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“Scaviamo nella storia” per valorizzare Cerveteri e rilanciare il turismo

Manifestazione conclusiva del progetto scuola-lavoro portato avanti dai ragazzi delle classi IVE e IVF del liceo scientifico e IVA e IVB del professionale dell’ISIS “Enrico Mattei” della città.



Palazzo Ruspoli, a Cerveteri“Stiamo lavorando affinché l'intera area dell'Etruria Meridionale rappresenti un'alternativa interessante alle solite mète nei pressi della Capitale e per far conoscere ai ragazzi l’importanza del marketing e della comunicazione ”. Con queste parole il  consigliere dell'Area Metropolitana di Roma e Delegato al turismo del comune di Ladispoli, Federico Ascani, ha commentato  la manifestazione conclusiva del progetto alternanza scuola-lavoro “Scaviamo nella storia” che ha visto protagonisti i ragazzi delle classi IVE e IVF del liceo scientifico e IVA e IVB  del professionale dell’ISIS “Enrico Mattei” di Cerveteri. Gli studenti hanno partecipato agli scavi presso il sito archeologico di Castrum Novum e hanno provveduto alla repertazione dei ritrovamenti e alla traduzione in inglese dei pannelli informativi, oltre ad aver contribuito alla realizzazione del video che documenta l'esperienza fatta. “Questo è un cammino – ha proseguito Ascani – che passo dopo passo porterà al sicuro successo. Il nostro è un territorio ricco di storia e di siti archeologici etruschi e romani. Qui sorgeva l’antica Caere  e la campagna di scavi ha rappresentato per gli studenti un’occasione unica per conoscere, apprezzare e acquisire sul campo esperienze che contribuiranno a valorizzare l’intero patrimonio archeologico dell’Etruria meridionale”.“La possibilità  - ha detto la preside Daniela Scaramella - di partecipare agli scavi, realizzati dal Museo Civico di Santa Marinella, da due prestigiose Università francesi e dal GATC, sotto la direzione dell’archeologo Flavio Enei, ha costituito quindi un’attività formativa di grande rilievo, sia come consolidamento delle conoscenze di base legate allo studio del latino, della storia e del territorio, sia in relazione alla crescita culturale e civica, insita nella condivisione del ritrovamento archeologico. L’archeologia e la valorizzazione delle risorse artistiche e paesaggistiche, in questo contesto, si confermano come un importantissimo bene, non solo culturale ma anche economico, di una regione. Il nostro territorio, che non è caratterizzato da un tessuto industriale e commerciale significativo, nella salvaguardia e nella fruizione del patrimonio storico e delle bellezze naturali , potrebbe ritrovare una risorsa tale da fornire un potente impulso occupazionale, anche  in prospettiva di un rilancio complessivo”.