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Roma Calcio Femminile, parla mister Seleman

Intervista al tecnico giallorosso dopo l'esordio positivo in Coppa Italia e con il campionato ormai alle porte



Seleman, tecnico della Roma Calcio FemminileMister Seleman è arrivato appena quest’estate sulla panchina della Roma calcio femminile e quindi, ora che si è cominciato a giocare in Coppa Italia (esordio vittorioso) ed il campionato si avvicina, abbiamo pensato di farlo parlare un po’ di sé e di presentarsi così ai tifosi giallorossi. Ne è uscita fuori un’intervista veramente “cuore e calcio”.


Da domenica scorsa si fa sul serio, quali sono le tue sensazioni?

"Una squadra nuova, un nuovo percorso calcistico, anche se alcune ragazze già le conoscevo. Una cosa che mi ha colpito è stata la loro voglia di lavorare. Abbiamo lavorato molto sul campo e nessuna si è mai lamentata della fatica, anzi sembravano non sentirla. La loro voglia di far bene è grande e questo è uno stimolo importante per me e lo staff. Siamo ancora all’inizio e dobbiamo lavorare tanto per provare a costruire qualcosa d importante…tutti insieme".


Soddisfatto del gruppo a tua disposizione o pensi manchi qualcosa?

"Il gruppo è valido ed importante. Sono andate via giocatrici fortissime come la Vukcevic, ma son arrivati altrettanto forti come Pittaccio, Castiello ed altre. In più c’è una forte base solida e di spessore con un grande capitano come VOLPI…la società si è mossa molto bene. Naturalmente tutto è migliorabile".


Quali sono le aspettative?

"Noi siamo pronti. Come aspettative spero che possiamo essere nel gruppo delle prime posizioni fino alla fine. La B è un campionato particolare dove basta sbagliare 1 o 2 partite e rischi di rimanere fuori dai giochi. Quello che mi aspetto è che ogni partita sia giocata con un forte approccio mentale, questo per me è il fattore che può fare una differenza, anche più delle componenti tecniche".


Ambiente nuovo e squadra nuova, come ti sei trovato?

"Devo essere sincero, sono rimasto stupito dall’accoglienza. Dopo 3 secondi posti conquistati cambiare mister è difficile d’accettare per qualsiasi squadra ed invece sembra che da subito sia nato del feeling tra me lo staff e la squadra e questo e un primo passo importante per far nascere quella scintilla che ci vuole per costruire insieme una stagione importante. La Roma è un ambiente sereno e con un suo stile, onore per la maglia e lealtà sportiva sia dentro che fuori dal campo che condivido appieno e la coppa disciplina conquistata ne è la prova. C’e una cosa stupenda che mi ha colpito: la voglia di tutto il mondo Roma di costruire qualcosa di bello. Dalle giocatrici alle ragazze che allenano le piccoline sono tutte compatte per la crescita di questo movimento. E non è un caso che giocano 100 bambine nella scuola calcio".


Come hai trovato le ragazze?

"Le ragazze sono motivate, c’è entusiasmo tra loro e questo è bello. Giorni fa parlavo con una nuova arrivata chiedendole come si trovava e se l’inserimento in squadra andava bene. Mi ha risposto di aver fatto la scelta migliore che potesse fare e di essere felice. Questi segnali ti danno carica e forza e ti fanno capire che la strada è quella giusta…ma mai mollare la presa o sentirsi appagati del lavoro svolto!"


Cosa ti ha portato al femminile?

"Devo dire che è stato un caso. Allenavo il maschile, ma in quel periodo ero fermo e indeciso se tornare a giocare con una squadra di amici e all’improvviso un amico mi chiese se potevo dargli una mano con una squadra femminile di serie C e da lì è iniziato tutto. Ora non riesco a vedermi con un maschile. Quest’anno sono stato vicinissimo ad un maschile importante stavo per chiudere con loro, ma poi è arrivata la chiamata della Roma calcio femminile e non ho resistito. Chi non conosce questo mondo non si rende conto quello che ti trasmette il calcio femminile. Per me ormai è una malattia e spero che presto gli diano lo spazio che merita. Le ragazze sono delle vere professioniste non supportate economicamente e soprattutto come strutture. Spero che questi cambiamenti importanti in atto diano al calcio femminile l’importanza e la visibilità che merita…e non solo!"


Quale modulo prediligi?

"Per me i moduli servono solo per i giocatori per avere dei loro parametri di zona. Per me nel calcio sono 11, 1vs1 in ogni zona del campo. Ma per arrivare a fare ciò bene ci vuole organizzazione tattica. Posso dire che amo il gioco offensivo e aggressivo, ma vado su tutte le furie quando subisco un goal . Posso dire 4-3-3 per dare una risposta, ma ripeto per me è importante come occupiamo lo spazio in tutte le determinate zone del campo".


Image titleSappiamo che hai un progetto che ti sta a cuore…

"Si, un mio progetto di sviluppo calcio femminile nella scuole e partirò dalla scuola privata “Maria Teresa Scrilli”. Si baserà soprattutto sull’insegnamento del fair play e dell’uguaglianza tra uomini e donne nel calcio. Vorrei che si avvicinassero più bambine possibili a questo sport erroneamente pensato prerogativa dei soli uomini. Organizzeremo anche partitelle e, se le bambine vorranno, proseguiranno il percorso calcistico nella Roma femminile".


Come è Seleman allenatore e Seleman uomo?

"Faccio fatica a dire come sono. Posso dire che come mister vado sempre alla ricerca di cose che non conosco per imparare e crescere sempre di più. La mia ossessione è la ricerca del dettaglio. Cerco sempre il dialogo con le mie giocatrici e la coerenza con quello che dico e faccio in campo perché sono convinto che sono dei principi fondamentali per un allenatore. Sono ambizioso e aspiro ad arrivare sempre più in alto, ma nello stesso tempo so che la strada è lunga e difficile e che ad oggi sono un allenatore qualunque che cerca di trasmettere il suo concetto di calcio alle ragazze.

Il Seleman uomo è un papa’ di 2 figli con una donna accanto fantastica, le dovrò dire sempre grazie per sopportare la vita di un mister. A casa ci sono poco e nei fine settimana sono sempre in giro per partite. Ripeto: se tutto questo è possibile e soprattutto grazie a lei che mi supporta e mi dà la possibilità di farlo. Sono riservato e gelosissimo della mia vita privata. Parlo poco di me come persona, preferisco sempre osservare.

Per concludere: La vita, e soprattutto mia madre, mi hanno insegnato a non mollare mai quindi la mia frase di chiusura è: Con la testa e con il cuore…Fino a quando non si muore ….Forza Roma!"