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“Siete malati, fate schifo”: tre omosessuali aggrediti verbalmente

Grave ed esecrabile atto di intolleranza alle porte della capitale. Intanto, dopo la manifestazione del Family day, continua sui social network lo scontro pro-contro unioni civili.



Image titleUn ennesimo ed inaccettabile caso di intolleranza si è consumato a pochi chilometri da Roma. Il fatto è avvenuto su un autobus presso Guidonia, dove tre ragazzi sono stati aggrediti verbalmente. Tutto si sarebbe consumato alcuni giorni fa, ma è trapelato solo adesso, a seguito della denuncia sporta ai Carabinieri del posto, grazie al supporto dato dalla Gay help line alle vittime: a scatenare il delirio sarebbe stato un bacio sulle labbra tra due di essi, a causa del quale un ragazzo rasato, dell’apparente età di trent’anni ha iniziato a inveire con insulti e addirittura minacciando un’aggressione fisica. Pesanti gli improperi lanciati all’indirizzo dei tre malcapitati “Siete malati, fate schifo” e ancora “Mi segno dove scendete così vi pesto a sangue”. Qualcosa di vergognoso e di grave - specie in questo momento in cui la discussione sull’opportunità delle unioni civili in Italia ha raggiunto è molto viva e sentita - e che non va sottovalutato, a detta di Massimiliano Valeriani, vicepresidente del Consiglio del Lazio, il quale, attraverso una nota afferma che “Questi fenomeni non devono essere sottovalutati, ma vanno censurati e stigmatizzati con forza per sostenere la sensibilizzazione e il rispetto verso la dignità dell’individuo nella sua diversità“. 

Il confronto prosegue online. Intanto, archiviata l’esperienza del Roma pride prima e del Family day poi, che in quest’ultimo caso ha portato in piazza circa un milione di persone lo scorso sabato, si incentiva – ed in alcuni casi, si esaspera – lo scontro tra parti che sostengono/condannano l’opzione di unioni civili in Italia. Mai come in questa fase i pareri sono vari e contrastanti: di certo però va registrata l’inattesa e poderosa presa di posizione di una parte dell’opinione pubblica la quale, dopo la dimostrazione del “Family day” ha deciso di iniziare a fare sentire - o di continuare a far sentire, nel caso degli esponenti storici – la propria voce anche all’interno della sterminata galassia dei social network, per ribadire la propria posizione e talvolta anche estremizzandola. E’ l’esempio di una serie di supporters lgbt i quali, mentre a San Giovanni si svolgeva il Family Day, hanno fatto irruzione in alcune chiese del rione San Lorenzo (Santa Maria Immacolata e San Tommaso Moro) facendosi immortalare con tanto di striscione e poi diffondendo le immagini in vari blog pro-unioni civili. Emozionante invece l’intervento di Marco Palillo, giovane omosessuale che ora vive a Londa ma che cura un blog personale in cui ha esternato tutta la sua amarezza per aver appreso che la propria amica di sempre era anch’ella in Piazza San Giovanni. “Mi sono sentito colpito allo stomaco, come un pugno. Tradito - ha affermato il ragazzo, aggiungendo - non è vittimismo. E’ la mia storia e quella di molti altri, di un ragazzo gay nato ventisei anni fa in Sicilia che ha dovuto conquistarsi con fatica la propria libertà – e infine - Non conosco le ragioni di quest’amica, e francamente oggi non mi interessano. Fortunatamente io, non so lei, sono pieno di amiche e amici che mi amano e che vogliono la mia felicità.” Sul fronte del no alle unioni civili, spicca invece la dichiarazione di Fabio Rampelli, padre di Fratelli d’Italia, su Facebook “Nessuno manipoli la loro diversità biologica. Quando saranno adulti sceglieranno di chi innamorarsi, ma nessun lavaggio del cervello, nessuna propaganda omosessuale a scuola per cancellare la loro naturale appartenenza sessuale – ed incalza - nessuna adozione da parte delle coppie gay. Tutti i bimbi hanno diritto ad avere una mamma e un papà. Io difendo la natura, non la religione”. Più cauta invece Marilena, scesa come tanti altri in piazza a favore della famiglia naturale, che a margine della manifestazione si è lasciata andare ad uno scritto carico di riflessione “Se inegralista vuol dire credere in principi non negoziabili, ci chiamino pure così – piuttosto - se l'integralista fosse una specie di farina, dovrebbe essere quella integrale, no?! Con tutti i tipi di semi... Allora, se così fosse, dovrebbe essere quella che fa meglio alla salute – per poi concludere serenamente - Non esistono le mezze vie ..questo non vuol dire essere chiusi alla società di oggi e alle sue problematiche, ma essere consapevoli che solo la Verità ci fa liberi e degni di essere chiamati ‘Uomini’ “. Opinioni ed anime a confronto dunque che – tra una schermaglia e l’altra – non cessano di interrogarsi sulla strada migliore da seguire. “Di certo questo è un inizio”, affermava sicuro tre giorni fa un supporter diretto a piazza San Giovanni… e forse è il solo pensiero che più d’ogni altro accomuna ed esprime gli intendimenti di tutti.