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Roma, nuove prove di fuga. Latina, così ci piaci

Si è chiusa la prima giornata di ritorno: atto di forza giallorosso nel big match contro l'Empoli, pontini da sogno, Frosinone e Lazio da rivedere...



La Roma di Alberto De Rossi esulta ancora: adesso è a +4 ©Mirna De Cesaris

La Roma (ri)prova a scappare Il giro di boa ci riconsegna una certezza, quella che in fondo ci portiamo dietro da inizio stagione: la Roma si conferma ancora una volta la squadra da battere. Dopo aver battuto il Frosinone secondo in classifica prima di Natale, i giallorossi ha fatto la voce grossa anche nella complicata trasferta di Empoli di sabato scorso. Un dimostrazione di superiorità, quella dei capitolini, che non fa altro che rafforzare il concetto espresso in precedenza. Tre gol e allungo in vetta. Una vittoria più sofferta di quanto il risultato possa far presagire. I toscani hanno messo in difficoltà in più di un circostanza la squadra di De Rossi che però sono riusciti a mettere subito in discesa il match con il gol di Soleri che ha nell’Empoli la sua vittima preferita: cinque gol segnati in campionato e ben quattro realizzati contro il team di Mutarelli. Sono altre due le curiosità da appuntare: una riguarda Emanuele Ndoj, autore dell’importante gol del raddoppio, prima marcatura stagionale per il centrocampista classe ’96, mentre l’altra riguarda Luca Pellegrini, terzino sinistro di ruolo ma che per la seconda volta in stagione, vista l’assenza di Tumminello, ha vestito i panni dell’attaccante, esterno o seconda punta a seconda delle circostanza. Dimostrazione che Alberto De Rossi preferisce non fare a meno del forte classe ’99 e preferisce affrontare il rischio di snaturarlo pur di utilizzarlo, lasciando in panchina un’attaccate di ruolo come Di Nolfo. Scelta opinabile: vedremo se col tempo il tecnico di Ostia avrà avuto ragione. Sicuramente i numeri parlano per l’allenatore. La Roma ha ripreso a volare, ora è a +4 e difficilmente riuscirà a scendere dal gradino più alto del podio.

Il Frosinone si è preso una pausa La notizia più inaspettata è stata quella della sconfitta del Frosinone, la quarta in questo campionato, dopo i ko rimediati contro Empoli, Latina e Roma. Il vento forte, il campo stretto e una prestazione ovviamente deludente hanno costretto il Frosinone ad alzare bandiera bianca. La sconfitta, seppur pesante, non compromette però il cammino dei canarini che, grazie alla sconfitta dell’Empoli, riescono a proteggere il secondo posto in classifica. Federico Coppitelli ha provato qualcosa di nuovo: Gargiulo è tornato a fare il terzino sinistro, con l’inserimento del nuovo centrale ex Siena Guglielmi. Da dimenticare l’esordio del difensore che ha regalato, con un autogol imperdonabile, il gol de 3-0 alla Virtus. Per il resto c’è stato poco o nulla da salvare per quel che riguarda il Frosinone. Un normale weekend di riposo: in fondo, meritato dopo il miracolo creato da settembre ad oggi. Ma che non diventi un’abitudine.

Latina, perché non sempre così? Chi invece ha iniziato alla grande questo 2016 è senza dubbio il Latina di Marco Ghirotto che ha steso con un pesante e quasi inaspettato 4-2. Non per la forza delle due squadre ma per quel che concerne il momento che i due team stavano vivendo prima di Natale. I rossoblu, trascinati da Tripicchio, si erano imposti come lo spauracchio del girone, volando meritatamente e sorprendentemente al quarto posto. I pontini ci avevano lasciato con la pesante sconfitta contro il Napoli. Le feste però sembrano aver regalato nuova linfa ai nerazzurri che contro i calabresi si sono esibiti in una delle migliori prestazioni stagionali. Nonostante l’emergenza in difesa, gli uomini chiave non sono mancati all’appuntamento e hanno deciso il match andando a segno: Shahinas da vero trascinatore ha siglato una doppietta, capitan Criscuolo dal dischetto ha messo in discesa il match siglando il terzo gol (quinto in stagione), chiuso poi dal terzino classe ’96 Atiagli. Latina quindi promosso, ma l’augurio è sempre lo stesso: quello di trovare continuità.

La Lazio e quel "più" che manca A Formello purtroppo è mancata solo la vittoria, semplicemente la cosa più importante. Non che il match di Formello sia stato il migliore giocato dalla formazione di Simone Inzaghi nel corso della stagione, ma sinceramente se avessimo dovuto scegliere chi avrebbe dovuto portare a casa l’intera posta in palio avremmo scelto i biancocelesti. Peccato, perché Murgia era riuscito a mettere la gara in discesa gonfiando la rete su calcio di rigore. Poi un prosieguo di un primo tempo che sinceramente non verrà ricordato per lo spettacolo. Nella ripresa i biancocelesti ci hanno provato un po’ di più, ma il Pescara si è difeso bene, riuscendo a strappare un buon punto, aiutato anche dalla poca lucidità dei capitolini sotto porta. Proprio questa è la pecca di questa Lazio: la poca cattiveria sotto porta che non porta i risultati e che costringe il team di Inzaghi ad un settimo posto ancora troppo difficile da accettare.