Notizie

Romulea dalle due facce, Massimina bravo anche a soffrire

Analizziamo alcuni aspetti del recente confronto fra le due compagini, che ha visto prevalere la formazione gialloblu



Dopo la disfatta con il Savio, per il Massimina di Fabrizio Spogani era importante dare e trovare un segnale forte, per non perdere la consapevolezza di sè, per rialzarsi in piedi. Una scossa che è arrivata puntuale nell’insidiosa partita con la Romulea, uscita sconfitta, infine, per 4-2. 


Massimino vittorioso (Foto©Porcu)Dominare lo spazio Sembra questo il mantra implicito e interiore che il Massimina ripete a sé stesso. Già in passato abbiamo avuto modo di osservare ed elogiare la compattezza e l’unione d’intenti dei gialloblu: due caratteristiche viste anche durante la gara con la Romulea. Nel primo tempo la squadra di Spogani non ha concesso agli avversari né lo spazio, né il tempo per riflettere sul da farsi. Andata in vantaggio dopo soli quattro minuti di gioco (sembra quasi di rivedere Massimina-Certosa), la formazione di casa ha strozzato ogni singolo spunto avversario a centrocampo e nella propria trequarti. C’è da dire che la Romulea ha proposto già di per sè un calcio lento e rudimentale nelle prime battute del match, con molti tocchi e tempo palla al piede per ciascun portatore della sfera, per non parlare di una preferenza costante (causata frequentemente dall’assenza di alternative valide, ovvero, compagni liberi in movimento) volta alla ricerca dell’incursione per vie centrali, in dribbling sullo stretto. Azioni che avranno quasi sempre come epilogo l’incontro e lo scontro duro con le solidissime retrovie gialloblu, pronte ad intervenire in doppia, a volte tripla, marcatura. Più in generale, non convincono i movimenti degli ospiti in fase di non Massimina in avantipossesso: poco plastici, quasi dettati da logihe personali piuttosto che aderenti a un’armoniosa manovra di gruppo. Il Massimina, di contro, mostra un reparto offensivo brillante, per l’intesa tra i singoli (buono il fraseggio e la tecnica nel palleggio) e per l’aggressività nell’occupare il terreno senza concede un metro. I goal del due e del tre a zero arrivano grazie alle individualità di Ianniccari e Lanari; più interessante riflettere sulla rete del quattro a zero, nata da un rinvio sbagliato da parte del portiere Besekau. Un errore antipatico che, però, può capitare. Quel che stupisce (e qui ci si ricollega al titolo del paragrafo) è come la difesa della Romulea non si sia nemmeno resa conto di quello che sarebbe accaduto di lì in avanti. Bastano appena due secondi, infatti, a Papalia (avanzatissimo) per anticipare e prender palla, per poi servire Lanari sulla sinistra che “dialoga” con lo stesso Papalia (decentratosi, intanto, a destra) con scambi aerei, per poi freddare Besekau. Un’azione figlia dei migliori pregi del Massimina: la qualita, il pressing, la rapidità d’esecuzione. 


Si accende il motore Nella ripresa Zara deve necessariamente intervenire per svegliare la sua Romulea. Nel corso del primo tempo aveva già cambiato Valerio Rea con Morgante; sostituendo ora D’Amico con Taddio, il corridoio di sinistra cambia totalmente i suoi protagonisti. Una scelta azzeccata: non a caso il primo goal della Romulea nasce da un’azione che vede Taddio come iniziale protagonista. Bravo ad attaccare la profondità e a disturbare, il numero 17 ha portato De Stefano in pressionequell’imprevedibilità e dinamismo sinora mancate. Buglia farà uno splendido goal da centravanti vero e, come lui, all’improvviso tutta la squadra inizierà a girare, mostrando quell’aggressività, quell’agonismo, assolutamente pallidi e velati nel primo tempo. Spogani d’altro canto, cambia Papalia con De Stefano e Ianniccari con Morsella, provando a sfruttare la loro velocità e freschezza per dare respiro e chiudere il match; ma i due, seppur non sfigurando, non riusciranno ad incidere. Anzi, tenderanno persino loro a schiacciarsi insieme al resto della squadra sotto i colpi della nuova Romulea ed è emblematico in tal senso il richiamo di Spogani allo stesso De Stefano: “Rimani alto! Vai avanti” grida a metà secondo tempo. Curioso ed interessante, perchè il destinatario è solitamente uno degli incursori più fantasiosi ed aggressivi. In conclusione si deve dire che se ci fosse stato un altro tempo da giocare, le cose potevano farsi dvvero interessanti. Ma la Romulea paga amaramente i primi 35’ buttati, mentre il Massimina ha meritato la vittoria anche per come ha disputato il secondo tempo: Più opaco e grezzo, ma dove è emerso il saper soffrire. Senza ombra di dubbio, una delle qualità più preziose in questo sport.