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Superchi: "L'Athletic Soccer Academy è un'isola felice, una famiglia"

Le dichiarazioni del tecnico della compagine di via di Santa Costanza: "Qui c'è un ambiente serio e sereno"



Dopo sei giornate di campionato, l’Athletic Soccer Academy si ritrova in testa al Girone B dei Giovanissimi Regionali. Non è un caso: un pareggio e cinque successi consecutivi sono risultati che, stando alle parole del tecnico dei classe 2001 del club di via di Santa Costanza Giampaolo Superchi, derivano da un ambiente serio, con i giusti valori e dove persone competenti svolgono il loro lavoro nel modo giusto.

Il gruppo classe 2001 dell'ASA ©asasoccer.itMister, dopo il pareggio all’esordio sono arrivate cinque vittorie di fila: le sue impressioni su quest’avvio più che positivo?
“Sono molto contento, e credo che rispetto alla maggior parte delle squadre del Girone abbiamo un vantaggio enorme, ovvero quello di giocare senza alcun assillo riguardo al risultato. Non siamo partiti ad inizio stagione come pretendente a qualcosa, il nostro unico intento è quello di far crescere bene il gruppo e prepararlo al meglio. Guardando le sei partite che abbiamo disputato, non ho mai messo in campo la stessa formazione. Quello che sta accadendo è molto positivo, è frutto del lavoro quotidiano sul campo, ma non era preventivato. Giochiamo partita dopo partita, ma non siamo partiti per stare lassù: ora che è successo ci stiamo comodi, ma non abbiamo particolari mire o intenti”.

Non c’è dunque un obiettivo a breve termine, quanto piuttosto uno più a lungo raggio, riguardante la crescita corretta dei ragazzi.
“Esattamente. Non è un obiettivo soltanto mio, ma è di tutta la società. Se i risultati arrivano, vuol dire che sono frutto di una programmazione lunga e solida: la società non fa scouting, lavoriamo con i ragazzi che abbiamo, anzi spesso abbiamo il problema opposto, cioè che altri club ce li portano via. Non abbiamo una società che mette pressione: abbiamo uno sguardo oculato verso i ragazzi, non verso i risultati”.

Dal momento che siete primi lo chiedo: quali sono stati gli ingredienti per ottenere tali risultati?
“La coesione enorme che si respira tra la società, me ed il gruppo dei ragazzi. Ci alleniamo divertendoci, ed i ragazzi hanno capito che alla base di tutto c’è una preparazione pensata per farli migliorare. Di conseguenza si impegnano durante gli allenamenti e raccogliamo i frutti nelle partite”.

Si tratta quindi dei benefici portati da un ambiente, quello dell’ASA, positivo ed in ascesa?
“Non sono alla prima esperienza su una panchina, e la scelta di venire qua è perché con la società c’è lo stesso modo di vedere ed intendere la crescita di giovani calciatori, che è migliore rispetto ad altre parti. E’ un ambiente sereno, che ti fa lavorare bene, con tranquillità, e che sa programmare e dove i ragazzi ed i genitori che vengono si trovano a casa. L’ambiente ASA è una famiglia, che però ha delle regole sportive ed educative. Speriamo che possa rimanere tale a lungo, perché l’ambiente ASA è un’isola felice”.

Anche perché una società di calcio, oltre a far divertire i ragazzi, deve anche svolgere nei loro confronti una funzione educativa.
“Assolutamente. E’ per questo motivo che le mie idee si sposano perfettamente con quelle della società. Il presidente Risoluti ed i direttori Gottardi e Leonardo sanno bene cosa fare con i giovani atleti: questo è un ambiente dove si può imparare tanto da persone che sanno come fare calcio”.