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San Pietro in Vincoli, piantato un mandorlo in ricordo di Carlo Macro ucciso a febbraio sul Gianicolo

Il Sindaco Marino: "Una famiglia straordinaria che ha trovato soluzioni di pace e accoglienza"



E' intervenuto il Sindaco MarinoUn albero per Carlo Macro, il ragazzo ucciso la notte del 17 febbraio 2014 al Gianicolo. Un mandorlo, simbolo di nascita, ma soprattutto di resurrezione, a testimoniare che Macro ha lasciato in vita un segno raccolto nelle 52mile firme che nell’aprile scorso hanno permesso alla madre Giuliana Bramonti di ottenere dal Campidoglio la piantumazione dello stesso mandorlo.  

L’omicidio. Il ricordo della notte è ancora vivo fra i presenti alla cerimonia. Tornati da una serata passata fuori casa, Carlo ed il fratello si fermano in via San Pietro in Montorio. Parcheggiano la macchina, ma dimenticano lo sportello aperto. E’ notte e la musica esce dallo stereo della vettura. Volume troppo alto per Joseph White Clifford che viene fuori dalla sua roulotte parcheggiata a pochi metri e inizia a discutere con Carlo. Succede tutto in pochi istanti: l’uomo pugnala Macro due volte bucandogli il polmone. Inutili i tentativi di soccorso del fratello e la successiva corsa verso il “Fate Bene Fratelli”: il ragazzo muore in ambulanza nel tragitto verso l’ospedale. Ma la madre non si perde nel dolore più terribile e fonda la associazione "Carlo Macro per la cultura della legalità" che lotta perché fatti del genere non abbiano a verificarsi nuovamente a Roma e in Italia e che ha portato all'evento odierno.  

Un albero gioioso come Carlo. "Grazie Sindaco - interviene una visibilmente commossa Giuliana Bramonti - abbiamo sentito la vicinanza del Comune. Quello piantato oggi è un albero gioioso come Carlo, un mandorlo che aspettiamo di vedere in fiore. Grazie a tutto voi che siete intervenuti: la vostra presenza è la migliore risposta al Prefetto Pecoraro che nei giorni dopo la morte di Carlo disse che il fatto era colpa della maleducazione di mio figlio e della follia di un uomo, attaccando la famiglia e rendendo Carlo quasi responsabile della morte".  

Concerto in primavera. Non è mancata la vicinanza del Sindaco alla famiglia Macro. "Questo albero nasce da una chiacchierata nella cucina nella di Giuliana. Una famiglia straordinaria che ha saputo trovare soluzioni di pace e di accoglienza evitando di trasformare l'omicidio in un momento di odio e violenza. Il mandorlo - chiude Marino - è simbolo di una piazza che oltre alle bellezze monumentali diventa punto di partenza di una comunità in cui tutti crediamo".