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Riqualificazione della Stazione Tiburtina ed ex Tangenziale: ipotesi orti urbani?

Si è svolto ieri il primo dei tre incontri programmati dal presidente del Municipio Roma II, Giuseppe Gerace: l'abbattimento del tratto di sopraelevata, che arriva fino a Batteria Nomentana, e la nascita giardini agronomici i temi trattati



Giuseppe Gerace, presidente del II MunicipioSi è tenuto ieri sera, nella Stazione Tiburtina, il primo dei tre incontri programmati dal presidente del Municipio Roma II, Giuseppe Gerace, nel rispetto di un progetto che ha preso forma nell'Università "La Sapienza", chiamato Laboratorio Urbanistico Partecipato, che ha lo scopo di coinvolgere i cittadini nei progetti di riqualificazione urbanistica. Progetto abbracciato dal II Municipio con l'intenzione di rendere partecipe la cittadinanza in quelle che saranno le decisioni in merito alla riqualificazione del piazzale ovest della stazione Tiburtina e in particolare, dei due chilometri di tratta dismessa della tangenziale che va dalla Stazione alla Batteria Nomentana. Come forse non tutti sanno, le idee emerse nei mesi precedenti in merito al futuro di questi due chilometri di vecchia tangenziale, hanno riaperto anche la discussione sull'abbattimento della sopraelevata davanti la stazione. Abbattimento che era stato già previsto ed inserito nel progetto di RFI di rifacimento della Stazione e che, seguito passo dopo passo dall'amministrazione dell'allora terzo municipio e dalla cittadinanza stessa, era stato approvato. La rimessa in discussione di tale opera ha fatto si che i cittadini residenti si rimettessero in moto, ottenendo non di più di un mese fa, proprio dal Presidente Gerace, la certezza dell'abbattimento della sopraelevata. Un'ulteriore conferma in questa direzione è stata data ai cittadini, proprio nella riunione di ieri sera, anche da RFI, nella persona dell'ing. Botta, il quale ha confermato la pubblicazione a breve del bando per la concessione in appalto di tale opera. Pubblicazione che, come da legge, durerà 52 giorni, dopodiché si procederà ad assegnare la gara in base al criterio del miglior offerente. Se tutto procederà senza intoppi, da settembre 2015 potranno iniziare i lavori di abbattimento che dureranno non meno di un anno. Dopodiché si potrà procedere alla riqualificazione del piazzale e della tratta che costeggia la stazione fino a Batteria Nomentana.

La sopraelevata vicino alla stazione Nel consiglio municipale del 30 settembre durante il  quale era stato annunciato ufficialmente il via libera per l'abbattimento della sopraelevata, il presidente Gerace aveva confermato la sua intenzione di rendere partecipi i cittadini in questo progetto di riqualificazione. Coinvolgimento atto a creare "la migliore sintesi" fra le diverse volontà. Per questo, ieri sera, è stato dato il via al primo dei tre incontri dai quali dovrà prendere forma un progetto condiviso. Primo step dal quale è emerso con chiarezza il fatto che non sia stata affatto abbandonata, né dall'amministrazione capitolina né da quella municipale, l'ipotesi di realizzare giardini agronomici dei quali tanto si è discusso in questi mesi. I tanto chiacchierati orti urbani, così chiamati e così conosciuti dalla cittadinanza, che avevano destato l'interesse del sindaco Marino e che erano stati la causa del blocco del progetto di abbattimento, occupano ancora la pole position fra le proposte di riqualificazione. L'associazione Res, Ricerca Educazione e Scienza, col suo presidente Raffaella Morichetti e con l'architetto firmatario di questo disegno, Natalie Grenon, erano presenti all'incontro di ieri sera e hanno provato, nella disapprovazione dei presenti, a esporre i punti focali di tale progetto, chiaramente non voluto dalla cittadinanza. Cittadinanza che si oppone per due motivi principali. "Il quartiere della stazione Tiburtina - dichiara Nella Vecchia presidente del comitato Rinascita Tiburtina -  non ha bisogno di nuove aree verdi , piuttosto di investire per riqualificare quelle già esistenti che versano in stato di abbandono e degrado  come l'ex ittiogenico." Seconda motivazione e non per importanza, è il fatto che il progetto di Res non prende forma attraverso una gara pubblica, non per ora almeno. Per questo i cittadini vi si oppongono a spada tratta e compatti, unanimi, sono decisi ad andare fino in fondo per far prevalere la volontà dei residenti su quella dei salotti mondani della capitale, dove, secondo quanto emerso, avrebbe bruciato le tappe il progetto degli orti urbani. Ancora due incontri sono previsti entro l'anno nel rispetto del  Laboratorio Urbanistico Partecipato, dopodiché vedremo per chi sarà migliore la sintesi che emergerà.