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Scandalo pedofilia, parla Quadrini: "La De Rossi non c'entra"

Abbiamo intervistato il numero uno del club rimasto mediaticamente coinvolto nella vicenda: "Nel nostro centro sportivo e nei nostri spogliatoi non è mai accaduto nulla"



E' esploso come una bomba. Giornali, web, social network, il tam tam mediatico non ha risparmiato nessuno avvelenando l'aria di un mondo limpido come dovrebbe essere quello del calcio giovanile, costretto ancora una volta a fare i conti con l'ennesimo e atroce scandalo. Il reato è dei peggiori, con le cronache che hanno portato alla luce un caso di pedofilia nel calcio giovanile romano. Ad essere coinvolto è un collaboratore della Polisportiva De Rossi, società che di colpo si è ritrovata in quello che è un vero e proprio inferno mediatico. Un inferno in cui si è rimasto coinvolto Giorgio Quadrini, presidente storico della De Rossi, che abbiamo incontrato e intervistato in via di Vigna Fabbri sede della polisportiva e in quello che da molti è stato erroneamente definito come il “luogo dello scandalo”.

Giorgio Quadrini, presidente della Polisportiva De Rossi © Gazzetta RegionalePresidente Quadrini, lo scandalo della pedofilia nel calcio giovanile ha colpito in pieno la Polisportiva De Rossi.
“La bomba di fatto è esplosa a Maggio, adesso c'è stata una ripercussione mediatica. A maggio uscì solo un articolo del Corriere della Sera e invece ieri c'è stata la diffusione da parte di tutti i media, giornali online, social network e oggi la carta stampata”.

Quale è stata la reazione dopo aver saputo di essere nuovamente al centro di questo scandalo?
“A noi non ha detto nulla di nuovo perchè di fatto questo signore è stato arrestato a Maggio. Solo che ieri è uscito tutto questo perchè probabilmente, come ho letto anche sui giornali, l'altro ieri avranno fatto l'incidente probatorio. Noi però ufficialmente non sappiamo nemmeno che sia stato arrestato”

Nessuna notizia quindi dalle forze dell'ordine?
“La cosa che è assurda, oppure si vede che in questo tipo di indagini è così, è che a me presidente e a noi società nessuno ha mai comunicato nulla di questa cosa”.

Da febbraio scorso, mese in cui sarebbero iniziate le indagini, quindi non c'è stato alcun contatto con la polizia?
“Loro dicono che hanno iniziato le indagini a Febbraio ma io questo non lo so. Io so solo che questa cosa è cominciata a maggio, quando mi ha telefonato una sedicente cognata di questo signore  dicendomi che Adolfo non sarebbe potuto venire per un po' di giorni per un grave problema familiare”

Che ruolo aveva in società? Si è letto che fosse un allenatore, è corretto?
“Adolfo Anibaldi non era un allenatore. Si occupava dei tesseramenti, delle affiliazioni e faceva l'accompagnatore di una squadra. Ecco perchè i ragazzini lo chiamavano mister, l'allenatore era un altro”

Da qui, come siete venuti a conoscenza di ciò che realmente era accaduto?
“Pensavo ad una malattia grave o a un lutto. Poi il giorno dopo si sono iniziate a diffondere un po' di voci, da fuori, dai genitori che venivano da me e mi dicevano che l'avevano arrestato” 

A quel punto cosa avete fatto?
“Il giorno dopo ho telefonato a questa cognata chiedendole di dirmi se fosse stato arrestato. Mi ha risposto che non poteva dirmi niente e questa è stata la prova che fosse stato arrestato. Dopo queste due telefonate non ho più saputo nulla. L'unica cosa che so per certo è che, ad oggi, non è arrivato niente né alla Polisportiva nè al sottoscritto”. 

La Polisportiva De Rossi quindi non è coinvolta
“La Polisportiva è assolutamente estranea, se solo fosse stata implicata qui ci avrebbero fatto chiudere”

Dalla cronaca è emerso che tutto sia successo qui dentro e che il signor Anibaldi coinvolgeva i ragazzi della polisportiva sfruttando il suo ruolo
“Da me non è mai venuto a protestare nessun genitore, non ho mai saputo niente. Però devo pensare  che lui abbia approfittato del suo ruolo di accompagnatore. Però in flagrante, di certo, lo hanno preso in macchina, fuori da qui e anche abbastanza lontano”

La domanda che in molti a questo punto si sono posti è come sia stato possibile che, in un rapporto di lavoro che durava da diversi anni, nessuno avesse mai notato nulla
“Nei tre anni che ha lavorato qui nessuno mai si è accorto di niente. E' dal '71 che son qui a buttarci il sangue. Lino (dice indicando il guardiano, ndr) che è un volontario che sta qui tutti i pomeriggi fino a sera, quando vede qualcuno che non si comporta bene o uno sconosciuto va a vedere dove va, se non lo convince mi chiama. C'è molta attenzione” 

In relazione a quanto è emerso in questi giorni vi siete sentiti attaccati dal mondo dell'informazione?
“Questo è ovvio. Hai letto i titoli di oggi? Prostituzione minorile alla Polisportiva De Rossi, abusi sessuali negli spogliatoi. Poi l'articolo dice tutt'altro, magari è anche accettabile, perchè la sostanza della notizia è quella, tutti ribadivano il fatto che la polisportiva è all'oscuro di tutto però intanto c'era il titolo per attirare la gente, quello ti massacra”

E la reazione da parte dei genitori dei ragazzi iscritti alla vostra scuola calcio invece quale è stata?
“Prima di parlare con te ho proprio incontrato un genitore che mi ha chiesto dell'accaduto e voleva ritirare il figlio dalla nostra scuola calcio. Gli ho spiegato la vicenda, mostrandogli anche il comunicato. La gente pensa che noi sapevamo, che abbiamo magari voluto coprire ciò che è successo e invece questa cosa ci è caduta tra capo e collo”

Si è scritto tanto sull'accaduto, la realtà quale è?
“Questo non lo posso sapere. Io ti posso solo dire che lui purtroppo è stato un nostro collaboratore per tre anni, ma mai nessuno si è accorto di niente. Nemmeno l'allenatore di cui lui era l'aiutante, nè i genitori di quel gruppo: loro per primi sono rimasti di stucco”

Questo scandalo ha cambiato qualcosa nel vostro modus operandi?
“Noi abbiamo poco da cambiare, nel senso che siamo attenti da sempre. Chiaramente adesso c'è ancora più attenzione nella vigilanza degli spogliatoi. Coinvolgiamo gli accompagnatori, che di solito sono genitori, e con cui adesso a tal proposito terremo una riunione. Lui era un'eccezione”

Come si riparte dopo un simile scandalo?
“Siamo fiduciosi e ottimisti. Incazzati per quello che la gente ha scritto, questo sì, ma non affranti. La tristezza è nei confronti dei bambini che dovessero aver subito le attenzioni di questa persona e nei confronti delle famiglie. Questa è la cosa più triste e che mi fa, ci fa, ribrezzo. Per il resto siamo veramente tutti quanti uniti e convinti che dobbiamo andare avanti nel migliore dei modi. Non si possono buttare via quaranta anni di attività perchè un malato si è insinuato tra di noi e ha carpito la nostra buona fede e la buona fede di chi gli ha affidato i ragazzini”

C'è tutta la volontà di andare avanti quindi
“Noi abbiamo una storia che non può essere scalfita da questa cosa. Purtroppo è successa e mi dispiace soprattutto per le vittime, per i genitori, per le famiglie e per quello che stanno scrivendo però abbiamo insegnanti di sport, istruttori, animatori dei centri estivi che non ha nessuno. Qui c'è un clima dove ci si conosce, ci si stima e perciò sono molto fiducioso e ottimista”

Paura che l'accaduto possa cancellare la De Rossi?
“C'è la paura, il fatto di non essere capiti da chi magari si deve iscrivere adesso. Mi metto nei panni dei genitori, alla fine devono scegliere, forse ci vogliono bene ma non vengono da noi, i nuovi. I vecchi che ci conoscono questi problemi non ce li hanno, ma i nuovi potrebbero averceli. C'è preoccupazione riguardo l'attività, però dipende pure dalle notizie che vanno in giro. Quando c'è la possibilità cerchiamo sempre di parlare con le persone”

Trasparenza prima di tutto
“La Polisportiva De Rossi non ha nulla da nascondere. Adesso, in vista della nuova stagione, terremo delle riunioni con i genitori di tutte le squadre nel corso delle quali si parlerà chiaro, non mi nasconderò. Non avrò problemi se mi faranno domande su quanto è accaduto”

Preoccupato dalla reazione dei genitori? Come vi siete posti nei confronti dei nuovi iscritti?
“La preoccupazione c'è perchè i nuovi iscritti sono un punto interrogativo. Questa è una cosa che si sta sviluppando adesso. Domani ci sono gli allenamenti dei piccolissimi, farò una riunione in campo con i nuovi e dirò quello che sa la società e quale è il nostro punto di vista. Una cosa certa è che non è coinvolta, se Giorgio Quadrini avesse messo le mani addosso ad un bambino o avesse protetto Adolfo Anibaladi adesso starebbe dentro, dico io come qualsiasi altra persona qui dentro”

In chiusura, come rispondere a chi si preoccupa sul futuro della De Rossi e sulla sicurezza e trasparenza di questo ambiente?
“La sicurezza, la trasparenza e la serietà che trovano alla De Rossi non la trovano in tutte le società. Nel quartiere ci conoscono, magari ci sarà qualcuno che sparlerà sui social network, ci sarà chi si è sentito trattato male, chi ha avuto delle divergenze, però questo non mi preoccupa. Basta che la gente stia cinque minuti qui dentro per capire l'ambiente che realmente c'è”.