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Tangenziale Est: no a progetti alternativi, sì all'abbattimento

I cittadini chiedono il rispetto delle regole e del progetto approvato



Image titleContinua la battaglia del comitato cittadino Rinascita Tiburtina per l'abbattimento della tangenziale est e della sopra elevata dinanzi la stazione ferroviaria. La costruzione della nuova tangenziale aprì, già anni fa, la questione sul destino del tratto che sarebbe stato dismesso tra la Stazione Tiburtina e la Batteria Nomentana, della Circonvallazione Nomentana per l'appunto, compresa la sopraelevata che sovrasta la stazione. Dopo varie proposte, istanze cittadine, si arrivò a un progetto condiviso che prevedeva e che dovrebbe ancora prevedere perché tuttora in essere, l'abbattimento della sopraelevata e la riqualificazione della zona ex tangenziale, nei suoi 2 km di percorrenza. Oggi questo progetto, purché approvato, è a rischio. Da circa un anno si parla di una realizzazione alternativa a quella voluta dalla cittadinanza: un progetto che riqualificherebbel a dismessa Circonvallazione Nomentana con orti urbani, o come più propria mentevengono chiamati, giardini agronomici. Questo progetto nasce da un'idea dell'architetto Natalie Grenon, studio Res, Rinascita e Sviluppo. Un'idea chead oggi ancora non si è trasformata in progetto ufficiale, ma che sembra abbia conquistato l'interesse del sindaco Marino. L'idea dell'architetto Gre no nvedrebbe adibire gran parte della corsia della vecchia circonvallazione, alla coltivazione di alberi da frutto, dai vigneti ai meleti, ai quali verrebbe adibita un'intera area. Questi progetti non sono di certo alternativi come si potrebbe pensare. In Europa come negli Stati Uniti, la riqualificazioneagronomica di infrastrutture esiste già da parecchio tempo. Essa stessa però, va contestualizzata. È ciò che hanno tenuto a mettere in evidenza i vari tecnici intervenuti alla riunione organizzata ieri da Rinascita Tiburtina. L'idea della Grenon è un'idea che potrebbe risultare valida sulla carta, ma all'atto pratico non ci sono le basi perché possa realizzarsi. Innanzitutto perché per la coltivazione di alberi da frutto non sarebbe sufficiente lo scoticamento dell'asfalto. In secondo luogo, e non per importanza, si tratta di una zona fuori dalle norme di sana ambientazione atte a consentire qualsiasi coltivazione da consumo. Si tratta di un'area a ridosso della stazione ferroviaria, satura di polveri e scarichi di ogni genere. Proprio perché antistante la stazione, va riqualificata in modo tale da essere funzionale e accogliente, affinché non continui ad essere vittima di quello scadimento che attualmente attanaglia Tiburtina. Scadimento che andrebbe ad aumentare con un progetto che, a sua volta, andrebbe ad offrire altre nuove comode location per i senza tetto. È proprio questo il punto focale dell'incontro tenutosi ieri fra i cittadini della zona. La sopraelevata fa da tetto al più totale degrado. Questo problema si sta ripercuotendo non solo ai danni dei cittadini residenti, ma anche dei pendolari della stazione ferroviaria edella stessa Tiburtina. Tutti sappiamo che Tiburtina, dopo la ristrutturazione, sarebbe dovuta diventare la prima stazione della Capitale. La stazione dei treni ad alta velocità con un spazio commerciale che consentisse ampio comfort ai viaggiatori. In realtà, a causa della realtà che la circonda, la stazione sta diventando tutt'altro. I treni stanno diminuendo e sembra continueranno a farlo, proprio a causa del fatto che i viaggiatori non preferiscono scendere in una stazione vittima della microcriminalità. La stazione ferroviaria non è però l'unica a farne le spese. I cittadini sono i primi a pagare per la totale svalutazione dell'area. Per questo il comitato Rinascita Tiburtina continua a chiedere l'abbattimento della sopraelevata, della tangenziale e l'applicazione del progetto già approvato. L'area circostante la stazione va riqualificata e soltanto in questo modo, secondo le voci ascoltate, si potrà abbattere il degrado. L'amministrazione comunale non può scavalcare il progetto in essere, né fare a meno di ascoltarela volontà dei cittadini residenti e dell'amministrazione municipale, all'unanimità, compreso il presidente Gerace, contraria a qualsiasi realizzazione diversa dall'abbattimento della sopraelevata. Non a caso Gerace, il prossimo mercoledì 17 settembre, parteciperà alla riunione che il sindaco Marino ha convocato con l'architetto Grenon e lo studio Res. La giunta e i cittadini si adopereranno a consegnare al sindaco un documento protocollato con le annesse 1000 firme raccolte finora, delle quali Marino non potrà non tenere conto nelle sue scelte. La decisione ultima per il destino  della tangenziale dovrà essere presa a breve. I soldi stanziati sono circa 9 milioni di euro. Se entro la data dell'applicazione del bilancio non sarà certa la loro destinazione, la riqualificazione della tangenziale potrebbe perderli. Il futuro della Circonvallazione Nomentana è in una fase cruciale. L'amministrazione del Municipio II, il comitato Rinascita Tiburtina e i cittadini tutti, si batteranno per il rispetto delle regole e del progetto esistente.