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Savio testuggine, Tor di Quinto sfortunato ma tardivo

Prestazione lucida dei ragazzi di Iacovolta: il dominio del primo tempo deriva da una ferrea solidità nelle retrovie



A volte il calcio è strano, gli espisodi possono valere più di tutto il resto. Siamo pur sempre nel campo delle congetture, certo, avrebbe potuto vincere in ogni caso il Savio, ma sarebbe parimenti sbagliato esserne troppo sicuri. Senza indugiare a lungo nel terreno poco scientifico e poco proficuo della fortuna, è doveroso tuttavia immaginare un avvio di gara differente: cosa sarebbe accaduto se pochi attimi dopo il fischio d’inizio, quel pallonetto di Keies avesse trovato sorte migliore, invece della linea di fondo; cosa sarebbe accaduto se Primavera avesse buttato la palla in angolo, due minuti più tardi, o trovato i piedi sicuri di De Matteis a spazzar via, invece di gonfiare la propria rete? Bastano appena due minuti e la prima di campionato diventa un incubo per i ragazzi di Almanza. Il Savio comincia dunque in discesa ma, episodi a parte, uno chapeau alla formazione di Iacovolta non lo può negar nessuno. 


Foto©LoriOrdine e puntualità La luce del Savio viene emanata con più insistente brillantezza dal reparto difensivo, che non concede quasi nulla al Tor di Qinto. Bravi i centrali, spicca ed è particolarmente tonico Lombardo, che si destreggia in più di un intervento da incorniciare. E’ un Savio molto pulito, mai in affanno e, riguardo quest’ultimo aspetto, un applauso sincero va fatto a Moretti. Incontrista vero, filtra con perizia a centrocampo e in mediana, addolcendo il lavoro dei compagni alle spalle. Di fronte all’ordine con cui il Savio si contradistingue nel difendere e le minacce create in avanti con la fantasia di Fulchini e i colpi di fionda di Carlucci (che si diverte a giocare al tiro al bersaglio), il Tor di Quinto tende a rattoppare le falle aggiungendo uomini, abbassando il proprio baricentro: ma la fatica nel ripartire è tanta, la velocità di manovra inadeguata.


Il cambio passo Nel primo tempo i padroni di casa fanno affidamento sulla velocità di Keies per ripartire e cercar di far male al Savio. Ma il numero undici, frequentemente solo, non ha le caratteristiche giuste per combattere in mezzo a due, tre avversari intenti a soffocarlo. Così, nella ripresa, mister Almanza ha la buona intuizione di sostituirlo con Morelli (giocatore più muscolare) che in compagnia di un feroce Trubiani ed un parzialmente ritrovato Manni, contribuisce a portare quella densità in avanti sinora mancata. Si inizia finalmente a vedere il pressing, a vedere il bel gioco sul fronte del Tor di Quinto; e dopo il goal dell’1-2 la gara avrebbe potuto anche riaprirsi. Ma è stato bravo e maturo il Savio a non calare i ritmi e a non sottovalutare l’improvvisa catarsi degli avversari.