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Tangenziale Est: il progetto "agronomico" illustrato alla Commissione lavori pubblici

Cittadini e amministratori municipali fanno causa comune per il rispetto del progetto approvato



La strada sopraelevata dove inizia la tangenziale est foto©GazzettaRegionaleA distanza di dieci giorni dall'ultima riunione cittadina organizzata dal comitato Rinascita Tiburtina, si torna a parlare di tangenziale est. Stavolta lo si fa in via istituzionale. Per la prima volta il secondo municipio della Capitale apre un confronto su un possibile progetto alternativo, dal quale il municipio II era stato totalmente escluso. Per questo si è riunita stamattina la Commissione lavori pubblici nella sala commissioni di via Dire Daua, alla presenza del Presidente Caracciolo, del vice presidente Zorzi e di alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione. Argomento centrale della riunione: le sorti della vecchia tangenziale tra la stazione Tiburtina e la Batteria Nomentana. Sembra che il futuro della sopraelevata sia davvero incerto. Il progetto di abbattimento per cui sono previsti 9 milioni di euro, tra l'altro già stanziati in seguito ad un'approvazione lunga ma condivisa, potrebbe non andare in porto. Già la scorsa settimana in occasione della riunione cittadina organizzata da Nella Vecchia e dal suo comitato, era emersa l'esistenza di un progetto alternativo promosso da Natalie Grenon e dall'associazione Res, della quale l'architetto Grenon è segretaria, e che vedrebbe la realizzazioni di orti urbani o giardini agronomici su una sopraelevata che verrebbe abbattuta soltanto in parte. Questo progetto alternativo non sembra però, aver seguito un iter convenzionale. Come lo stesso architetto Grenon ha illustrato stamani, la richiesta di un progetto di riqualificazione della vecchia tangenziale, le sarebbe stato chiesto dal precedente presidente del Municipio III Dario Marcucci, a nome dello stesso Municipio. In realtà però, era stato già approvato il progetto di abbattimento della sopraelevata con il pieno consenso della cittadinanza e dell'amministrazione dell'allora terzo municipio. Dunque perché chiederne un altro? Il problema del metodo, sul quale vengono chieste spiegazioni sia da Giovanni Provenzano, circolo Nomentano, sia da Carassiti, circolo Lanciani, è solo il primo dei capi d'imputazione esposti nei confronti di questo progetto "agronomico". Natalie Grenon ha lungamente esposto, stamani in commissione, quelle che sarebbero o potrebbero essere le caratteristiche di questa riqualificazione, lasciando ben intendere che in realtà, nulla è ancora nero su bianco. Ciò che l'associazione Ricerca e Sviluppo attraverso la Grenon vorrebbe realizzare, è il parziale abbattimento della sopraelevata sovrastante la stazione Tiburtina. La restante parte diventerebbe una passeggiata verde di due chilometri, le cui coltivazioni di meleti e frutteti vari, verrebbe affidata ad una fondazione. Fondazione che la stesso architetto Grenon sta provvedendo a costituire, come lei stessa dichiara. Questo genere di riqualificazione, sempre secondo quanto apertamente dichiarato dalla Grenon, avrebbe anche la partecipazione dell'università La Sapienza che vi collocherebbe delle aule, dei laboratori ai fini della ricerca. Le idee della Grenon, seppur non essendo ancora un vero e proprio progetto, hanno richiamato l'attenzione del sindaco Marino e dell'assessore di Roma Capitale, Improta. Non a caso si sta mettendo seriamente in discussione il già approvato progetto di abbattimento, laddove il comune di Roma andrebbe, non solo a non tener conto di un progetto esistente, ma anche di una volontà totalmente condivisa da cittadini e istituzioni. Il consiglio municipale e la cittadinanza vogliono l'abbattimento della sopraelevata così come era stato deciso. Il consigliere di maggioranza Capraro, intervenuto alla commissione, ha promesso la presentazione di una mozione in favore dell'abbattimento e del rispetto della volontà  cittadina. Secondo Capraro la questione riqualificazione, a seguito dell'abbattimento potrà essere discussa, ma non senza sentire gli abitanti. La nuova tangenziale, secondo il consigliere PD, non fa emergere solo il problema della dismissione e riqualificazione della vecchia, ma anche un problema di viabilità che non può non essere preso in considerazione in sede decisionale, proprio perché convergente allo stesso. Il problema viabilità è stato messo in evidenza anche dal'architetto Gagliardi, ex dirigente del comune di Roma, il quale ha invitato al realismo e alla valutazione delle ripercussioni che il progetto della Grenon,  avrebbe sul traffico. Anche Gagliardi, come Capraro, evidenzia l'importanza dell'abbattimento della sopraelevata con una riqualificazione, conseguente all'abbattimento stesso, che possa prendere in considerazione anche alcune delle idee della Grenon.  È evidente che, forse come in poche circostanze si è verificato, il parere dell'istituzione municipale, in questo caso del secondo, e quello dei cittadini è convergente e unanime verso un'unica soluzione: l'abbattimento della sopraelevata. Mai come questa volta intendono serrare le fila contro qualsiasi abuso, qualsiasi prevaricazione, qualsiasi progetto possa prendere forma attraverso strade diverse da quelle previste.