Notizie
Categorie: Giovanili

Spes Montesacro, ecco la rinascita dell'Az Sport

Parola al presidente del club giallonero, Carlo Di Clemente



Carlo Di ClementeL’aria di cambiamento ha spesso un buon profumo, soprattutto quando soffia su un repellente strato d’ingiustizia, di interessi egoistici, di pregiudizi discriminatori. Carlo Di Clemente, conosciuto in qualità di Presidente della Spes Montesacro, si mostra nelle vesti di autore e promotore di un’iniziativa che potrebbe rappresentare l’input di una svolta storica, se accolta ed imitata. Il messaggio in bottiglia è affidato alle acque, vedremo se la corrente lo spingerà in meta o nella superficiale (e tipicamente italiana) trascuratezza. Il progetto di Di Clemente è semplice: far risorgere l’Az Sport, società parallela alla ben nota Spes Montesacro, nata sul finire degli anni ’80 che vantava (finchè in vita) un discreto bottino di risultati sul campo, oltreché essere il punto di partenza della carriera di Andrea Stramaccioni. “…Quando divenni Presidente della Spes Montesacro, l’Az Sport venne volontariamente abbandonata, per favorire il rilancio della società principale che in quel periodo era in difficoltà.” Queste, le parole di Di Clemente riguardo “la fine”. Per quanto concerne invece “il nuovo inizio”, il Presidente spiega le ragioni della rinascita con accorata passione, criticando con severità i pilastri marci che tengono in piedi un sistema ingiusto Stramaccioni con Di Clementee traballante: quello del calcio dilettantistico. “Oggi, alla base della rinascita dell’Az, c’è la volontà di ripristinare lo sport per lo sport, la qualità libera dall’esasperazione, oggi, più che mai dilagante. Vogliamo costruire un’ambiente sano, privo dell’ansia da risultato, un’ambiente che accolga i ragazzi che desiderano semplicemente giocare a calcio. Secondo la statistica, di cinque giovanissimi che iniziano il percorso agonistico, solo uno arriverà in Juniores. Triste, ma vero. C’è una dispersione degli iscritti enorme al giorno d’oggi e noi società siamo i principali responsabili del fenomeno. Questo perchè esasperando l’agonismo si tende inevitabilmente ad escludere chi non è immediatamente pronto a conquistare il risultato sul campo. Ricordo di essere entrato, un paio di anni fa, nello spogliatoio dei nostri ragazzi: erano tutti in lacrime. Per il risultato di una partita. Francamente, non può essere questo l’unico atteggiamento possibile.” Continua lo sfogo Di Clemente, sempre con lucidità e logica inconfutabile. Fioccano le associazioni da un concetto all’altro, segno che il marcio chiama a sè marcio. “…Se si va a contare le squadre che militano nei regionali, esce un numero ben superiore a quello delle compagini che giocano nei provinciali. Non è giusto, i provinciali dovrebbero rappresentare la base larga della pramide calcistica, quà invece è tutto al rovescio. Ormai, o si fanno i regionali, oppure non si gioca più. Stiamo dando i numeri. Certo, la Spes è inserita nel sistema, tuttavia vogliamo tentare di dare un segnale, di dare la possibilità a chi vuole giocare al di fuori dell’esasperazione e dei meccanismi malati, di poterlo fare, potendo contare su una qualità garantita dal fatto che l’Az Sport è inserita nell’orbita della Spes Montesacro. Considerando anche il decremento delle nascite in Italia, trovo sia inpensabile continuare ad escludere un ragazzo di dodici anni che si vuole approcciare al calcio. Dovremmo prendere esempio dagli altri sport piuttosto, e non costringere questi ragazzi in cerca di squadra a rivolgersi a realtà con strutture degradate, gestiste da un personale non all’altezza. Nel mio piccolo lancio dunque questa iniziativa che, devo dire, seppur non pubblicizzata a grandi livelli, mi sembra stia riscuotendo già un discreto interesse. Se sono l’unico Presidente ad avere quest’idea? Per ora si, sono l’unico caso. Ma confido di venire imitato molto velocemente.”