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Scuola, flash mob Ncd contro i menù europei

Presentata una mozione in assemblea capitolina. L’assessore Masini: “Menù UE saranno affiancati da un primo piatto Made in Italy”



Un'immagine della protesta di oggiUn flash mob organizzato dall’Ncd romano in piazza del Campidoglio, “per dire basta al menù europeo” promosso dall’amministrazione capitolina. Fra i presenti all’iniziativa, il consigliere del III Municipio Bonelli e l’europarlamentare Roberta Angelilli che hanno manifestato mostrando un piatto di pasta al sugo e reggendo alcuni cartelli sui quali si leggevano frasi come«Marino, adesso basta! Negli asili vogliamo la pasta!» e «Salva il tuo bambino dal sindaco Marino».


Il menù europeo. Al centro della manifestazione improvvisata, il menù europeo pensato dall’ex assessore Cattoi che prevede 15 pasti caratteristici di altrettanti Paesi Europei da servire nelle scuole romane – materne ed elementari – almeno due volte al mese fino al termine dell’anno scolastico. Una scelta che però ha trovato il disaccordo di molti fra i genitori dei bambini che hanno chiesto spiegazioni al Comune domandando l’integrazione dei menù e la possibilità di scelta. Fra questi anche il consigliere comunale Lavinia Mennuni che insieme al capogruppo Ncd capitolino Cantiani si è fatta promotrice di una mozione per cambiare il programma alimentare proposto: “L’amministrazione sbaglia sia nel concetto di pasto che nella grammatura dello stesso. I piatti non incontrano i bisogni dei bambini e mio figlio, come i suoi compagni di classe, torna da scuola affamato perché non riesce a mangiare quanto servito”. Gli fa eco Cantiani anche lui presente al flash mob: “E’ un esperimento fallito, una pratica che non è servita a nulla. La cucina è un campo in cui l’Italia eccelle e questa scelta dei menù europei è stata dannosa soprattutto per i nostri ragazzi”.



La mozione. A margine del flash mob il gruppo Ncd capitolino ha fatto sapere di aver presentato una mozione nella quale si chiede un cambiamento per “mettere in atto le azioni necessarie affinché vengano aboliti i menù rappresentativi dei paesi Europei del suddetto progetto, a meno che non vengano proposte ricette culinarie Europee più ricche e qualitativamente complete, inserendo nuovamente il primo piatto all’interno del menù scolastico. Ridurre tali rivisitati menù ad una sola volta al mese … e intervenire nel promuovere la nostra dieta mediterranea che è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo, povera di grassi e pertanto più sana”


Un’alternativa “Made in Italy”. Intanto il neo assessore alla Scuola Paolo Masini ha fatto sapere che verrà introdotta una alternativa al menù europeo con l’inserimento di almeno un primo piatto italiano. “Questa mattina – scrive Masini in una nota - ho incontrato le imprese della ristorazione scolastica. Tema: i menù europei. Ho chiesto che già dalla prossima uscita in tavola i piatti UE siano affiancati da un primo piatto “Made in Italy”, per far avvicinare i ragazzi alla novità e tranquillizzare i genitori sulle quantità. "Viva l'Europa", che abbiamo ereditato nelle scorse settimane, è un bel progetto orientato alla fratellanza e alla conoscenza reciproca ed elaborato con l’apporto di tutte le necessarie competenze su questi temi. Nelle nostre mense – conclude l’assessore - i prodotti biologici e DOP/IGP rappresentano complessivamente il 90% del totale. Nelle nostre scuole si mangia bene”.