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Categorie: Giovanili

Rompono il Calcio: quando si è disposti a tutto per vincere

La nostra inchiesta sta svelando una realtà inquietante: giocatori più grandi in campo e liste falsificate. L'appello a istituzioni, società e giocatori



Image titleNon è facile spiegare l'amarezza... Non è facile spiegarlo perché quello che stupisce è come in generale non si riesca a focalizzare l'obiettivo. Si pensa alle conseguenze sportive e non ci si concentra sull'entità del danno sociale, non visibile al momento, ma che si ripercuoterà su di noi con il tempo se non si porrà rimedio. E' un discorso metaforicamente paragonabile ai rifiuti che illegalmente vengono nascosti nel sottosuolo. Prima o poi gli effetti dannosi spegneranno la vitalità della terra. Abbiamo indagato tanto in questi ultimi mesi, per far venire a galla una realtà inquietante e angosciante esistente nelle categorie provinciali del nostro calcio. E' una storia di mancanza di responsabilità verso i giovani calciatori delle categorie minori, una storia di scelleratezza. Fa paura sentirla, ancor di più vederla, immaginatevi raccontarla, con la sola speranza che i protagonisti, i responsabili e chi deve preoccuparsi di garantire il regolare svolgimento dell'attività dilettantistica giovanile del calcio, ne prendano atto e intervengano al più presto, perché in gioco c'è un valore prezioso.

La storia E' d'obbligo una premessa. Non punteremo oggi il dito contro qualcuno nello specifico, perché tra le tante voci che abbiamo ascoltato, è parso che la “pratica” in questione potrebbe essere d'uso non proprio comune ma comunque un minimo diffusa. Questo è un allarme lanciato a tutti coloro che non seguono le regole e falsano l'attività giovanile dilettantistica, affinché si rendano conto che quanto messo in atto è un attacco ai valori che lo sport racchiude, che loro promuovono e per i quali si fanno pagare. E' un allarme anche per tutti coloro che si prodigano affinché il calcio possa continuare ad esprimersi per la sua pura sostanza, affinché abbiano il coraggio di denunciare e non voltare le spalle pensando che la giustizia non farà il suo corso. Andando al sodo, le segnalazioni ricevute dalla nostra redazione parlano di società che, pur di vincere, schierano in campo giocatori squalificati o più grandi di età rispetto a quella della categoria, sotto falso nome. Il tutto nelle categorie provinciali, dove la logica del risultato dovrebbe essere solo un fattore marginale. Una scelta folle, irresponsabile, che non può essere giustificata in nessuna maniera e non rientra nella logica del calcio. Per carità, il sistema è malato! Oggi vediamo atleti partecipanti ai campionati provinciali con alle spalle procuratori, vediamo talent scout presentarsi sui campi più remoti e genitori fare la fila nei club che partecipano ai tanto prestigiosi campionati Elite, con la possibilità che non calpestino mezza volta il rettangolo di gioco. Ma arrivare addirittura a schierare giocatori più grandi rischiando che si facciano male e non siano coperti da assicurazione, rischiando di comprometterne la partecipazione ai futuri campionati (le squalifiche sono lunghe) e togliendogli la gioia di calcare il campo da calcio per chissà quanto tempo, ma soprattutto insegnandogli che l'avversario deve essere battuto a ogni costo, anche con armi ingiuste e improprie, ha dell'incredibile.

Esperienza personale Ho giocato a calcio anche io, me la cavicchiavo, anche se con ogni certezza i palcoscenici milionari della Serie A sarebbero rimasti irraggiungibili. E, non per presunzione, ci tengo a precisare che già al primo anno di agonistica ero tesserato con una società professionistica dell'Emilia - Romagna. Ora, non me ne vogliano i ragazzi né i loro genitori, ma difficilmente dai campionati agonistici provinciali salterà fuori il nuovo Totti. Questo sport mi ha dato tanto, tantissimo, mi ha fatto innamorare al punto da volerci creare la mia carriera professionale pur non avendo potuto praticarlo. Mi ha insegnato a sapermi relazionare, mi ha insegnato a saper condividere, mi ha insegnato il rispetto del gruppo e delle regole, mi ha insegnato ad essere altruista, mi ha permesso di conoscere nel modo più intimo e profondo l'amicizia. Pensate che oggi, in questa nuova avventura di Gazzetta Regionale, è presente proprio uno dei miei grandi compagni di quella esperienza, un amico che è sempre stato al mio fianco e che non ha esitato a raggiungermi a Roma (viveva a Milano) per far nascere qualcosa insieme. Un mio amico da quando avevo 6 anni, ne ho quasi 33. Ma non è l'unico, la realtà è che il “calcio batte la scuola” in quanto ad amici incontrati.

Cari genitori Non ho ancora messo al mondo il mio primogenito, eppure mi pare di aver compreso che “ogni scarrafone è bello a mamma sua”, soprattutto quando gioca a calcio. Che l'amore smisurato per un figlio possa portare a perdere un minimo di lucidità e obiettività ci sta. Più difficile capire, forse per mancanza di conoscenza approfondita del regolamento, per superficialità o per manie di protagonismo, cosa porti un genitore ad accettare la “proposta” di un club di far giocare il suo ragazzo contro una squadra composta da calciatori più piccoli di lui. Perché assecondare una scelta del genere? Pagate queste società affinché i vostri figli possano godere della bellezza dello svago che solo lo sport sa donare, pagate affinché i vostri figli crescano in un ambiente sano e che sia in grado di trasmettergli ed insegnargli i valori dello sport. O no? Davvero volete che apprendano questo? Davvero volete far credere a un ragazzo che il non rispettare le regole sia normale, giustificabile o, peggio, sia cosa per i più furbi? Il calcio a questi livelli deve essere gioco, tempo libero, momento di festa e condivisione, sfogo corporeo. Stop.

Società Sono fatti di una gravità spaventosa e la grande preoccupazione è che il messaggio non venga recepito dai diretti interessati. Questo articolo vuole essere un allarme come si diceva prima, una voce che arrivi a chi decide di violentare lo sport compromettendone il principio cardine della regolare e sana competizione. Questo articolo vuole essere l'inizio di un confronto, soprattutto con i club che hanno questo pessimo costume di far disputare gare di campionato a ragazzi più grandi o sanzionati dal giudice sportivo. Apriamo un dialogo, spiegateci come e perché si è arrivati a tanto, caricando il rischio in primis sui giovani calciatori. Perché falsare le regole, perché sporcare la genuinità degli adolescenti, perché metterne a repentaglio l'incolumità? Nel momento in cui si decide di gestire una società sportiva dilettantistica, oltre a dar vita all'attività, oltre al grande sacrificio per far sì che i conti quadrino in un panorama calcistico sempre più agguerrito, ci si deve rendere conto delle responsabilità che ne conseguono. I giovani si affidano a voi, si lasciano trascinare. Siete un esempio soprattutto per chi caratterialmente si dimostra maggiormente sensibile, magari nel silenzio di sguardi compiaciuti. Siete la guida in un mondo che anche loro, seppur ai primi passi, sanno essere infangato dagli interessi personali e dalle speculazioni. Non abbandonatevi alla tentazione, alle pressioni, denunciamo tutti insieme cosa non va in questo sistema, cosa vi porta a prendere decisioni a dir poco avventate. Perché poi il conto potrebbero essere proprio i ragazzi a doverlo pagare sulla loro pelle.

Federazione Credeteci, non è questione di scoop. In realtà la nostra redazione ha già le prove per dimostrare che quanto denunciato è realmente accaduto. Avremmo potuto sparare in prima pagina “SCANDALO PROVINCIALI” e contattare tutte le principali agenzie e testate nella speranza che la nostra denuncia venisse richiamata. E sarebbe stata richiamata, fidatevi. D'altro canto, non è un insabbiare le prove a favore della società in questione, anzi. Si tratta di una presa di posizione affinché chi sa, chi ha visto, chi ha subìto ci contatti, chi ama questo sport e non vuole vederlo spogliato del suo significato e dei suoi valori si faccia avanti, si unisca a noi in questa denuncia, affinché da voce diventi un grido. Un grido rivolto soprattutto alle istituzioni. Mi sono chiesto sin da subito: possibile che la federazione, che ha il dovere di far rispettare le regole, non sappia o sentito niente? Se lo sappiamo noi.... Possibile che nessun arbitro si sia mai accorto di volti diversi da quelli visti all'appello, di scambi di persona tra il riconoscimento e l'ingresso in campo? Possibile che nessun arbitro abbia dubitato che i ragazzi in campo potessero essere più grandi? Possibile che nessuno li abbia mai informati? Domande che non trovano risposta nell'imbarazzo di noi giornalisti, che ci facciamo carico di denunciare tra le fitte maglie dell'omertà che questo paese riesce a creare grazie all'assenza di chi dovrebbe tutelarci e garantire giustizia. Lungi dal voler essere retorici per guadagnare il consenso dei lettori poniamo un ulteriore e popolare quesito: dobbiamo attendere la disgrazia per muovere un dito? Ci sentiamo quindi di chiedere un intervento immediato alle istituzioni, mettendoci a loro completa disposizione per qualsiasi necessità, in un momento in cui lo sport nazionale attraversa uno dei momenti più bui e difficili. Sono tanti i problemi che attanagliano il calcio, ma per i valori che sono in gioco, quelli legati allo sport dilettantistico e giovanile, la grande base della piramide, sono i più delicati.