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Tangenziale Est: cittadini contrari al "metodo Grenon"

Ieri (mercoledì 9) manifestazione di protesta degli abitanti della zona intorno alla stazione Tiburtina. Contestati metodi e tempi della riqualificazione del tratto interessato



Stazione Tiburtina. Mercoledì 9 settembre 2015, ore 15. Si torna a parlare di tangenziale verde. No, non si tratta di un articolo del passato riciclato in data odierna, tantomeno, ahinoi, di uno scherzo. È notizia di ieri, certo non proprio fresca di giornata. L'Associazione Res si affianca al progetto " Walkabout, camminare parlando di Roma", inserito nel programma dell'estate romana 2015, per chiamare a raccolta la cittadinanza e continuare a proporre il progetto dei giardini agronomici sulla Circonvallazione Nomentana. 


Una manifestanteLa storia Da qualche anno quest'associazione di architetti presieduta dalla dott.ssa Raffaella Morichetti si è resa protagonista, senza alcun titolo, della possibile riqualificazione di quel tratto di ex tangenziale che va dalla stazione Tiburtina alla Batteria Nomentana, portando, di conseguenza, alla riapertura della discussione sull'abbattimento della sopraelevata. Ricordiamo che l'eliminazione del "mostro" che sovrasta il piazzale della Stazione, era stato contemplato e approvato dalla precedente amministrazione, proprio in seno al progetto di rifacimento di Tiburtina da parte di Rfi. L'Associazione Res propose una soluzione alternativa, quella di riqualificare la stessa sopraelevata in base al percorso delle High Line, scatenando la mobilitazione della cittadinanza e dei diversi comitati, primo fra tutti Rinascita Tiburtina, che fino a quel momento tanto si erano battuti per ottenere l'abbattimento di quello che ha sempre fatto e, continua a fare, da tetto a barboni e malviventi, costringendo l'intero quartiere a versare in enorme stato di degrado, con conseguenze sull'attività della stessa Stazione, sia dal punto di vista commerciale, sia della viabilità. Ricordiamo soltanto la volontà della società di Italo Treno, di non voler più considerare quella che sarebbe dovuta diventare la prima Stazione capitolina, fra quelle romane concepite fra le varie tappe di uno dei treni ad alta velocità più fruiti dalla popolazione. Riaperto dunque, il discorso sull'abbattimento, a settembre scorso, annunciato dal Presidente del Municipio Roma II Giuseppe Gerace,  con l'accordo del sindaco Marino, l'eliminazione del "mostro" divenne certezza. Fra burocrazia varia e affidamento del bando, l'inizio lavori venne previsto proprio per questo autunno. Già da qualche mese però, la notizia ufficiale su questo complicato iter, vede bloccato il progetto al Segretariato Generale, dove norme di sicurezza e quant'altro ne hanno rallentato la messa in atto. Nel frattempo il Municipio Roma II ha organizzato il cosiddetto "percorso partecipato" con la cittadinanza, per stabilire quale fosse la volontà popolare sul futuro della tratta di ex tangenziale, una volta abbattuta la sopraelevata. Percorso che, iniziato nel gennaio 2015, si è distribuito in tre incontri mediati dall'Università "La Sapienza" chiamata a tirare le somme e stabilire quale fosse il parere degli abitanti sul futuro della circonvallazione.  Anche in questa circostanza l'Associazione Res è tornata in pole position col suo progetto di giardini agronomici, stavolta da realizzare nel solo tratto da Tiburtina a Batteria Nomentana, evitando di riaprire la questione dell'abbattimento.


Il parere In questa occasione, così come in tutte quelle in cui c'è stata la possibilità di esprimere il proprio parere,  la Carlo Infante (Walkabout) e la Grenonvolontà della popolazione è stata chiara, seppur non emersa da fonti ufficiali. Gli abitanti del quartiere e i residenti della circonvallazione nella tratta in questione, non vogliono i giardini, bensì una strada cittadina che continui ad essere percorribile, non più a scorrimento veloce e che abbia una normale alberatura sul fronte dei palazzi, così come accade sulla maggior parte delle strade capitoline. Oggi, a distanza di mesi, non solo non si hanno notizie sul progetto di abbattimento, ma ancora una volta si torna a parlare di questo osteggiato e chiacchierato progetto degli orti, sorgendo spontanea la domanda del perché questo  disegno di riqualificazione continui a essere in voga, mentre gli altri presentati proprio in occasione del percorso partecipato sono finiti nel dimenticatoio. Non una candidatura ufficiale da parte dell'Associazione Res, ma un tentativo di far prevalere la loro pianificazione attraverso  un metodo che la popolazione del quartiere contesta apertamente. L'Associazione Res spinge sul fatto che tale disegno di riqualificazione potrebbe godere di un grosso contributo da parte dell'Unione Europea, mentre la Capitale non dispone dei fondi necessari per portarlo a termine. Inoltre l'abbattimento totale della sopraelevata, secondo la Grenon, non rientrerebbe nel discorso dell'Agenda 21 e della sostenibilità che Roma ha abbracciato anni fa. Di contro va precisato, contrariamente a quanto sostenuto dall'associazione, che i due milioni per l'abbattimento, seppur non sufficienti secondo gli architetti, sono stati stanziati già da tempo, come da tempo è stato approvato l'abbattimento. Perché tornare a discutere di qualcosa che già oggi sarebbe dovuta essere esecutiva? Perché provare nuovamente a cambiare le carte in tavola con la sola presunzione di avere in mano un progetto alternativo, ecosostenibile e in parte finanziato? I cittadini, ancora una volta, hanno espresso a voce alta il loro dissenso. Questo progetto, come sottolinea qualcuno di loro, evidenzia più di una criticità. 


Un momento della manifestazioneLe criticità Primo fra tutti il fatto che abbia saltato e ignorato qualsiasi processo partecipativo, arrivando ad essere preso in considerazione attraverso strade sconosciute. Il secondo punto in discussione è rappresentato dal fatto che tale progetto non nasce ad hoc per la Tangenziale, ma viene pensato in maniera astratta e poi successivamente considerato nel'ottica della riqualificazione della Circonvallazione Nomentana. Proprio in seno a quest'ultimo punto non va censurato il parere contrario di molti tecnici, fra cui quello di Monica Sgandurra emerso già lo scorso anno su un articolo da lei stessa firmato e pubblicato su paesaggiocritico.com. (clicca qui)  La tangenziale Verde così concepita da Res, in fin dei conti, non sarebbe altro che un percorso di privatizzazione delle diverse aree verdi realizzate che verrebbero affidate ad associazioni, enti di ricerca e università. Progetto che sappiamo per certo ha suscitato l'interesse del nostro Sindaco, sollecitato anche dallo stesso Gerace che, ricordiamo, nel settembre 2013, a pochi mesi dal suo insediamento, ne espresse il suo favore in una lettera indirizzata proprio al Primo cittadino. 


L'opposizione È forse per questo che la dott.ssa Morichetti e l'architetto Grenon non intendono gettare la spugna, motivo per cui, ieri pomeriggio hanno approfittato della passeggiata organizzata da Walkabout per riproporre di nuovo, ai cittadini presenti, la possibile realizzazione dei giardini agronomici, continuando ad ottenere però, il diniego della popolazione che ha attaccato e osteggiato numerosa e a voce alta la possibile messa in atto di questo progetto, ricordando l'esistenza di più di un migliaio di firme raccolte e promettendo di continuare a combattere senza timore alcuno la loro battaglia, finché la sopraelevata, compresi i piloni di sostegno, non andranno giù per lasciare spazio alla tanta agognata riqualificazione dell'area, con la certezza che resti una tappa obbligata per combattere degrado e criminalità che quotidianamente si annidano nel piazzale della stazione Tiburtina.