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Categorie: Giovanili - Juniores

Tor di Quinto, quando due scontri diretti di fila...

La natura del primo ko stagionale dei rossoblu è più propriamente di natura fisico-mentale, piuttosto che tecnica



Ne abbiamo tessuto le lodi e non c'è motivo per smettere di farlo. Il giudizio sul Tor di Quinto resta comunque quello da farcela indicare come una più che potenziale squadra vincitrice del titolo regionale. Anche solo dopo sei partite. La maturità con cui la squadra di Vergari si è gettata nel campionato dall'inizio della stagione, addizionata ad una tecnica, quantomeno nell'undici definibile base, davvero in grado di fare la differenza. Contro il Savio la formazione, e le scelte, di Vergari hanno dato la misura di un grande collettivo e che il risultato fino a quel punto ottenuto non fosse frutto del caso. Il Tor di Quinto ha un'ottima predisposizione all'offensiva ed ha un livello di intensità di gioco sparsa nel match davvero difficile da sostenere. Da big, appunto. Il  problema nasce quando tutta questa mole di buon lavoro Vergari, tecnico del Tor di Quinto. Nella scorsa stagione ha vinto il Tortoranasce quando c'è l'avversario di livello di turno da affrontare. Devi dare ancora quel qualcosa in più, per forza. Ed il Tor di Quinto sabato l'ha dato, per di più giocando in dieci. Gare così "fanno male" alle gambe e alla concentrazione. Spendi parecchio, quasi il doppio. Nel primo tempo il Tor di Quinto ha provato a picchiare forte, era in palla, favorita anche dall'ottimo movimento di D'Andrea in collaborazione con Nicolucci e Penge, che hanno dato pochi punti di riferimento alla difesa dell'Accademia. Poi però l'energia è andata in riserva ed è in quel momento che si è scoperto il volto meno bello, di quella che continua comunque ad essere la squadra in testa al campionato. Il Tor di Quinto è andato in difficoltà non riuscendo più a riconoscersi. Ha continuato a correre spedito, quando ormai sembrava in debito d'ossigeno. Nella testa e nelle gambe, ripetiamo. E' sembrato quasi ossessionato dal risultato, quindi meno lucido. L'ammonizione di due giocatori difensivi (Porfiri (comunque molto positivo) e Mattei ha fatto il resto. Se sei stanco, nella testa e nelle gambe, e non puoi affondare il tackle, l'avversario è sicuramente più difficile da affrontare...