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​UILCOM: "La gara ACEA per il call center mette a rischio 400 posti di lavoro a Roma"

L'Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione contro il bando pubblicato dall'azienda leader nel settore energia e acqua



Image titleAnche Acea Spa, leader nazionale nel settore energia ed acqua, sembra voler assurgere, purtroppo negativamente, agli onori della cronaca dopo la recente pubblicazione del bando per il rinnovo dell’affidamento della gestione dei servizi di Call Center e di Back Office, ovvero gli sportelli commerciali telefonici. Un bando che non solo prevede il criterio del prezzo più basso ma, soprattutto, non prevede alcuna valorizzazione della qualità del servizio offerto (cosi detti parametri tecnici) né alcuna clausola sociale di tutela per i 400 dipendenti, cioè obbligo di reimpiego anche presso altra Azienda che dovesse aggiudicarsi la gara. Attualmente tale servizio è svolto in outsourcing dalla società E-Care SpA che impiega a Roma circa 400 lavoratrici e lavoratori, l’80% dei quali con contratto a tempo indeterminato, e che, di conseguenza, rischiano a breve di trovarsi senza lavoro. Si tratta di lavoratrici e lavoratori con alta specializzazione e professionalità, maturata nel corso di molti anni di attività per Acea e che rappresentano uno dei punti fermi e di qualità del servizio che la municipalizzata fornisce ai cittadini romani. Il nuovo bando altresì, non prevede nemmeno clausole territoriali che impegnino la Società appaltatrice a mantenere la sede a Roma, per cui le attività potrebbero essere anche spostate non solo fuori Roma ma, addirittura fuori dal Lazio o, nella peggiore delle ipotesi, all’estero con il rischio che i 400 dipendenti “romani” perdano il posto di lavoro. A Gennaio 2014, in un incontro richiesto dalle OO.SS al Sindaco Marino, ci era stata data assicurazione che nessuno rischiava il posto di lavoro e che la gara avrebbe avuto regole che avrebbero salvaguardato i Lavoratori ed il Lavoro su Roma. Come UILCOM-UIL stiamo attivando tutte le possibili strade per modificare tale stato di cose affinché 400 lavoratrici e lavoratori non siano lasciati al loro destino, disperdendo occupazione preziosa e professionalità di rilievo.