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Sora, chiuse le commemorazioni per il centenario del terremoto

Nel territorio compreso tra Sora ed Avezzano celebrato l’anniversario del sisma marsicano con un ricco carnet di appuntamenti



La stele commemorativa (Foto © Luca Rea)Alle 7:55 l'Italia centrale ha rievocato: tra Sora ed Avezzano, in un ideale superamento dei confini regionali, sono tornati ad unirsi in un comune ricordo quei territori che, esattamente un secolo fa, vennero falcidiati dal terremoto della Marsica, uno tra i più tremendi che l'Italia centrale abbia subito negli ultimi secoli.


I fatti. Era la mattina del 13 gennaio 1915, una tipica mattinata invernale ma che nulla faceva presagire, secondo quanto riportano le cronache dell'epoca: qualche minuto prima delle otto del mattino, un boato orrendo parte dalla Piana del Fucino e si estende inesorabile su tutti i territori circostanti, fino a farsi avvertire in Pianura padana ed in Basilicata. Il disastro fu immane, come del resto è prevedibile da qualsiasi terremoto dell'undicesimo grado della scala Mercalli: trentamila vittime complessive, di cui diecimila solo nella cittadina di Avezzano, cuore dell'epicentro che vide il suo tessuto urbano completamente raso al suolo. Qui morì oltre l'ottanta per cento della popolazione mentre la restante parte continuò a subire perdite umane in seguito agli stenti delle settimane successive. Ma anche il Lazio pagò un pesante tributo: tra i comuni ciociari presenti nell'area devastata risultarono ricompresi Arpino, Castelliri, Isola del Liri, Pescosolido, Fontechiari e naturalmente la cittadina di Sora, allora parte, con buona parte dell'attuale Basso Lazio, della provincia di Caserta. Il centro ne risultò pesantemente devastato, la Chiesa della Patrona Santa Restituta completamente sventrata nonché trecentouno vittime rimasero sotto le macerie.


La lapide sul Palazzo di Città (Foto © Luca Rea)Le commemorazioni. Preceduto da settimane di preparazione, il momento di maggiore commozione è stato vissuto la mattina del tredici gennaio quando, alle 7:55, tutte le campane dell'area colpita dal sisma hanno rintoccato a lutto, accompagnando l'omaggio al cimitero comunale, dove il primo cittadino di Sora, Ernesto Tersigni, coadiuvato da Mons.Gerardo Antonazzo, Vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, hanno acceso una lampada commemorativa. A questo momento di fortissima intensità è seguita la Santa Messa nella Chiesa di Santa Restituta sul cui piazzale, al termine del rito religioso, è stato scoperto il monumento ricordo del centenario: una stele metallica percorsa verticalmente da uno squarcio, a simboleggiare la distruzione operata dal sisma, in particolare lì, in quella che ora è divenuta la piazza-simbolo del terremoto marsicano. Il monumento è opera dei Professori Fabio Landolfi, Paolo Ianni e Rocco Pessia del Liceo Artistico cittadino “A.Valente”. Presenti ancora una volta il Sindaco di Sora e le locali autorità militari, il Prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli ed il Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo; presenti tra gli altri anche il sindaco di Arpino Renato Rea e Vincenzo D'Orazio in rappresentanza del Comune di Isola Liri. Tutto si è Il sindaco e le autorità di Sora (Foto © Luca Rea)concluso con un omaggio floreale alla lapide posta sul fronte del Palazzo di Città, in Corso Volsci. Sempre a Sora, il 17 gennai si è vissuto invece il risvolto culturale delle celebrazioni, con la presentazione dei volumi “Terremoto 13 gennaio 1915, ore 7.50. La nobile Sora devastata conta le sue vittime” di Vincenzo Alonzi e “Il terremoto del ’15. Sora nei giornali di allora” di Vincenzo Paniccia, per raccontare il sisma attraverso le vittime e le cronache dei giornali dell'epoca. E' seguita poi una mostra fotografica, curata dal Prof. Antonio Mantova, presso i locali del Museo Civico della Media Valle del Liri. Presentato al pubblico inoltre il dipinto della Prof.ssa Diana Carnevale raffigurante l'area cittadina di Santa Restituta, che come già detto fu quella maggiormente interessata dai danni del terremoto. Va sottolineata infine la bella sinergia creatasi tra la sezione sorana del Club Alpino Italiano e del comitato avezzanese, che hanno favorito un programma di celebrazioni opportunamente integrato per l'intero comprensorio e che avrà il suo culmine quando il 31 maggio 2015 vedrà la luce il “Cammino dell'Accoglienza”, un percorso a piedi lungo il tratto pedemontano “Sora-Antino”.