Notizie

Roma, il turismo e quel problema mai risolto dell'abusivismo alberghiero

Nella Capitale si contano oltre 4000 strutture illegali, con un danno che oltre economico, rischia di avere impatti anche sulla sicurezza della città



C’è una realtà nella realtà a Roma. La prima, quella ufficiale, che corrisponde all’osservato quotidiano, conta circa 3.500 fra alberghi, ostelli e bed & breakfast. La seconda, quella conosciuta solo tramite internet e i consigli degli amici che ci sono stati almeno una volta, ne conta almeno il doppio. Così “le strutture ricettive diventano più di seimila, con circa quaranta mila posti letto abusivi” e le parole di Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi, non lasciano spazio a dubbi sul danno economico per la città. Perché se la stima in termini di tasse evase e mancati introiti, dovesse essere convertita in euro, la cifra annuale si attesterebbe intorno ai 40 milioni di euro, con un mancato introito che in un periodo di crisi – anche politica - permetterebbe alla Capitale di respirare con più tranquillità.  

Una stima dei dati fornita dal sito turismoillegale.comI controlli. Individuare gli illeciti è facile solo apparentemente. Se lo scorso anno su circa 500 controlli, sono stati comminati 350 provvedimenti per mancanza dei titoli autorizzativi, nel 2015 la situazione non sembra essere cambiata. Così aumentano le ispezioni dei carabinieri che d’intesa con Federalberghi Roma, hanno lo scopo di scoprire le strutture che esercitano un’attività turistico-ricettiva in forma illegale: strutture, cioè, totalmente abusive - vale a dire prive di idoneo titolo all’esercizio dell’attività - o parzialmente abusive, in quanto operanti sul mercato con numeri di posti letto superiori a quanto disposto dal titolo abilitativo. Solo nella giornata di ieri – per fare un esempio recente - i carabinieri della stazione di S. Lorenzo in Lucina hanno contestato sanzioni amministrative per un totale di 22.540 euro.

Conti all’estero. Non sempre, però, è facile individuare chi opera in maniera illecita. Anche perché spesso l’abito fa il monaco e così le strutture si presentano con brochure, etichette, recensioni che si inseriscono perfettamente nell’ambito della legalità riuscendo così a mescolarsi senza troppi problemi nelle realtà alberghiera romana. Quindi oltre alle denunce che arrivano da privati – poche per le sempre crescenti contro querele – anche il controllo incrociato delle strutture registrate presenti nell’apposito albo al Comune risulta inefficace: spesso infatti le camere si trovano all’interno di proprietà alle quali – senza prove certe – è difficile accedere perché appartenenti a privati cittadini che non rispondono alle stesse regole di ispezioni di hotel, b&b e co. Inoltre quando si ricercano ulteriori informazioni spesso i numeri rimandano a conti correnti registrati ad ipotetici intestatari con sede all’estero, complicando ulteriormente il capitolo delle indagini iniziali.

Il Giubileo. Nella Capitale che si appresta ad ospitare il prossimo Giubileo, la situazione rischia poi di complicarsi ulteriormente perché, ribadisce Roscioli, “se non si affronta il fenomeno dell'abusivismo ricettivo ci ritroveremo da qui a Dicembre a vedere almeno raddoppiati alberghi e b&b non autorizzati”. Un danno economico certo, ma non solo. Perché in previsione dei circa 33 milioni di pellegrini attesi in città, le strutture illegali si trasformano - anche - in un problema di ordine pubblico, con la mancata comunicazione degli ospiti registrati alla Questura che rischia di creare un vulnus difficilmente sanabile su chi si muova a Roma, in un periodo di forti tensioni, anche a livello terroristico.