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Tor Sapienza, nuovi focolai di protesta

A due mesi esatti dalle proteste, fiamme ai cassonetti della spazzatura e nuova tensione tra i residenti.



Image title Non c'è pace per Tor Sapienza, il quartiere periferico della Capitale scosso lo scorso novembre da una virulenta ondata di protesta da parte dei residenti, tesa a sottolineare lo stato di degrado della zona nonché il tormentato rapporto con gli extracomunitari che la frequentano. Nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, nei pressi del centro d’accoglienza gestito dalla cooperativa sociale "Un Sorriso" sita in Viale Giorgio Morandi, sono state appiccate le fiamme ad alcuni cassonetti deputati alla raccolta dei rifiuti. Il vento della rivolta sembra dunque essersi proprio riacceso, proprio li dove, esattamente due mesi fa l'esasperazione dei cittadini si trasformò in un vero e proprio stato di assedio permanente, che comportò l'intervento in permanenza delle forze dell'ordine. La popolazione afferma che le recenti fiamme sono dovute ad una frangia violenta e fuori controllo che non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia poiché al momento le istituzioni hanno solo fatto promesse e nulla si è ancora visto di concreto: di più, nella memoria collettiva si sarebbe addirittura perso il ricordo dell'ultimo intervento effettuato dal comune sul territorio di Tor Sapienza, adesso soggetto anche a crollo di alberi i quali, abbattendosi al suolo ostruirebbero le tubature causando l'allagamento delle abitazioni circostanti. In effetti, di recente, va segnalato che l'ultimo segno di vita da parte delle istituzioni è stata la potatura dei numerosi alberi della zona, avvenuta prima di Natale ma concentratasi di fatto nell'arco di un solo giorno, al termine della quale i rami potati non sono nemmeno stati rimossi e portati via (ribattezzando l'intervento “in stile romanella”, per via della sua parzialità). In quella occasione i residenti della zona segnalarono un forte indebolimento delle piante che, passato inascoltato, è culminato nel pomeriggio del trenta dicembre con l'ennesimo crollo di un pino di circa dieci metri. Il caso ha voluto che non si riscontrassero vittime ma evidentemente anche questo episodio ha finito per esasperare ulteriormente gli animi, nei quali il senso di sfiducia è molto forte. I gruppi di FdI e An del Municipio V hanno fatto sapere nelle ultime ore che presenteranno richiesta di discussione di tutta la vicenda in Commissione trasparenza, ma intanto sembra avvertirsi nuovamente quell'atmosfera cupa che, al pari delle prime settimane di novembre 2014, piombò su Tor Sapienza, quando divampò feroce e violentissima la protesta popolare, poi sedata da un progetto di spostamento del vicino campo rom e del centro d'accoglienza, così come di interventi volti all'arresto del fenomeno della prostituzione dei trans lungo le aree prospicienti Piazza Pascali. Di fatto però le rassicurazioni che all'epoca si affrettò ad esternare il Sindaco Ignazio Marino si scontrano oggi con la triste realtà di un nulla di fatto. Intanto per il prossimo 21 gennaio il Comitato dei residenti della zona incontrerà nuovamente il Sindaco per un tavolo tecnico nell'ambito del quale i cittadini sperano che il primo cittadino capitolino vada oltre le promesse che, anche prima di Natale sottolinearono il permanere del clima di emergenza. I cittadini stessi invocano una presenza al tavolo di Prefettura e Ministero dell'Interno che sancisca visibilmente una immediata volontà di intervento su Tor Sapienza da parte delle istituzioni.