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Categorie: Dilettanti - Promozione

Tiki – taka Cantalice, il bel calcio di Lorenzo Pezzotti

L'allenatore: “Lavoriamo su tattica e possesso palla, ho una squadra che sa farlo. Noi sorpresa? Sì, ma dal girone di ritorno dello scorso anno...”



E' presto per fare bilanci e per celebrare / bocciare questa o quella squadra, il Cantalice da solo in testa alla classifica, però, non può non saltare all'occhio. La compagine reatina ha vinto le prime due partite di campionato, giocando forse il più bel calcio del suo girone, e domani è attesa dall'esame di maturità contro lo Scalo. All'allenatore Lorenzo Pezzotti non abbiamo fatto domande sulla delicata trasferta di Monterotondo, ma ci siamo fatti raccontare la sua idea di calcio messa in atto con il suo giovane Cantalice in queste prime uscite stagionali.

Lorenzo PezzottiMister Pezzotti, il Cantalice è a punteggio pieno nel suo girone e ha tenuto testa, in Coppa, a una big del gruppo A come il Guardia di Finanza. Siete la sorpresa di quest'inizio di stagione?
"Mah, forse sì perché comunque siamo al secondo anno consecutivo di Promozione, categoria che questa società non giocava da trent'anni, e quest'estate abbiamo rinnovato tanto. Non va dimenticato, però, che l'anno scorso nel girone di ritorno abbiamo fatto 28 punti, mi sembra, gli stessi del La Sabina che ha vinto il campionato. Quindi è da un po' che stiamo facendo bene... Ad ogni modo, il cammino è ancora lungo e tante squadre sono più accreditate di noi. Fino a maggio dobbiamo incontrarle tutte, vediamo cosa succede".

Ci sono società che, come ha appena detto, ai nastri di partenza godono di maggior blasone e almeno sulla carta hanno i mezzi per poter vincere il campionato. Il Cantalice, però, gioca bene: tanto possesso palla, fraseggi, scambi di prima...
"E' vero, ci alleniamo su questo prospetto. I ragazzi li tartasso a livello tattico, anche perché se a livello tattico non sei messo bene non puoi avere neanche avere il possesso del pallone. Possesso palla e tattica è quello su cui lavoriamo di più: ho a disposizione degli atleti che sono in grado di farlo. A volte dovremmo essere più concreti, ma ci lavorerò su. A me, come credo ad ogni allenatore, piace lavorare con i giovani. E, in più, allenare la squadra in base alle caratteristiche dei giocatori, senza inventarsi tante cose, cambiare moduli, schemi ecc. Io la vedo così, giusto o sbagliato che sia".

Un'altra cosa che colpisce della sua squadra è che l'azione spesso e volentieri parte dalle retrovie con il solito giro palla. Per fare questo ci vogliono piedi buoni e sicurezza nei propri mezzi, o sbaglio?
"Assolutamente. Sono tutte cose su cui lavoriamo in settimana. Abbiamo un reparto difensivo molto valido che ci consente di far partire la manovra da dietro. C'è Panitti, ad esempio, che in estate è stato a due passi dal Rieti in Serie D, ma alla fine non hanno trovato un accordo economico. Poi Ciampi, Santacroce e tutti gli altri sono tutti giocatori di un certo livello".

Un piccolo difetto della sua squadra, come diceva anche lei poco fa, è forse quello di non capitalizzare al meglio la mole di gioco e le occasioni create, almeno per quello che si è visto in queste prime uscite stagionali. Faccio un esempio: contro il Tor di Quinto i suoi ragazzi hanno dato l'impressione di voler entrare in porta con il pallone...
"Questo difetto ce lo portiamo avanti dalla preparazione e ci sto lavorando con i miei collaboratori. E' una cosa, secondo me, dettata dall'incoscienza di questi ragazzi, che non capiscono che a volte bisogna concretizzare di più. Contro il Tor di Quinto potevamo chiuderla prima e, invece, abbiamo rischiato di subire il gol del pareggio, nonostante eravamo in pieno controllo della gara. Io comunque sono contento così: preferisco che i ragazzi giochino la palla piuttosto che due passaggi e un calcione, come si faceva ai vecchi tempi".

Concludendo, dove può e dove vuole arrivare il Cantalice di Lorenzo Pezzotti?
"Io non mi nascondo e sono convinto di avere a disposizione un buon organico. Bisogna vedere a Natale come siamo messi, ci sono tante formazioni più attrezzate di noi. Valle del Tevere dovrebbe avere qualcosa in più, poi il Real Monterotondo Scalo ha un'ottima squadra. Anche se l'anno scorso il La Sabina ha ribaltato tutti i pronostici puntando sul gruppo e su un grande allenatore... Noi comunque ce la giochiamo con tutti e se riusciamo a salvarci il prima possibile proveremo a inserirci".