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Un'artista poliedrica, alla scoperta di Sarah Mataloni: "Credo nel valore dell'arte come condivisione"

Intervista all'attrice, autrice e critica teatrale e cinematografica, co-fondatrice della compagnia "L'eco dei sanpietrini"



Sarah Mataloni sul palcoSarah Mataloni è una ragazza la cui attraente personalità ed i molteplici talenti non possono che suscitare la viva ammirazione in chi la conosca o ne segua le attività. Attrice, autrice, sulle scene teatrali dal 2000, co-fondatrice della compagnia l’Eco dei Sanpietrini, ha all’attivo ben tre copioni originali rappresentati con successo in Italia e svariati appuntamenti in cantiere. A quella artistica affianca una brillante attività di critica teatrale e cinematografica per le riviste Oubliette, Cinebazar e Close Up. Noi della Gazzetta Regionale l’abbiamo incontrata per un’intervista in cui ci ha parlato del suo lavoro e dei suoi progetti, passati e futuri.


Allora, Sarah, abbiamo appena ricordato che svolgi apprezzate attività di attrice/cantante, scrittrice e critica culturale.  Ma, in tutto questo, chi è realmente Sarah Mataloni?

Cerco di dare spazio alle mie passioni, dando voce ai diversi aspetti della mia personalità:  il teatro fa parte della mia vita da ormai quindici anni, è una sfera che non ho mai abbandonato e che continua, con alti e bassi, a regalarmi notevoli soddisfazioni e  (come è normale) qualche piccola delusione. Dallo scorso anno c'è una piccola novità:  ho cominciato a scrivere, assieme alla mia collega Lavinia Lalle, testi teatrali e devo dire che mi appassiona creare un progetto e condividerlo con il pubblico. Ti rendi conto che una tua piccola creazione può essere trasmessa agli altri ed è sicuramente una soddisfazione ancora più grande del mettere in scena testi di autori noti.La passione per il mondo teatrale mi ha spinto (da poco)  ad approfondire la mia naturale propensione verso il conoscere nuove realtà culturali e artistiche, apprezzandone da "critica" pregi e difetti. L'aspetto che amo maggiormente, sopratutto nelle interviste, è conoscere l'origine di un'idea, l'evoluzione, gli aspetti caratteristici e la psicologia di uno spettacolo o degli attori coinvolti e questo appaga la mia naturale curiosità verso l'essere umano. Credo che il punto di contatto sia l'unione di questi due aspetti: approfondimento culturale/artistico ed umano assieme. 


Assieme all'attrice Lavinia Lalle sei fondatrice della compagnia artistica l'"Eco dei Sanpietrini", una giovanissima realtà con all'attivo già quattro performance originali, nel suo primo anno. Spettacoli che hanno girato l'Italia ed ottenuto significativi riscontri di pubblico e critica. Puoi dirci qualcosa in più sul vostro lavoro?

L'avventura che porta il nome "Eco dei Sanpietrini" ha avuto inizio nel luglio del 2013. Lavinia ed io cercavamo qualcosa di diverso, volevamo dare vita a qualcosa di nuovo e, istintivamente e un pò inconsciamente, abbiamo partorito in due settimane uno spettacolo in romanesco:  "Roma, tra storie, canzoni vizi e passioni" che, in dodici mesi di repliche, ha fatto il giro dell'Italia. Il debutto in Calabria è stato indimenticabile, poi lo abbiamo portato in Umbria, nel Lazio (ovviamente), in Lombardia e, ad un anno di distanza, ancora ci capita di replicarlo. Lo spirito che ci ha animate è goliardico e scanzonato ma, intimamente, condividevamo tutte e due il desiderio di far conoscere qualcosa scritto da noi. Poi gli altri spettacoli sono nati spontaneamente, alcuni nel giro di poche settimane, tutti con una precisa connotazione: l'unione di più arti (musica, danza, recitazione, poesia, pittura, video-proiezioni) in modo da arrivare al pubblico in maniera  incisiva ed in forme diverse. Gli spettacoli "Voci di donne Lontane" e “Le muse incantatrici" hanno visto in scena, infatti,  più forme d'arte, con una buonissima reazione da parte del pubblico. L'ultima esperienza dell'Eco dei Sanpietrini, invece, porta il nome di “Alma Latina”, una commedia frizzante guidata dal flamenco e ispirata alla poesia di Lorca: al momento è andato in scena all'anfiteatro di San Basile, a Narni, a Fiuggi, a Leonessa e ad Anguillara. A gennaio sono previste repliche al Teatro Petrolini di Roma. 


Sarah MataloniQual è la tua idea di arte, in cosa e come dovrebbe agire all'interno della società civile? Quali sono le linee guida che regolano il tuo cammino in tal senso e quali i prossimi, futuri progetti?

Credo molto nel valore dell'arte come condivisione: quando  mi capita di vedere uno spettacolo valido, cerco di darne notizia a più persone, in modo da poter rendere il fatto artistico qualcosa di condivisibile e di non esclusivo. L'arte (teatro, danza, cinema, ect.), in quanto frutto di emozioni di diversa natura, va condivisa con altri esseri umani. Non seguo linee precise nel mio percorso artistico: una buona dose di istinto, un pò di esperienza nel riconoscere collaborazioni più o meno valide, sopratutto credo sia fondamentale mettersi in gioco e rischiare. Troppe indecisioni, troppi tentennamenti hanno poco senso in uno spazio come quello artistico, che chiede di osare e di uscire fuori da limiti ben definiti. Proprio seguendo l'istinto e con il desiderio di mettersi in gioco, è nata l'idea di un nuovo progetto: un monologo con una connotazione ironica e brillante, recitato con la collaborazione della musica e di un pianoforte, ed intervallato da  qualche canzone.E' un esperimento difficile: saremo in scena il M° Francesco Paniccia ed io, e sarà una vera e propria sfida in cui mi si chiederà (in primo luogo) di vincere qualsivoglia insicurezza e schema mentale.