizza. Ma San Lorenzo non è solo questo: è anche un vivaio di impegno civico che negli ultimi anni sta facendo sentire la sua voce, in maniera sempre più prepotente, contro una serie di interventi urbani che rischiano di stravolgere e snaturare la sua vocazione primaria e naturale di quartiere popolare: le demolite Ex fonderie Bastianelli per esempio, raro retaggio di archeologia industriale che un tempo caratterizzava la vita del territorio, hanno lasciato il posto a mini appartamenti. Per questo e per tanti altri interventi è attiva in zona la Libera Repubblica di San Lorenzo, un’associazione interamente costituita dagli abitanti del quartiere che si interessa ad esso e che vuole resistere all’assalto di degrado e speculazione che lo sta affliggendo, partendo però non dalla mera protesta ma da un vero e proprio progetto di riqualificazione urbana, ampio ed articolato, messo su a partire dalle dirette necessità di chi vive sul posto e dal titolo emblematico: “La volontà di sapere”.


L’incontro di ieri. In tale ottica si inquadra il primo di un ciclo di incontri che l’Associazione ha tenuto all’interno della “Casa della Partecipazione”, proprio a due passi da quella Piazza dell’Immacolata che da sempre è lo snodo nevralgico della vita di San Lorenzo: incentrato sul tema “Urbanistica ed Archeologia”, esso ha visto non solo la partecipazione di semplici cittadini ma anche di eminenti ricercatori, studiosi di urbanistica, ricercatori e storici dell’Arte, i quali hanno fin da subito espresso attenzione e simpatia per l’ iniziativa. Il dibattito è stato introdotto anzitutto da Gigliola Cultrera, volto ed anima storica della Libera Repubblica di San Lorenzo, ricordando al vasto pubblico intervenuto quanto tale momento sia stato preceduto da svariate riunioni intorno ad un tavolo, “scambio vorticoso di mail” ed interfacciamento diretto con i cittadini, fino a realizzare il fascicolo contenente il progetto di riqualificazione urbana, quale controrisposta più consona alla soluzione-tampone di telecamere, che evidentemente non sarà mai sufficiente ad arginare i problemi di San Lorenzo. “Il progetto, afferma la Cultrera, tiene conto di un strumento urbanistico del tutto nuovo, usato nella Capitale per la sola riqualificazione di Piazza San Cosimato a Trastevere”, dunque del tutto inedito per un intero quartiere. Un progetto che inoltre intende gettare luce su una nuova ed inedita porzione di città storica. Antonello Sotgia, inserendosi nella discussione, ha poi raccontato come la Repubblica di San Lorenzo sia arrivata alla definizione del progetto: di fronte alla situazione incresciosa delle Ex fonderie Bastianelli – la cui demolizione rappresenta la perdita di un pezzo di Storia anche a livello nazionale, poiché in essa fu forgiato il cavallo bronzeo del Vittoriano - il Quartiere è stato investito come da un sussulto civico, maturando l’idea di adoperarsi, anche a seguito dell’articolo-denuncia di Nicolini, pubblicato su Repubblica. Così si è ottenuto, come primo risultato, che il Tar del Lazio abbia annullato i permessi relativi a quell’intervento urbanistico. “Man mano che si è proceduto nel percorso – narra Sotgia – si è scoperto che San Lorenzo era invaso da progetti, dal Piano casa della giunta Polverini fino ad arrivare ad una gru in Via dei Sardi che minacciava di eliminare uno degli storici cortili che caratterizzano il tessuto urbano di San Lorenzo, per non parlare del progetto di parcheggio che avrebbe sovrastato i resti di una Villa Romana e che grazie alla nostra protesta è stato subito ritirato.” Sotgia ha poi affermato che “San Lorenzo è ancora un comparto unitario”: i bombardamenti dell’ultima guerra sono una ferita ancora aperta ma non per questo è possibile intervenire, da parte delle istituzioni, con un piano di 650 appartamenti senza avere studiato nulla della sua morfologia territoriale. Anche in questa ottica si inserisce la ristrutturazione di edifici industriali e recuperarli all’edilizia sociale, salvaguardando al contempo le suggestioni di coloro i quali, operai di un tempo, in questo quartiere hanno sognato – e poi realizzato – di fare residenza. Accanto a questi interventi figura anche quello di ridare un valore storico alla Ex Dogana, dove gli ebrei romani furono ammassati prima di essere trasferiti in Stazione Tiburtina e deportati nei campi di concentramento.” Infine Sotgia ha ribadito l’impegno di recuperare il tracciato iniziale della Via Collatina, recentemente individuato all’interno del Quartiere.


Image titlePareri autorevoli. Ad Antonello Sotgia ha fatto seguito l’intervento del Prof. Luigi Campanella, il quale, sottolineando la forza della Libera Repubblica di San Lorenzo, nell’essere riuscita a mettere insieme diverse generazioni in una moderna “resistenza allo strapotere immobiliare che sta distruggendo questa città”, ha affermato che “Solo scendendo sul territorio, a contatto con la gente, si riesce a incidere sulle scelte ed attivare un meccanismo di decentramento. Il vostro lavoro – ha affermato Campanella – va in tale direzione può inquadrarsi in quattro linee direttive: Cultura e Comunicazione per la creazione di una rete culturale fatta di poli storici-archeologici-scientifici, Servizi e infrastrutture per riequilibrare il rapporto tra vecchio-nuovo/pubblico-privato/commerciale-sociale, Verde e Ambiente rivitalizzando un territorio flagellato dall’inquinamento atmosferico, Recupero-bonifica e riqualificazione di luoghi pubblici deteriorati.” Campanella ha poi aggiunto: “Gli strumenti affinchè perseguiate i vostri intenti sono almeno tre: in primis un percorso archeologico interno a San Lorenzo che raccordi la travagliata storia archeologica-rionale-universitaria del quartiere, un laboratorio all’aperto dove tenere lezioni (e qui l’Università potrebbe inserisi perfettamente) ed infine la valorizzazione delle Botteghe antiche che un tempo costituivano la fitta rete di artigianato che caratterizzava il quartiere.” L’intervento successivo, tenuto dall’Architetto e docente Franco Purini, ha puntualizzato che “La città è di chi la abita” e dunque il percorso partecipativo intrapreso dalla Libera Repubblica è faticosissimo ma assolutamente lecito, perché San Lorenzo presenta ancora tutte le caratteristiche di una Comunità a sé stante. Purini ha poi incoraggiato a proseguire nello “sconfiggere l’omologazione globalizzatrice” attraverso un percorso che deve evitare l’estetizzazione, ossia il ritenere il quartiere come “bello a prescindere”, poiché “Ogni quartiere ha invece le sue criticità su cui si deve intervenire con una riqualificazione” e nel caso di San Lorenzo questa riqualificazione potrebbe avere la sua carta vincente nell’impegno ad “esportare il centro storico fuori dal centro storico” con percorsi tematici: una “sfida del quartiere a sé stesso” dove la stessa Università – che a suo tempo sottrasse spazio vitale al quartiere – intervenga facendo di San Lorenzo “una postazione avanzata di ricerca per promuovere le attività creative” di chi vi transita. Infine, intervallato da numerosi interventi di cittadini ed abitanti del quartiere, l’incontro è stato concluso dall’intervento di Giorgio Bisegna, il quale ha sottolineato come l’ANPI – di cui è Presidente - si stia adoperando per la creazione nel Quartiere della “Casa della memoria”. “San Lorenzo – ha sostenuto Bisegna - non è mai entrato pienamente a far parte della città di Roma, perché “stretto in mezzo ad alcuni dei suoi centri-servizi essenziali: la Stazione Termini, il Cimitero del Verano e L’Università” pertanto si è sviluppato come una sorta di paese dove “ogni studente ed ogni lavoratore si è subito sentito accolto ed in breve tempo si è integrato in esso”. Per ricordare allora le tante fasi storiche vissute da queste parti – quella devastante della guerra in particolare – si è deputato fondamentale battersi per un luogo che “Non serva a piangersi addosso, ma a sensibilizzare i tanti giovani universitari che transitano lungo l’asse di Via Tiburtina, creando inoltre posti di lavoro, nonchè un punto riferimento per la Storia di San Lorenzo ed un punto di aggregazione da mantenere aperto ogni giorno”. L’impegno dell’Atletico San Lorenzo. Anche lo Sport infine fa parte integrante di questo progetto di valorizzazione e rinascita del Quartiere, con una serie di iniziative che la Società dell’Atletico sta promuovendo di volta in volta e che vanno idealmente e praticamente ad integrare l’azione della Libera Repubblica di San Lorenzo. Stefan Pollak,  che da tifoso e da abitante del Quartiere segue questa realtà molto da vicino, sottolinea come “La presenza della Società in questo circuito sociale è estremamente fondamentale, anche perché l’Atletico San Lorenzo non si limita esclusivamente ad allenarsi nella struttura dei Cavalieri di Colombo, ma accanto alla pura attività sportiva mira a fare parte attiva della vita del quartiere, in accordo con le associazioni ivi presenti: tra i tanti esempi basti ricordare le numerose attività estive e l’animazione in Piazza dell’Immacolata”.