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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Simone Calabresi, difensore bomber: "Avvio difficile? Colpa nostra"

Già tre reti in questo inizio di campionato e più di cinquanta in carriera: "Ho qualche rimpianto, ma cerco di migliorare. Voglio rendere orgoglioso mio figlio"



Se uno si fermasse alle reti segnate penserebbe di avere a che fare con un centrocampista o un attaccante. Simone Calabresi, professione difensore centrale, di gol ne ha sempre realizzati tanti, più di 50 tra Serie D, Eccellenza e due stagioni in Promozione. Ha girato tanti club in carriera: cresciuto nel Tor di Quinto, ha poi vestito le maglie di Ostiamare, Guidonia, Vasto, Val di Sangro, Gaeta, San Cesareo e Lariano, per poi diventare un leader del CreCas Città di Palombara, squadra in cui milita da quattro anni, di cui è capitano e con cui ha raggiunto l'Eccellenza vincendo la Coppa Italia di Promozione da grande protagonista. Già tre gol segnati in questo avvio di stagione, l'ultimo domenica scorsa nell'esordio del neo tecnico Enrico Baiocco, dove ha firmato il definitivo 3-1 in casa del Fregene.

Hai un feeling particolare con il gol e ne hai già messi a segno tre. 

“Potevano essere anche di più, ma sono stato un po' sfortunato. Su ogni calcio piazzato salgo in area, cercando di sfruttare la mia stazza. Se nel finale di gara siamo sotto molti allenatori vogliono che vada a giocare punta”.

C'è stata una partenza a rilento che ha portato alle dimissioni di Fazzini, cosa non ha funzionato? 

“Abbiamo una rosa di spessore e penso che abbia pesato un po' di mancanza di fiducia nei nostri mezzi. Purtroppo per primo paga sempre il tecnico, cosa che non condivido assolutamente. In campo ci vanno i giocatori e devono fare il proprio dovere”. Simone Calabresi

Alla prima di Enrico Baiocco in panchina siete tornati alla vittoria. Che impressione ti ha fatto? 

“Ottima. Lo avevo affrontato da avversario e le sue squadre giocano bene. Siamo stati aggressivi sin dal primo minuto, mentre nelle gare precedenti spesso siamo scesi in campo con un po' di presunzione, cosa che abbiamo pagato a caro prezzo come contro il Montefiascone e la Boreale. Il mister ha cercato di imporre subito le sue idee e ora sta a noi seguirlo”.

Pensi che il CreCas possa lottare per le prime posizioni? 

“Città di Fiumicino, Monterosi e Ladispoli forse hanno qualcosa in più, ma se ognuno di noi farà il suo dovere potremo toglierci enormi soddisfazioni. Vincerà la squadra più continua: il campionato è molto livellato e servirà massimo impegno. A dicembre sarà tutto più chiaro”.

Qual è stato il tecnico più importante della tua carriera? 

“Faccio tre nomi: Edi Bivi, che mi ha allenato a Vasto, Stefano Ferretti e Fabrizio Perrotti, bravissima persona e allenatore preparatissimo”.

Hai la fama di essere un difensore “cattivo”, anche se non scorretto. 

“Avendo un fisico imponente e una barba poco curata posso dare questa impressione (ride, ndr). Comunque è vero, ma sottolineo il fatto che non entro mai per fare male all'avversario”.

Sotto che aspetto devi crescere? 

“Penso con il tempo di essere migliorato. Da un anno sono diventato papà e questo mi ha responsabilizzato tanto. E' stata un'emozione bellissima e voglio che mio figlio sia orgoglioso di me: devo essere un esempio per lui e per questo sto cercando di evitare alcuni errori commessi in passato”.

Hai qualche rimpianto? 

“Sì, probabilmente avrei potuto fare di più se avessi avuto un carattere migliore. Tanti allenatori hanno detto che sono sprecato per questa categoria, ma penso che ognuno raccolga ciò che semina. Evidentemente questa è la mia dimensione”.