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Strage a Battistini, Marino “I responsabili siano catturati e puniti severamente”

Il primo cittadino della Capitale visita feriti e familiari della vittima. Permane la tensione nel quartiere: intanto, controlli e perquisizioni a tappeto



Passano i giorni ma la tensione nella Capitale non si allenta. La ferita causata dal maxi-incidente del 27 maggio scorso in zona  Battistini, nel quale una cittadina di origine filippina ha perso la vita in circostanze tragiche, è ancora sanguinante nella coscienza collettiva. Parallelamente a ciò, negli ultimi giorni si sono avuti una serie di sviluppi che hanno mantenuto alta l’attenzione sul fatto.  

Image titleLe dichiarazioni di Marino. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, nelle ultime ore ha visitato i feriti ricoverati al Policlinico e negli ospedali Gemelli, Aurelia e San Camillo, oltre che i familiari della vittima, accompagnato dal vice sindaco Luigi Nieri. "Poco fa ho fatto visita alla famiglia di Corazon – ha affermato il primo cittadino, aggiungendo - spero questi criminali siano catturati e puniti dalla giustizia italiana nel modo più severo possibile: sono persone non degne della nostra società" per poi incalzare "Vogliamo arrivare quanto prima all'arresto di questi banditi e criminali. Persone che non danno alcun valore alla vita umana. E per questo non sono degne della nostra società. Questo è stato il mio primo pensiero con questore e prefetto". 

Il punto sulle indagini. Intanto, l’attività degli inquirenti non si ferma: è caccia all’uomo in tutta Roma e provincia per stanare i restanti responsabili della strage, ancora latitanti. Secondo indiscrezioni le ricerche dei due rom si stanno concentrando in particolare sulla Capitale in quanto non ci sono riscontri plausibili di una loro potenziale fuga all’estero. Intensificati al contempo i controlli e le perquisizioni, con particolare attenzione per i campi nomadi, mentre è stato convalidato l’arresto dell’unica persona fermata al momento nei minuti immediatamente successivi all’incidente, ovvero la ragazza diciassettenne moglie di uno dei ricercati. La minore è stata interrogata per tentare di avere qualche informazione in più, dopo di che il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare con la quale la ragazza è stata tradotta a Casal del Marmo, presso il locale carcere minorile. 

Lo sdegno generale. E’ ancora forte inoltre il sentimento generale di dolore e di rabbia che sta attraversando i cittadini: una veglia di preghiere è stata celebrata da parte della comunità filippina di Roma, con canti e musica per onorare la memoria dell’unica vittima dell’incidente, Corazon Abordo. Il momento è stato scandito dallo slogan “Giustizia per Cory”, presente peraltro anche su una serie di cartelli. Accanto al rammarico, perdura lo sdegno specialmente della popolazione del quartiere entro il quale è compresa l’area dell’incidente, che non di rado si lascia andare a dichiarazioni ed interviste sui principali media in cui salta fuori una crescente e preoccupante deriva xenofoba. Deriva che sta attraversando la rete stessa dove, specie all’interno dei social network, è possibile intercettare tutta una serie di post a suon di messaggi razzisti, nonché pseudo-identikit dei ricercati, quest’ultime del tutto confutate dalla magistratura.