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Roma Capitale, riaffiorano i "tesori nascosti" dell'Antiquarium

Grazie alla partnership di Enel, centinaia di reperti archeologici, quasi tutti inediti e mai esposti, saranno analizzati nei laboratori dei più prestigiosi atenei e musei del mondo



Image titleIl sindaco Ignazio Marino e Francesco Starace, a.d. e direttore generale di Enel, hanno firmato un’intesa che estende all’intero gruppo Enel l’accordo siglato lo scorso maggio con Enel Green Power (EGP) per valorizzare lo sterminato patrimonio dei Musei Capitolini. E’ il programma battezzato The hidden treasure of Rome: soprattutto tesori nascosti, dunque. Quelli dell’Antiquarium dei Capitolini, un grande giacimento culturale che si punta a far riemergere. 

Grazie alla partnership di Enel, presente in oltre 30 paesi, centinaia di reperti archeologici, quasi tutti inediti e mai esposti, saranno analizzati nei laboratori dei più prestigiosi atenei e musei del mondo – selezionati dalla Sovrintendenza capitolina – per poi fare ritorno a Roma una volta studiati e catalogati. E a quel punto le ex “giacenze di magazzino”, dotate del valore e dell’interesse storico-scientifico che in sé rivestono e di cui da decenni attendono di riappropriarsi, saranno la materia prima di mostre e di ampi progetti culturali. The hidden treasure of Rome, tra l’altro, è il primo accordo che consenta ai ricercatori di tutto il mondo di accedere a intere collezioni archeologiche dell’antica Roma, finora solo parzialmente studiate.

L’Antiquarium dei Musei Capitolini ha alle spalle una lunga vicenda, con numerosi tentativi di dare sede e ruolo ai reperti che lo costituiscono, senza un approdo definitivo. Per oltre un secolo centinaia di migliaia di oggetti, risalenti a tutte le epoche della storia di Roma, molti semplicemente depositati senza alcuna indagine preliminare, sono stati accuratamente conservati all’interno di oltre mille casse nelle sale del Celio. Solo alcuni di essi sono stati esposti, in via del tutto eccezionale, nell’ambito di mostre archeologiche.

Ora, grazie all’accordo con Enel, l’attesa è finita: una vasta scelta delle collezioni dell’Antiquarium inizierà un viaggio a tappe e tornerà a casa con precise identità e schede analitiche. In realtà la “missione all’estero” è già cominciata a maggio, quando è partita la collaborazione con Enel Green Power: 249 reperti (ceramiche a vernice nera provenienti dalla quinta sala del vecchio Antiquarium del Celio) hanno traversato l’oceano e sono approdati all’università del Missouri, dove i ricercatori ne studiano ogni aspetto sotto la supervisione della Sovrintendenza capitolina. Analogamente le prossime tappe hanno come meta le università degli Usa.

Negli anni, poi, l’estensione del protocollo a tutta la galassia Enel farà entrare nel progetto dipartimenti storico-archeologici e musei da tutto il mondo. E nel ‘pacchetto’ ci sono anche le sedi storiche: EGP sosterrà il restauro della Sala degli Imperatori (Musei Capitolini, Palazzo Nuovo), Enel valuterà l’opportunità di sponsorizzare il recupero dell’Antiquarium del parco del Celio, chiuso dal 1939. 

Il sindaco Marino ha ringraziato il gruppo Enel, sottolineando come l’intesa confermi “quanto sia preziosa la collaborazione tra pubblico e privato”. Il programma, che “mette a disposizione dei ricercatori delle università più prestigiose del pianeta i gioielli custoditi nell’Antiquarium dei Musei Capitolini”, permette di “rivelare al mondo i tesori nascosti di Roma”. Opera fondamentale, quella della “valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale romano”, che Roma Capitale sta intraprendendo con rinnovato vigore, “anche promuovendo scambi di opere d’arte con altri paesi” Al fondo, conclude Marino, “la convinzione che il rilancio economico e dell’immagine di Roma all'estero passi soprattutto per la cultura, che continua ad attrarre turisti e investitori”. E per l’assessore Giovanna Marinelli l’importanza di Hidden treasure “risiede nella possibilità di promuovere l'immagine di Roma all'estero”, con i reperti archeologici come ambasciatori “della cultura e della storia della città”. Alla firma del protocollo in Campidoglio hanno preso parte anche il sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale, Claudio Parisi Presicce, e l’amministratore delegato di EGP, Francesco Venturini.