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San Lorenzo, resta ignoto il destino della vecchia dogana ferroviaria

La dogana non diventerà un centro commerciale. Lo hanno annunciato il presidente Gerace e l'assessore Caudo nell'incontro di ieri in via dello scalo San Lorenzo 10



Image titleDestino incerto quello della vecchia dogana ferroviaria di scalo San Lorenzo. Destino o più precisamente, destinazione, che ieri sera l'amministrazione capitolina nella persona dell'assessore Caudo e del presidente del secondo municipio Gerace, ci avrebbero dovuto illustrare. Il condizionale è d'obbligo dal momento in cui, l'incontro di ieri in via dello scalo San Lorenzo 10, all'interno della dogana, era stato organizzato dal municipio stesso allo scopo di parlare del futuro del dismesso edificio industriale. Tutto questo sembrava confermato dall'incipit del presidente Gerace all'apertura della conferenza e, invece, non è stato così. Una sola certezza è venuta a galla dalle quasi due ore di parole e buone intenzioni messe sul tavolo. La dogana non diventerà un centro commerciale. Lo annuncia in prima battuta il presidente Gerace, lo conferma l'assessore Caudo. La realizzazione di un centro commerciale era il grande timore della cittadinanza di San Lorenzo che già da qualche settimana, attraverso il gruppo della Libera Repubblica, aveva iniziato la sua mobilitazione contro la speculazione commerciale ed edilizia che già troppo aveva violato l'architettura del quartiere. Allontanato lo spauracchio del centro commerciale è sorta spontanea la domanda, sia da parte di noi giornalisti che da parte della popolazione, su quello che sarà il futuro della dogana, se verrà abbattuta come si sente mormorare o cos'altro. Tutto questo non ci è stato dato sapere. Già, non abbiamo ricevuto una risposta in merito. Il perché è semplice: non è stato presentato, ancora oggi, un progetto compatibile con il piano regolatore e con l'architettura del quartiere. L'assessore Caudo si è sentito di dare una garanzia in questa direzione: le future opere di riqualificazione piuttosto che di valorizzazione non saranno decontestualizzate. Qualsiasi progetto verrà presentato per la dogana dovrà rientrare nell'insieme del progetto urbano san Lorenzo. Progetto condiviso con la popolazione, al quale è stato dato il via lo scorso anno e che vedrà, il 12 gennaio prossimo, la sua presentazione ufficiale. Si tratta della riqualificazione e della ridestinazione di un'ampia area, quasi totalmente appartenente a Ferrovie dello Stato, nella quale è compresa anche la vecchia dogana. È compresa si, ma solo geograficamente. L'intera area dello scarico merci, infatti, è stata venduta già parecchi anni fa da ferrovie a Cassa depositi e prestiti che ne ha acquisito l'intera proprietà. Sarà l'Spa dunque, a deciderne il futuro. È questa società l'unica ad avere diritto alla presentazione di un progetto. Finora sembra che quanto proposto non abbia avuto approvazione perché non compatibile con quanto detto: rispetto del progetto urbano e dell'architettura del quartiere. Quelle caratteristiche del quartiere con cui l'architettura industriale del primo novecento della vecchia dogana ferroviaria è perfettamente compatibile. Una serie di edifici che sono stati parte integrante della storia del quartiere e che i sanlorenzini vorrebbero restassero immutati, destinati al godimento della popolazione di tutta la città. Ma mentre il fantasma del centro commerciale sembra essere stato solo un brutto sogno, dall'incubo della demolizione gli abitanti di San Lorenzo non si sono ancora svegliati. Demolizione si o demolizione no? Per ora non ci è dato sapere.