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Stadio della Roma, i perché dei tempi ancora incerti sulla realizzazione

Fra ricorsi, valutazioni di impatto ambientale e stesure del progetto, l'attesa rischia di essere più lunga del previsto



Il progetto del nuovo stadio della RomaStadio della Roma. Esattamente un anno fa al Campidoglio – era il 26 marzo 2014 – al cospetto del gotha giallorosso era stato presentato un progetto: un progetto che sotto gli occhi di Totti, Conti, Pallotta, Garcia, si traduceva nello Stadio della Roma da costruirsi nell’area dell’ex Ippodromo di Tor di Valle. Da quel 26 Marzo ad oggi, però, i problemi relativi alla costruzione dell’impianto sportivo – stadio, campo di allenamento e cittadella con uffici, store e punti ristorazione – si sono susseguiti in un continuo evolversi della vicenda. L’ultimo punto è stato messo ieri dal Sindaco Marino e da Mark Pannes, responsabile giallorosso per la struttura: se per il secondo “il meeting è stato molto costruttivo. Il progetto è molto complesso, deve rispettare tutte le questioni. Noi vogliamo iniziare nel 2015 i lavori e aprire lo stadio nel 2017”, il Primo Cittadino romano ha fatto sapere che “la società si è impegnata a consegnare entro il 15 giugno l'intero progetto comprendente lo stadio, le infrastrutture necessarie e gli altri edifici. Si è trattato di un incontro positivo e proficuo. Aspettiamo naturalmente gli sviluppi di questo lavoro complesso e importante che deve concludersi nei tempi e nei modi concordati, nell'interesse della città”. Un frase questa che, per chi conosce il linguaggio di Marino, si traduce in una presa di posizione forte verso la proprietà giallorossa: ovvero, da parte della giunta capitolina e del Comune c’è stato il massimo impegno, vedete ora di impegnarvi altrettanto. Anche perché nella giornata di ieri, il Sindaco sperava e credeva di incontrare Pannes già munito dei faldoni con all’interno fogli e usb contenti struttura e progetto finale: così non è stato e alla fine il rappresentante giallorosso aveva con sé solamente uno zainetto a tracolla.

La V.I.A. e i tempi. Intorno alla costruzione restano così dei problemi che si riassumono in un percorso non facile da superare, tant’è che c’è una parte di città che non crede che alla fine il progetto si riuscirà a completare. Il primo dei problemi è quello che riguarda la Valutazione di Impatto Ambientale, regolata in Italia dal D.Lgs. 152/2006, che prevede uno studio accurato delle variazioni che il territorio andrà a subire, in una zona interessata dalla campagna romana e dagli straripamenti del Tevere: un percorso, questo, che si sostanzia di elementi tecnici sugli impatti ambientali dell’opera che contengono l’analisi geologica del contesto, una relazione naturalistica che può prevedere un confronto degli impatti ambientali prodotti da varie alternative progettuali che possano – eventualmente – limitare i mutamenti sul territorio apportati dall’opera stessa. Una serie di studi, quindi, che richiede tempi: tempi che si sostanziano in circa tre/quattro mesi - ma gli stessi possono dilatarsi – e che allungano ulteriormente l’iter di approvazione finale del progetto.

Approvazione della Regione. Questo resta infatti il secondo passaggio, quello che diluirà ulteriormente i tempi di approvazione per la realizzazione dello stadio. Fatta quindi la premessa di cui sopra, con il forte impegno del Sindaco e del Comune che hanno approvato in breve tempo – sotto Natale - la finalità di “pubblico interesse” dell’opera, resta da definire il passaggio successivo. Una volta infatti che il progetto verrà finalizzato sulla carta, dovrà essere trasmesso alla Regione Lazio: dal momento della ricezione scatteranno quindi i 180 giorni per la convocazione della conferenza dei servizi che darà – si crede - il bene placido per la posa della prima pietra che nelle intenzioni della Roma dovrebbe avvenire già quest’anno. 

I ricorsi. C’è poi un’altra incognita sulla approvazione dei lavori che si inserisce sotto l’elenco dei ricorsi preventivati e di alti già presentati. Fra questi quelli annunciati dal Movimento 5 Stelle che seppur favorevole alla costruzione di “uno Stadio della Roma” resta contrario rispetto “alle speculazioni” derivanti dalla costruzione dello stesso, con un nascituro quartiere nel quale “solo il 14% è occupato dallo Stadio”. Non solo. Anche Legambiente ha detto di volere aspettare l’ultima presentazione del progetto per fare le valutazioni del caso: “L’intervento immobiliare legato allo stadio rimane di una dimensione assolutamente inaccettabile – spiega Zanchini, Vicepresidente di Legambiente - aggiungendo cemento e consumo di suolo a un piano regolatore già sovradimensionato. Andremo a vedere con attenzione le carte dell’accordo per verificare il rispetto della legge e chiediamo che nella conferenza dei servizi si prendano impegni seri sul Tevere, con la creazione di un parco fluviale, e sui rischi idrogeologici connessi”. Al momento, quindi, non resta che citare le parole del Presidente della Roma James Pallotta per il quale “la strada è giusta, ma c’è ancora tanto lavoro da fare”.