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Roma potrebbe avere un quartiere a luci rosse

L’idea starebbe serpeggiando tra i vertici del IX e del III Municipio, ma intanto in Campidoglio e nei palazzi della politica è polemica



Image titleTra breve, forse non più tardi di un paio di mesi, anche Roma potrebbe annoverare un vero e proprio quartiere a luci rosse, all’interno del quale sarebbe tollerata la prostituzione e dove anche per i clienti sarebbe possibile “accedere” alle lucciole, senza il rischio di essere sanzionati. Ciò sarebbe emerso a margine di un incontro tenutosi nelle scorse giornate tra l'assessore al Sociale di Roma Capitale Francesca Danese e il presidente del IX Municipio Andrea Santoro, nell’ambito del quale si sarebbe discussa l’opportunità di definire una zona franca, “red light”, all’interno del quartiere Eur, entro la quale circoscrivere il fenomeno ed al di fuori della quale contemplare il divieto a prostituirsi, nonché sanzioni fino a cinquecento euro. Si è annunciato inoltre un incontro in settimana prossima con la Polizia locale ed il Commissariato dell’Eur, per definire ulteriormente la situazione. E ci sarebbe anche una scadenza: nel mese di aprile partirebbe già una sperimentazione preliminare, che tenterebbe di drenare un fenomeno trentennale quale la prostituzione selvaggia e fuori dalle regole che purtroppo attanaglia questo come tanti altri quartieri capitolini. A propria volta, la sperimentazione contemplerebbe controlli sanitari ed assistenza da parte di operatori sociali, in modo da mantenere sotto controllo la situazione ed evitare più che possibili casi di sfruttamento. L’idea sarebbe di procedere a grappolo, individuando un gruppo di strade lontane dalle zone abitate sulle quali concentrare la presenza di prostitute, togliendole finalmente dal di sotto delle abitazioni in cui stazionano ogni notte. Anche il III Municipio ha fatto eco a questa proposta, affermando attraverso il Presidente Emilio Paolo Marchionne, la possibilità di replicare anche sulla zona della Salaria lo stesso procedimento, opportunamente localizzato in aree idonee. Nel frattempo, divampa feroce la polemica tra le forze politiche: mentre da Sinistra Ecologia e Libertà arriva il “placet” di Gianluca Peciola, capogruppo Sel al Comune di Roma, il vice capogruppo di Forza Italia in Campidoglio Dario Rossin parla già di “bordello a cielo aperto” e di “ghetto torbido di degrado umano e sociale che farà vergognare Roma”. Di simile avviso la Parlamentare del Nuovo Centro Destra Barbara Saltamartini, che bolla il tutto come “decisione sconvolgente”. “Ipocrita operazione per il decoro urbano” che esulerebbe dalla soluzione di un grave problema di degrado umano è quanto afferma Avvenire, il quotidiano dei Vescovi italiani.