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Tra una settimana esatta, i dipendenti di Roma Tpl incroceranno le braccia

Archiviata la manifestazione contro la "buona scuola" di stamane, il trasporto pubblico romano rischia una nuova paralisi a causa di un nuovo sciopero che interesserà le periferie il prossimo 20 novembre



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La viabilità ed i trasporti di Roma Capitale continuano a non dormire sonni tranquilli: stamane infatti il traffico capitolino è stato messo a dura prova dalla manifestazione che i Cobas ed altri sindacati di base della scuola, che in numero di circa settemila unità, tra alunni, studenti e docenti, hanno manifestato sfilando in corteo per le vie della Città eterna e - in rappresentanza dei presidi organizzati nelle principali piazze italiane, hanno contestato la riforma della "buona scuola" del governo Renzi in Piazza di Montecitorio. E sembra che non sia ancora finita: dopo i lavori straordinari alle metropolitane, le chiusure anticipate e le restizioni al traffico di autoveicoli nell'ambito della cosidetta "domenica ecologica", si profilerebbe lo spettro di un nuovo sciopero che tra una settimana esatta - venerdi 20 novembre - potrebbe compromettere specialmente la regolarità dei trasporti periferici, con particolare pericolo per le cento linee bus che circolano nell'estrema periferia della Capitale. Ma la cosa peggiore è che l'agitazione, che è stata indetta dal sindacato Usb e che interesserà in particolare i dipendenti del consorzio Roma Tpl, andrà avanti per 24 ore, a partire dalle ore 8,30 del mattino fino alle 17 e dalle 20 fino al termine del servizio. Anche in questo caso è previsto il rispetto delle fasce di garanzia, in maniera tale da consentire la mobilità per i lavoratori ed i pendolari, ma di fatto si prevede già una raffica di ritardi e cancellazioni che andranno ad investire ancora una volta l'utenza capitolina, con i consequenziali disagi che purtroppo stanno diventando parte integrante della quotidianità romana.