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Roma Multiservizi: è ancora occupazione al Campidoglio da parte degli operatori

I lavoratori a un passo dalla scadenza del contratto non mollano la presa, due notti in aula Giulio Cesare con l’opposizione



La protesta dei lavoratori di Roma MultiserviziSono più di 2500 i lavoratori della società Roma Multiservizi che rischiano di perdere il posto a fine luglio. Un caso scoppiato ufficialmente circa due mesi fa: la scadenza di un contratto per la pulizia, l’assistenza nelle scuole d’infanzia e asili nido e il trasporto scolastico, che d’improvviso  rischia di lasciare a mani vuote la società partecipata (51% di proprietà dell’AMA). Gli operatori hanno organizzato un presidio fisso ai piedi del Consiglio Capitolino fin dal 27 maggio: da allora non un giorno è trascorso senza la loro incessante presenza. 

Venerdì scorso il caso pareva avviarsi ad una serena conclusione. Vicino al drappello dei lavoratori arrivano l’assessore alla scuola Cattoi e i consiglieri D’Ausilio, Belviso e Panecaldo. Quest’ultimo, con il megafono in mano, annuncia: “La linea della maggioranza ha prevalso”. Nello specifico ciò si tradurrebbe con l’immediata rinuncia all’adesione alla piattaforma Consip, qualora non fossero garantiti tutti i posti di lavoro ai dipendenti di Roma Multiservizi (senza rimodulazione di stipendio). Ai lavoratori viene dunque assicurata la firma della proroga tecnica per un altro anno, poi da accordo si istituirà un bando per il futuro affidamento dei servizi. L’idillio però ha vita breve, e l’assessore Cattoi si attarda proprio su quella fatidica proroga. È qui che nascono i primi veri attriti, perché se da un lato incombe la promessa di prorogare un anno di servizio, dall’altro s’inserisce una nuova incognita: la risposta del Cns rispetto alla possibilità di mantenere tutti i lavoratori della Multiservizi. Agli occhi degli operatori in protesta ciò appare come una delega al Cns per disporre del loro futuro. 

Da qui all’occupazione il passo è stato facile. Un gruppo di rappresentati di Roma Multiservizi lunedì pomeriggio ha deciso di dormire in aula Giulio Cesare occupandola de facto, con l’intento di rallentare i lavori e sensibilizzare verso una questione ormai dirimente: molti di loro sono stati messi in mobilità da fine giugno, altri ancora sono già rimasti senza contratto. Ad accompagnarli la prima notte il consigliere Onorato, lista Marchini. Durante il consiglio di ieri pomeriggio poco o nulla è cambiato, ma si aggiunge qualche grana in più: il gruppo di SEL ha deciso di non partecipare ai lavori per solidarietà verso i dipendenti della società a partecipazione comunale, e parte dell’opposizione ha chiesto a gran voce un voto di sfiducia per l’assessore Cattoi, che tarda nell’attuare le disposizioni della maggioranza. Nulla di nuovo insomma, e allora si occupa ancora. Si danno il cambio fra gli operatori, pronti ad attraversare un’altra notte fra le mura del consiglio. Questa volta a tener loro compagnia si aggiunge Gianni Alemanno

Oggi alle 16 riprende il Consiglio in seduta straordinaria, ma i lavoratori sono determinati: “Non molliamo. Ci hanno dato ulteriori rassicurazioni, ma vista la data raggiunta non ci fidiamo più delle parole, vogliamo le firme sui provvedimenti” spiega Anna Maria Proietti, una delle lavoratrici che ha trascorso l’ultima notte in aula. Venerdì dovrebbe arrivare la risposta dal Cns e di conseguenza quella dell’assessore, nel frattempo Proietti ci assicura: “Continueremo ad occupare fino a venerdì, o finché non arriverà un responso definitivo alle nostre richieste: sospensione del preesercizio al Cns e l’istituzione di un tavolo tecnico che chiarisca le mosse future”.