Notizie

Tim Cup: Roma, più di così... Lazio, il sogno continua

Il resoconto dei quarti di finale: giallorossi ko con l'Inter per colpa delle assenze, i biancocelesti vanno avanti grazie a Calì



Chi recrimina e chi gioisce. E’ stato un weekend di Coppa agrodolce per Roma e Lazio. I giallorossi, complici le molte assenze, si sono arresi in casa con l’Inter; i biancocelesti si sono imposti di misura contro il Palermo grazie a Cal’. Negli altri due quarti di finale, a sorridere sono stati Juventus e Fiorentina, vittoriose rispettivamente su Genoa (3-0) e Milan (4-0).

Alberto De Rossi ©Del GobboRoma spuntata. E' stato un sabato dal sapore particolare quella Roma di Alberto De Rossi. I giallorossi hanno riscoperto l’amaro gusto della sconfitta, un ko che però alla fine non ha sorpreso nessuno. Perché? Perché la Roma vista al Di Bartolomei non è stata la vera Roma priva delle sue tre punte di diamante lì davanti: Sadiq in prima squadra come ormai succede da più di un mese, Soleri squalificato e Tumminello con Garcia, spettatore non pagante sulla panchina dell’Olimpico nel match contro il Milan. Non ci voleva. Soprattutto vista l’importanza del match che ha visto contrapporsi i capitolini all’Inter di Vecchi. Il giro palla della Roma contro la fisicità dei nerazzurri: la partita ha rispettato le previsioni. I giallorossi hanno tenuto in mano il match ma alla fine sono stati i meneghini a a sorridere.  La Roma spuntata non è riuscito a compiere il miracolo, De Rossi è stato costretto a reinventarsi con un 4-3-3 atipico schierando in attacco Pellegrini (terzino di ruolo), Di Livio (professione trequartista/esterno) e l’oggetto misterioso Kevin Mendez. Un reparto offensivo quantomai leggero, una situazione che ha visto emergere i suoi difetti nel corso dei novanta minuti. La Roma ci ha messo un po’ a trovarsi e l’Inter ha approfittato subito dello sbandamento degli avversari portandosi in vantaggio. La Roma però non ha mai mollato, in qualche modo ci ha provato arrendendosi però ad un’Inter che negli ultimi sedici metri è sempre riuscita a scamparla senza troppe difficoltà e ripartendo in contropiede. Proprio in ripartenza ha chiuso i conti nel finale regalandosi la semifinale, con Pinamonti che al secondo pallone toccato dopo il suo ingresso in campo ha messo in cassaforte il passaggio del turno. Riserva di lusso e bomber d’area: quello che è mancato alla Roma in uno dei match più importanti della stagione. Inutile dire che un Tumminello sarebbe più servito in campo al Di Bartolomei che in panchina all’Olimpico. 

Aimone Calì ©Gazzetta RegionaleLazio, l’urlo di Calì. A differenza dei cugini, la Lazio ha cominciato alla grande il 2016 stendendo di misura il Palermo di Bosi. Vittoria da non sottovalutare per i biancocelesti che, oltre a levarsi la gioia del passaggio del turno, hanno dimostrato di saper dire la propria anche contro una delle squadre in più in forma in questa parte di stagione. Così come successo alla Roma però, i rosanero hanno dovuto affrontare due importanti assenze come quelle di Pirrello e La Gumina impegnati con la prima squadra. I siciliani non hanno brillato ma si sono confermati rocciosi in difesa concedendo pochissimo ai capitolini. A vincere la partita è stato però inzaghi che nella ripresa ha giocato la carta Calì, piazzandolo insieme a Rossi facendo capire ad avversari e a giocatori di voler evitare a tutti i costi i supplementari. Così è successo: a cinque minuti dalla fine l’ennesimo cross in area ha portato i frutti sperati. Calì salta tutto solo in area, schiaccia di testa e regala alla Lazio la meritata semifinale contro l’Inter. Si giocherà il 27 gennaio: match dall’elevato coefficiente di difficoltà, ma in fondo sognare non costa nulla.