Notizie

Tre anni fa Paolo Testa ci ha salutati: eppure è sempre con noi

Il ricordo dell'indimenticato presidente e tecnico del Tor di Quinto è sempre più vivo nonostante il tempo trascorso



Image titleTre anni fa. Tutti ci ricordiamo dove eravamo esattamente tre anni fa. Nel mio vecchio ufficio arrivò la notizia più dura da digerire, nonostante le telefonate della sera precedente avessero spento la speranza, tramutandola in sconcertata attesa. Paolo Testa ci aveva salutati, nel silenzio di un lunedì mattina cominciato in maniera apparentemente quotidiana. Il più grande tecnico della storia del calcio giovanile laziale, il condottiero gentile che aveva trascinato il Tor di Quinto sul tetto d’Italia tre volte, ma soprattutto il Paolo Uomo, non c’era più. E ancora non ci eravamo accorti di quanto il suo vuoto sarebbe stato immenso.

Abbiamo visto i suoi cari versare lacrime, abbiamo visto i suoi più acerrimi rivali sportivi restare sbigottiti, senza poter proferire parola. Chiunque lo avesse anche solamente sfiorato durante quel suo troppo breve passaggio da queste parti ne rimase paralizzato. Forse però, nessuno di noi si era accorto di cosa stavamo perdendo. Quello è accaduto solo nei mesi successivi. Perché per comprendere la statura di una persona, in fondo, bisogna prima capire cosa ha lasciato. E Paolo ci ha lasciato tanto, così tanto che probabilmente ancora dobbiamo comprendere quanto.

Ci ha lasciato quel modo unico di vivere il calcio, una cultura della sconfitta e della vittoria (serve anche questa, no?) capace di andare addirittura oltre la migliore etica sportiva. Ci ha lasciato il suo modo di relazionarsi con i suoi ragazzi, il suo amore per i giovani e la sua capacità di entrare nei loro cuori. Ci ha lasciato la sua capacità di prendere la vita con il giusto peso, di affrontare ogni difficoltà con il sorriso, di saper portare conforto a chi ne aveva bisogno, senza nessuna distinzione. Ci ha lasciato un vuoto incolmabile, che solo lui stesso è capace di riempire. Perché in questi tre anni il suo ricordo non si è mai sopito, diventando l’unico conforto per chi lo ha amato, per chi lo ha conosciuto, per chi ha avuto anche solo il piacere di sentirne parlare.

Molte volte la grandezza di un uomo viene misurata con i meriti avuti nella vita terrena. Dopo averci salutato Paolo ci ha regalato l’ultimo insegnamento: quello che conta è quanto si riesce a lasciare a chi resta quaggiù.