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Sgomberato insediamento abusivo nei pressi Tivoli. I rom rimpatriati in Romania

L’operazione è stata portata pacificamente a termine nella giornata di ieri. Nel frattempo c’è già chi avanza l’ipotesi di ripeterne il modello e provare a risolvere situazioni analoghe nella Capitale.



Una veduta di Tivoli-termeRuspe in azione ieri presso strada Cesurni, nell’area dell’ex polverificio Stacchini di Tivoli Terme. Un campo rom è stato completamente sgomberato attraverso un allontanamento agevolato dei circa centosessanta nomadi che vi erano insediati. Hanno supervisionato i lavori il Comune e gli operatori sociali, programmando l’allontanamento in maniera graduale. In tal modo si è giunti alla giornata del 24 giugno dove si è proceduto  all’eliminazione dei baraccamenti, a partire dalle ore 7: al fine di demolire le strutture messe in piedi lungo gli anni è stato necessario l’utilizzo delle gru. Era sul posto un contingente coordinato dal dirigente del Commissariato di Tivoli, dott.ssa Maria Chiaramonte, composto da personale della Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Provinciale, Polizia Locale, Volontari Valle Aniene della Protezione Civile Regione Lazio, e Servizi Sociali, nonché un elicottero dell'Associazione Fly Roma. L’area occupata abusivamente ed ora liberata ha un’estensione di circa settanta ettari e prima dell’insediamento dei rom era in totale stato di abbandono, soggetta a diversi passaggi di proprietà, mai bonificata né adeguatamente recintata. Ad ogni modo, al momento è stata affidata nuovamente alle società proprietarie. Quanto alla sorte dei nomadi sfollati, essi sono risultati di origine siciliana per un numero di circa ottanta individui, mentre gli altri ottanta, di etnia rumena, sono stati ospitati dall’Amministrazione comunale presso la scuola di Borgonovo di Tivoli, per poi essere accompagnati presso il Consolato di Romania in Italia, attivando così la procedura per il rimpatrio in Romania, attraverso pullman reperito per l’occorrenza. Si tratta molto probabilmente di un intervento virtuoso, svolto nel pieno rispetto delle procedure e soprattutto degli occupanti. E quindi c’è già chi attraverso i vari social network che hanno dato risalto alla notizia, avanza ipotesi circa un’opportunità di traduzione di tale esperienza sul suolo capitolino e cos’ porre fine in maniera civile alle diverse situazioni analoghe che negli ultimi mesi hanno scatenato non poche tensioni tra la popolazione.