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Simone Mangieri, dal Vescovio alla Nazionale U19 femminile

Il preparatore atletico del club capitolino entra a far parte dello staff azzurro: "Rappresentare l'Italia è un'emozione unica, ma non lascio la famiglia Vescovio"



Le buone notizie in casa Atletico Vescovio non arrivano solo dal campo. Il club capitolino, che in questa stagione sta ottenendo ottimi risultati sia con la prima squadra in Promozione, sia a livello di settore giovanile, è lieto di annunciare la collaborazione di Simone Mangieri, 28enne preparatore atletico dei Giovanissimi Provinciali, con la Nazionale italiana Under 19 di calcio femminile. Orgoglio e soddisfazione da parte di tutto lo staff biancorosso e, soprattutto, nelle parole del diretto interessato, in questa breve intervista rilasciata a Gazzetta Regionale.

Simone, i contatti tra te e la Nazionale italiana andavano avanti da un po' di tempo. Nelle ultime ore è arrivata l'ufficialità per questa nuova esperienza che ti accingi ad intraprendere. Raccontaci come si è evoluta la situazione.

È vero, la trattativa è nata diversi giorni fa tramite il professor D'Ottavio, il coordinatore dei preparatori atletici della Nazionale italiana femminile. Nel nostro Paese sta nascendo un progetto importante che mira a portare il calcio femminile azzurro ai livelli di altre nazioni europee, come la Francia, la Germania e la Norvegia ad esempio. Per rendere possibile questo progetto la figura del preparatore atletico è fondamentale e appena sono stato contattato non ho esitato ad accettare.

Vista anche la tua giovane età, questa esperienza per te rappresenta più un traguardo o una tappa della tua carriera?

Beh, sicuramente una tappa importantissima: stiamo parlando della Nazionale italiana! Rappresentare il proprio Paese credo che sia il sogno di tutti, in qualsiasi sport e ambito. La sola idea di lavorare per la Nazionale mi rende emozionato.

Posso chiederti quali sono i dettagli di questa collaborazione?

Collaboreremo sicuramente fino alla fine di luglio, poi discuteremo il da farsi.

Un'atleta donna va seguita e allenata diversamente da un uomo?

Senza dubbio sì. Ma al momento non entrerei troppo nello specifico: è la mia prima esperienza con lo sport femminile, sono in fase di documentazione e apprendimento! Sicuramente le donne differiscono dagli uomini sotto molti aspetti sia a livello fisiologico, sia a livello biomeccanico. Ad esempio, un'atleta donna può essere più soggetta ad un certo tipi di infortuni rispetto ad un suo collega uomo. Bisognerà lavorare in maniera mirata.

Lascerai l'Atletico Vescovio?

Assolutamente no, continuerò a collaborare con loro. Poi quando ci saranno le convocazioni per la Nazionale starò via per qualche tempo, ma non ho nessuna intenzione di lasciarli! Per me è un onore poter far parte della famiglia del Vescovio, ne sono orgoglioso. Credo nei loro valori ed è una maglia che mi tengo stretta addosso.

Vuoi fare qualche ringraziamento?

Ringrazio il professor D'Ottavio per la fiducia e tutte le società in cui ho lavorato e in cui sono cresciuto professionalmente.