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Riqualificazione Tiburtina, ai posteri l'ardua sentenza

Stazione e Tangenziale Est, alla fine si faranno gli interessi dei cittadini?



Image titleL'incontro dello scorso martedì sera organizzato da "La Sapienza" di Roma per presentare ed illustrare i diversi progetti in essere per la futura riqualificazione del piazzale stazione Tiburtina e circonvallazione Nomentana, ha lasciato spazio a una doverosa analisi. Innanzitutto c'è da ricordare che il coinvolgimento dell'Università romana come mediatore fra cittadini e promotori di progetti, è stata voluta dall'amministrazione del Municipio Roma II nella persona del presidente Gerace che, nell'incontro del 3 novembre avvenuto all'interno di Tiburtina, aveva sottolineato l'importanza della partecipazione e della condivisione da parte dei cittadini, verso qualsiasi futuro progetto li avrebbe visti coinvolti in prima persona, in quanto abitanti della zona. Il Presidente Gerace aveva detto la stessa cosa quando, partecipando straordinariamente in seduta consiliare nel mese di ottobre, annunciò con certezza la demolizione della sopraelevata davanti la stazione. Posto il raggiungimento di questo agognato traguardo, per cui tanto aveva combattuto la popolazione del quartiere, anche la fase successiva avrebbe dovuto vedere la partecipazione in prima linea dei cittadini. Ed ecco che è nata l'idea di farlo attraverso lo strumento del laboratorio universitario. Già, non più un confronto diretto fra la cittadinanza e gli amministratori dunque. Come del resto era avvenuto per la questione dell'abbattimento della sopraelevata. Ricordiamo a chi non lo sapesse, che l'abbattimento del viadotto antistante la stazione, rientrava nel progetto di Rfi di rifacimento della stazione ferroviaria. Dunque una rimozione che non si sarebbe dovuta mettere in discussione e che invece, è stata in dubbio fino al mese scorso. Il perché è facile. La vecchia amministrazione dell'ex terzo municipio, nella persona dell'allora presidente Dario Marcucci, aveva contattato l'associazione Res, Ricerca, Educazione, Scienza, per provare a perseguire un progetto di tangenziale verde che non contemplasse necessariamente l'abbattimento del viadotto. Da quel momento è nata la proposta dei giardini agronomici, meglio conosciuti dai cittadini come orti urbani. Progetto di agricoltura urbana che stava minando la rimozione del "mostro". La lettera spedita da Gerace a MarinoDall'amministrazione Marcucci a quella Gerace, il problema della demolizione, già contemplato nel progetto Rfi, non sembrava ancora essere certezza. Sembra esserlo diventata soltanto ora, nonostante non sia stato ancora pubblicato il bando di affidamento lavori. Ci sono voluti mesi, anni perché venisse abbandonata l'idea di mantenere in vita il viadotto riqualificandolo con giardini e alberi da frutto. È emerso proprio ieri sera infatti, e a farlo presente è stata giustappunto la presidente di Res, arch. Morichetti, che il presidente Gerace era fra i sostenitori del progetto tangenziale verde. Ed era stato proprio lui nel settembre 2013 a proporlo al sindaco Marino con la lettera che potete leggere qui pubblicata. Ecco dunque svelato il motivo del ritardo per la convalida della demolizione. E sembra chiaro, a questo punto, anche il perché della scelta di far si che fosse "La Sapienza" a presentare i progetti di riqualificazione. Tra i progetti infatti, continua ad essere in voga quello dello studio Res di tangenziale verde. E nella presentazione di martedì l'arch. Morichetti ha nuovamente parlato di tangenziale verde e ancora una volta, di possibile riqualificazione del viadotto. l'Ing. Forcina del dipartimento lavori pubblici del Comune di Roma ha garantito la pubblicazione del bando per il Gennaio del nuovo anno, fra poche settimane dunque. Periodo in cui si concluderà anche il percorso analitico e valutativo che i cittadini compiranno con l'ausilio de "La Sapienza". Non ci resta che augurarci che la volontà dei cittadini abbia davvero un peso nella decisione finale dell'amministrazione e che non sia solo un escamotage per far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta.