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Savio, Iacovolta: “Voglio la collaborazione in campo”

Il tecnico si pronuncia sulla squadra, sulla filosofia di gioco e sulla prima, difficile trasferta stagionale in Via del Baiardo



Il tecnico Marco IacovoltaSembra tranquillo, quasi ascetico, Marco Iacovolta a pochi giorni di distanza dall’esordio in campionato. Una partita fondamentale, quella con il Tor Di Quinto, attende i ragazzi del Savio e se l’esito non sarà determinante per stabilire le gerarchie a lungo termine, d’altra parte spedirà certamente un messaggio al campionato, un input da non sottovalutare. Mister Iacovolta tuttavia sceglie (giustamente) di sgravare la gara da tensioni e dubbi, inopportuni prima dell'avvio stagionale: “L’incontro con il Tor Di Quinto? Se fosse successo alla prima o alla settima di campionato non sarebbe cambiato nulla per noi. Iniziando il 17 ottobre abbiamo avuto due mesi per lavorare, tempo più che sufficiente per arrivare pronti. Non li abbiamo incontrati ancora sul campo, so per sentito dire che hanno una bella squadra. Ma noi affronteremo tutti con il medesimo atteggiamento e rispetto, a prescindere dal nome che portano i nostri avversari. Sarà una bella gara.” Ad ogni modo, subito un test importantissimo per i ragazzi di Iacovolta, che può contare soprattutto sul buon numero e varietà di interpreti a disposizione : “In molti contesti i ragazzi vengono scelti in base alla struttura fisica, all’altezza, ma non qui da noi. Abbiamo molti giocatori dalle prospettive importanti. Formazione? Preferisco parlare di rosa. In questo tipo di categoria non si può ragionare su undici giocatori e, personalmente, posso affermare di avere una rosa completa. Ho un numero di buoni giocatori sufficiente a consentirmi di compiere variazioni sul campo funzionali anche solo per divertirci. Proprio il divertimento e la prestazione sono le chiavi per compiere un percorso formativo, che consenta ai ragazzi di fare il salto di qualità.” E la prestazione, per mister Iacovolta, può essere frutto solo della compattezza e del gioco collettivo: “Al di là del modulo impiegato, mi piace fare e vedere un gioco propositivo, che deriva da una sostanziosa collaborazione tra i singoli sul campo. Solo così si può crescere. Ci vuole poco a fare goal con palla lunga ma, soprattutto, serve a poco.” Un rischio, per la prima di campionato, può essere la cosiddetta unione d’intenti, bisognosa di tempo prima di emergere all’interno di una squadra rinnovata: “Rispetto allo scorso anno, effettivamente, abbiamo molti volti nuovi. Riuscire a far entrare la giusta mentalità, quella da Savio, in ragazzi che provengono talvolta da contesti più piccoli, non è facile, ma ci stiamo lavorando.”