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Categorie: Dilettanti - Promozione

TdQ, amarezza e indignazione per i fatti di domenica

Cartellini, squalifiche e maxi multa per l'acceso post partita contro il Sant'Angelo Romano. Di Marco e Ciavarro: “Arbitraggio scandaloso”; Massimo Testa: "Non pago la multa!"



Tor di Quinto - Sant'Angelo Romano non finisce al 90'. Il match della decima giornata di Promozione continua a far parlare di sé per le decisioni del Giudice Sportivo in merito al presunto post partita infuocato nei pressi degli spogliatoi del Testa e, soprattutto, per la reazione dei maggiori esponenti dello storico club capitolino. Sotto accusa la direzione di gara del signor Giampaolo Jorgji, fischietto di Albano Laziale che nella gara di domenica tra capitolini e tiburtini si è fatto notare per la generosità di cartellini (tre rossi al Tor di Quinto) e per alcune decisioni discutibili – per usare un eufemismo – a detta dei padroni di casa e non solo. Il Tor di Quinto finisce in otto uomini e perde 2-1, lamentando un arbitraggio a senso unico e, dopo il triplice fischio, il referto arbitrale racconta di gravi di minacce alla terna, che avrebbe lasciato l'impianto sportivo di via del Baiardo scortata dalle Forze dell'Ordine. Partendo dalla partita di calcio fino ad arrivare alle reazioni in casa Tdq dopo la mano pesante del Giudice Sportivo, proviamo a ricostruire quello che è successo da domenica fino ad oggi.

Massimo Testa patron del Tor di Quinto (foto©FuoriAreaWeb)La cronaca dell'inviato “Succede di tutto in via del Baiardo. Nel primo tempo poche emozioni, ma al 32' il Tor di Quinto, a sorpresa, rimane in dieci per l'espulsione decisamente affrettata, di Commini per doppia ammonizione. Nella ripresa il Sant'Angelo Romano spinge e va vicino al gol con Ciolfi, il Tor di Quinto recrimina per un netto calcio di rigore non assegnato, ma al 34' passa con Verzari in mischia. Passano 2' e il direttore di gara assegna un penalty generoso agli ospiti, dal dischetto va Ferramini per l'1-1. Ancora 2' e arriva il raddoppio ospite con Scarafile in contropiede. Da qui in avanti non c'è più gara. Il Tor di Quinto rimane in otto per i rossi a Ciavarro e Maxim, il S. Angelo porta via i tre punti. Ai locali resta l'amaro in bocca per una direzione arbitrale insufficiente”, scriveva Alessandro Grandoni sulla Gazzetta Regionale  del 23 novembre, dopo aver assistito con i propri occhi alla partita tra Tor di Quinto e Sant'Angelo Romano dello scorso 22 novembre.

La stangata del Giudice Sportivo Grandoni, nella sua cronaca, parla di espulsione affrettata, rigore generoso concesso agli ospiti e arbitraggio insufficiente, quanto basta per far scattare a fine gara il disappunto di tesserati e sostenitori locali nei confronti dell'arbitro. Un malcontento che, stando a quanto riportato dal direttore di gara nel referto, sarebbe sfociato oltre il lecito. Da qui, la mano pesante della Federazione sul TdQ, nel comunicato che riportiamo di seguito:“Ammenda e diffida Euro 800,00 Tor di Quinto perché propri sostenitori, nel corso del II tempo rivolgevano all'arbitro espressioni offensive e minacciose. A fine gara nello spiazzo degli spogliatoi, sostavano indebitamente numerosi estranei fatti entrare da un cancello lasciato aperto dal custode dell'impianto sportivo. Dette persone, con atteggiamento gravemente intimidatorio, non consentivano alla terna arbitrale di fare rientro negli spogliatoi loro riservati. In tali frangenti agli ufficiali di gara venivano rivolte gravi minacce di stampo malavitoso. In particolare, l'arbitro veniva attinto da uno sputo dietro un orecchio e, nel contempo veniva fotografato tramite un telefonino. Dopo circa 15’ la terna arbitrale poteva fare rientro negli spogliatoi loro assegnato. Onde evitare che i facinorosi potessero entrarvi, ponevano le panche a loro tutela di fronte la porta di accesso, poiché la stessa veniva colpita con svariati pugni. Persistendo tale situazione di grande panico, l'arbitro chiedeva telefonicamente l'intervento della forza pubblica Successivamente, persona non identificata qualificatasi Presidente della Società, con violenza apriva la porta dello spogliatoio spostando le panche che erano state messe innanzi la porta a protezione degli arbitri. Detto individuo, usava un linguaggio altamente intimidatorio gli ufficiali di gara per le continue sollecitazioni e intimazioni, non potevano fare il colloquio con l'osservatore arbitrale. In tutta fretta la terna arbitrale scortato dalla forza pubblica, nel frattempo intervenuta, lasciava l'impianto sportivo sotto scorta a causa di un assembramento ostile di facinorosi nei loro confronti”.

Le reazioni in casa TdQ Fabio Di Marco (allenatore): “Il direttore di gara di domenica è uno sconsiderato che non dovrebbe mai più mettere piede in un campo da calcio. Gli arbitri possono sbagliare, certo, ma da una parte e dall'altra; il signore che ci arbitrato con il Sant'Angelo Romano, invece, è venuto apposta per mancare di rispetto a una società che ha dato lustro al Lazio per anni. Ha cacciato tre ragazzi d'oro e di un'educazione esemplare come Ciavarro, Commini e Maxim, che non hanno detto mezza parola fuori posto. La prossima volta che lo incontro su un campo io non entro. Inoltre ha scritto un mucchio di inesattezze sul referto. Quale polizia?! Ad ogni modo, il messaggio che l'USD Tor di Quinto vuole lanciare è il seguente: gente come quel signore di domenica non ci sposta di un centimetro, in 3-4 anni vogliamo andare il Serie D con questi ragazzi che dimostrano ogni giorno passione, competenza, attaccamento alla maglia e alla società”.
Massimo Testa (presidente): “Quello che è successo dopo la partita è una vergogna, ma per noi. Ci consideriamo parte lesa. Ricorso per la multa? Io non pago”.
Paolo Ciavarro (capitano): “Un arbitraggio totalmente inadeguato, ha sbagliato solo ed esclusivamente in una direzione. In tanti anni che gioco a calcio non mi è mai successo di terminare una partita in otto e di essere ammonito due volte per proteste, da capitano. Due rigori negati al TdQ, di cui uno netto. Ci sono anche i video...”.