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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Semprevisa, parla Alessandro Coluzzi: "Obiettivo salvezza? Sì, ma vogliamo sognare"

Il playmaker della squadra biancoverde si racconta dopo quattro anni passati a Carpineto: "Faccio parte di un grande gruppo"



Cresciuto nella Scuola Calcio biancoverde, dopo alcuni anni a calcare altri campi, nel 2010 torna a vestire la maglia della Semprevisa, diventando uno dei  protagonisti dell’approdo in Eccellenza e beniamino del pubblico.  Alessandro Coluzzi playmaker della Semprevisa è uno dei giovani più interessanti che militano nel campionato d’Eccellenza.
Alessandro ColuzziAlessandro, 23 anni, ma una carriera già ricca di successi...
Ho iniziato a tirare i primi calci al pallone piccolissimo nel giardino sotto casa, poi anche se ancora non avevo l’età, andavo ad allenarmi con la Semprevisa, dove ho fatto tutta la scuola calcio fino al 2004. Poi sono andato due anni a Fiuggi. Nel 2005 sono andato al Colleferro dove ho conosciuto il Mister Fabrizio Centra con il quale ho vinto la categoria Allievi Coppa Lazio e l’anno successivo disputato la finale Regionale Allievi d’Élite, sfortunatamente persa. Con il passaggio di Centra all’Artena ho seguito il mister, il primo anno disputando il campionato Juniores d’Élite, con qualche presenza in prima squadra e il secondo in Eccellenza. Nel 2010 ho iniziato la stagione a Morolo ma a dicembre sono tornato a Carpineto. Sono state 4 stagioni fantastiche, la vittoria del campionato in Prima Categoria, una finale di Coppa Italia di Promozione, l’approdo in Eccellenza con un seconda parte di stagione esaltante per una salvezza miracolosa.

In questo inizio stagione sempre titolare sin dall’inizio, cosa è cambiato rispetto allo scorso anno?
Non è cambiato molto, lo scorso anno nella prima parte di stagione le cose non sono andate per il meglio, ho avuto qualche infortunio che mi ha impedito di raggiungere la condizione migliore. Con il cambio di allenatore e l’arrivo di Liberti, nonostante fossi infortunato, ho sempre sentito la sua fiducia il suo incoraggiamento facendomi sentire un elemento importante per la squadra. Con il Mister non ci sono titolarissimi, dobbiamo lavorare sodo e impegnarci duramente in settimana per guadagnare un posto negli undici. 


Cosa chiede il Mister in campo?
Il Mister ci chiede movimenti semplici, ma soprattutto ci dice che dobbiamo divertirci giocando a calcio. Io cerco di farlo sempre anche se quando perdo non mi diverto mai. 


Quest’anno sembra la stagione della maturazione calcistica, alla fantasia si è aggiunta una grande concretezza.
Sono un giocatore ancora “giovane”, ho molto da imparare, cerco di migliorarmi sempre mettendomi al servizio della squadra. Quest’anno spero di non commettere gli errori della passata stagione dove spesso ho peccato d’ingenuità. 

La squadra appunto.
La squadra è più o meno quella dello scorso anno, ci sono stati degli innesti importanti.  Tra i nuovi il “Papero” (Antonini ndr) è quello che mi ha impressionato di più, anche se è della Lazio. Ha qualità enormi ed è un piacere giocare vicino a lui. Anche gli under sono molto bravi, devono continuare così cercando di migliorarsi sempre di più. Siamo un bel gruppo, si scherza e si ride tutti insieme, penso che riusciremo a toglierci grandi soddisfazioni. Come squadra dobbiamo cercare di vincere più partite possibili, poi sarà il campo a dare il verdetto. L’obbiettivo resta la salvezza poi chissà…. 

Una curiosità: perché “Barone”?
Non c’è una ragione precisa è nato tutto per gioco e mi è rimasto questo soprannome.