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Un commerciante di Battistini racconta "Ieri sera c'è stata una carneficina"

A quasi ventiquattr'ore da quanto accaduto al capolinea della Metro A, un esercente della zona racconta l'incidente e si lascia andare ad uno sfogo



Image title“Una carneficina, una strage, una cosa che non mi era mai stato dato di vedere”, così si esprime, più e più volte, uno dei numerosi commercianti che vivono e lavorano nella zona immediatamente prossima alla Stazione metro di Battistini e che, suo malgrado, nella prima serata di ieri è stato testimone oculare della mattanza che una Lancia Lybra guidata da tre rom ha lasciato dietro di sé, con bilancio finale di un morto e otto feriti, quattro dei quali trasportati in ospedale in codice rosso.

Il racconto. Il commerciante, che per motivi di sicurezza ha voluto raccontare i fatti in forma anonima, narra di un evento a dir poco surreale, che si è consumato nello spazio di pochissimi minuti “Intorno alle venti ho visto passare nei pressi del mio negozio quattro volanti e quattro ambulanze e dunque sono sceso in strada a vedere cosa fosse successo. Poco prima, un mio amico che era fermo al semaforo ha visto passare questa Lancia Lybra che, come un razzo, è schizzata a folle velocità, travolgendo tutto quello che si ritrovava di fronte e infine terminare la corsa più avanti, in direzione di Primavalle, dopo un’ennesima botta contro un ciclomotore”. Il commerciante continua “Da quelle parti, essendo il capolinea della metro, tocca andare a dieci all’ora, immaginatevi una macchina sparata a 180 km orari che impatto abbia potuto avere. Quello che mi sono ritrovato dinanzi io era agghiacciante: una donna morta a terra e materiale cerebrale sparso dappertutto. A quanto pare, l’auto le è praticamente passata sopra, mentre una seconda persona, che è ora gravissima, è stata travolta, sfondando il parabrezza. Solo a mezzanotte si è potuto dire tutto concluso, con il prelievo delle salme. Ripeto, un macello, un macello tremendo a cui non mi sarei mai sognato di assistere”. 

 La rabbia e lo sdegno. Dopo aver raccontato la dinamica dei fatti, il commerciante si lascia andare ad uno sfogo amarissimo “Io sono emigrato dall’Argentina e oggi sono un cittadino italiano che lavora e che ogni giorno rende conto alla Finanza delle proprie attività. Apprendere di balordi che anziché darsi da fare arrivano ad avere venticinque auto intestate a proprio nome è una cosa avvilente. Non è concepibile tutto questo e non sono il solo a dirlo”. In queste ore infatti anche il popolo della rete ha fatto sentire la sua e gli stessi cittadini, attraverso youreport, hanno fatto sentire la propria rabbia nei confronti delle Istituzioni, ritenute poco incisive sul posto. Continua il commerciante “Qui è un far west: io stesso ho fatto arrestare più volte malviventi colti nell’atto di rubare, infrangere vetri o compiere atti ai danni delle numerose persone che transitano da queste parti. Ma la cosa che mi fa più male è che nonostante questo, nonostante gli sforzi delle stesse forze dell’ordine, nel 2015 siamo ancora costretti a leggere di una donna che, magari dopo aver sgobbato per una vita intera, si ritrova sull’asfalto per colpa di un pazzoide che corre”.