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Trenta lavoratori della PCM a rischio licenziamento: la protesta continua

I dipendenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri in appalto, oggi in Telecom, che si autodefiniscono "i precari di casa Renzi" parteciperanno allo sciopero generale del 24 ottobre proclamato dal sindacato USB



Lo striscione dei manifestantiCirca 30 lavoratori della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipendenti in appalto da anni in varie aziende, oggi in Telecom, rischiano a breve il licenziamento. Sono lavoratori e lavoratrici che si occupano della manutenzione informatica e del servizio call center presso la Presidenza del Consiglio, impegnati, all’occorrenza, anche al pronto intervento, dipanando qualsiasi problematica con professionalità e affidabilità.L’appalto negli anni ha fruttato ampi profitti alle varie aziende alle quali è stato affidato, viceversa solo precarietà e bassi salari ai lavoratori. Ora l’Amministrazione sta considerando di rimodulare tale servizio non garantendo ai lavoratori stabilità occupazionale e contrattuale anche alla luce dell’ imminente scadenza della convenzione Consip stipulata con Telecom. Quindi il loro futuro è messo fortemente a rischio dalle decisioni dei vertici dell’ Amministrazione e ricadranno pesantemente sui loro bilanci familiari e sull’efficienza del servizio, fondamentale per il buon andamento della macchina governativa.Dopo numerosi incontri con il Segretario Generale, al fine di scongiurare il rischio e stabilizzare i rapporti di lavoro, l’ultimo risale al 1 ottobre u.s., lo stesso Segretario Generale si era impegnato a salvaguardare i posti di lavoro, tuttavia l’Amministrazione per “cavilli tecnici” ha riportato la trattativa al livello iniziale, arrivando ad una fase di stallo che mette in serio pericolo il livello occupazionale.Per queste ragioni i lavoratori e l’USB riuniti ieri in assemblea proseguono lo stato di agitazione e oggi saranno di nuovo in assemblea presso la Presidenza del Consiglio, per decidere in assenza di risultati certi, ulteriori forme di lotta da intraprendere a partire dalla partecipazione allo sciopero generale proclamato dall'USB per il prossimo 24 ottobre.Da anni come USB abbiamo chiesto che si proceda ad un piano di reinternalizzazione del servizio e dei lavoratori impegnati, argomentando che tale processo comporterebbe sicuri risparmi di risorse e, allo stesso tempo, ricondurrebbe nell’ambito pubblico un delicatissimo servizio che attiene per vari aspetti, anche alla sicurezza e complessità delle lavorazioni.