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Tre mostre al Museo d'Arte Contemporanea di Roma

Ancora pochi giorni per visitare "From Vera to Veruschka", fino al 15 marzo le esposizioni "Red Swan Hotel" e "Frontiers"



Image titleIl Macro, Museo d’arte Contemporanea Roma, in via Nizza, ospita da fine novembre scorso tre esposizioni: Red Swan Hotel, a cura di Maria Alicata, Daniele Balit e Adrienne Drake in collaborazione con Sylvie Boulanger, direttore del Cneai; Cyril de Commarque Frontiers a cura di Pier Paolo Pancotto; From Vera to Veruschka. The Unseen photographs by Johnny Moncada, a cura di Valentina Moncada.


Red Swan Hotel  (fino al 15 marzo 2015)

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si inserisce nell'ambito di PIANO, piattaforma preparata per l'arte contemporanea, Francia-Italia 2014-2015. Red Swan Hotel è incentrata sul lavoro di artisti che infrangono le frontiere tra le tradizionali categorie (visivo, sonoro, letterario) e forme (oggetti, performance, immagini), prediligendo produzioni che richiamano tanto espressioni poetiche che letterarie, musicali, filmiche, scientifiche. Il progetto espositivo si sviluppa infatti attraverso la continua ridefinizione dei confini dell’arte. Sono esposte sia le opere di artisti più storici, quali Pascal Doury (Parigi, 1956-2001) e Michel Journiac (Parigi, 1935-1995), sia lavori più recenti di artisti come Ben Kinmont (nato nel 1963 a Burlington, Virginia, USA), Pierre Leguillon (nato nel 1969 a Parigi), Seth Price (nato nel 1973 a East Jerusalem), Yann Sérandour (nato nel 1974 a Vannes, Francia), Samon Takahashi (nato nel 1970, Francia) e il collettivo Continuous Project (fondato nel 2003 da Bettina Funcke, Wade Guyton, Joseph Logan e Seth Price), tutte figure accomunate dall’impiego di strategie meno convenzionali rispetto alle tradizionali forme dell’arte contemporanea. 


Frontiers  (fino al 15 marzo 2015)

Prima mostra personale in Italia dell’artista francese Cyril de Commarque. L’esposizione è a cura di Pier Paolo Pancotto, da tempo impegnato in una sua personale indagine sullo speciale rapporto esistente, ancora oggi, tra artisti stranieri e Roma. Il progetto espositivo è composto da una grande installazione formata da tre importanti opere ed ha per soggetto il rapporto tra l’individuo ed il concetto di “confine”, articolato in tutte le sue sfumature semantiche: emotive, culturali e sociali. Confini, frontiere, migranti, migrazione forzata, sono questi i temi che l’artista affronta nei suoi lavori.Al Macro le due opere Migrants e Frontiers-Israel, che più fortemente testimoniano il percorso creativo di Commarque, sono idealmente e concretamente congiunte tra loro da una terza creazione, realizzata in occasione della mostra, chiamata Frontiers, e che fornisce il titolo della mostra. Si tratta di un insieme di fili rossi distribuiti orizzontalmente lungo le pareti dello spazio espositivo, i quali, oltre ad enfatizzare emblematicamente temi e contenuti delle opere in mostra, conferiscono loro un impianto visivamente omogeneo dando luogo ad un’unica, grande installazione.


From Vera to Veruschka (fino all'11 gennaio 2015)

Per la prima volta al pubblico italiano vengono presentati gli scatti realizzati da Johnny Moncada (attivo proprio nella capitale tra il 1955 e il 1970) durante gli anni 1963 e 1964. La mostra si inserisce nell'ambito della XIII edizione del FOTOGRAFIA Festival Internazionale di Roma, dal titolo “PORTRAIT”.  In esposizione 43 ritratti e fotografie che hanno come protagonista la giovanissima modella tedesca Vera von Lehndorff-Steinort, presto nota come la mitica Veruschka, che indossa abiti dell'alta moda italiana. Questi scatti inediti, dimenticati in vecchi bauli per circa cinquant’anni, vengono riportati solo oggi alla luce dall'attento lavoro di restauro, archiviazione e ricerca dell’Archivio Johnny Moncada operato da Valentina Moncada, figlia del fotografo.  La mostra, inaugurata contemporaneamente all'apertura di “Bellissima” a cura di Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo e Stefano Tonchi al MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, contribuisce in maniera significativa alla storia della moda italiana rappresentando un viaggio tra le principali firme del Made in Italy, come ad esempio Antonelli, Biki, de Barentzen, Sorelle Fontana, Forquet, Irene Galitzine, Lancetti, Tricò e Valentino.  Le mostre sono promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.