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Categorie: Dilettanti - Giovanili

Un giudice di Verbania svincola un baby calciatore: e adesso che succede?

La sentenza di appello sulla richiesta di un tesserato della Virtus Villadossola potrebbe stravolgere le norme federali: ci troviamo di fronte ad un nuovo caso Bosman?



Image titleE adesso cosa accadrà? Ora che Mario D'Urso, magistrato del tribunale civile di Verbania, ha stabilito che per i tesseramenti da 14 a 17 anni non sono sufficienti le firme dei genitori? Una sentenza di appello, che conferma quella in primo grado del Giudice di Pace e che potrebbe stravolgere il calcio dilettanti con la stessa violenza giudiziaria della clamorosa “Bosman”, che venti anni fa ha ridisegnato le leggi del calciomercato professionistico. Non bastano più le firme dei genitori ma serve anche quella del giudice tutelare, si legge nelle motivazioni, perché “l'atto con il quale un calciatore si lega a un club non è di ordinaria ma di straordinaria amministrazione”.

Questa, in sintesi, la decisione presa su una richiesta di svincolo di un giovane calciatore della Virtus Villadossola. Una disposizione che rischia di sconvolgere persino la sopravvivenza dei piccoli club che perderebbero il diritto di reclamare i premi preparazione e di vedere ogni anno i migliori talenti delle loro giovanili fuggire verso lidi più ambiti senza nulla in cambio. Per adesso dalla Federazione nessuna reazione ufficiale, anche se c'è da scommettere che nei corridoi di FIGC e LND si sta già cercando la soluzione per scongiurare una situazione dal potenziale rivoluzionario e Felice Belloli è già al lavoro con i legali di Piazzale Flaminio per venire a capo della situazione il più velocemente possibile.

Il vincolo, in questi anni, è stato al centro di tantissimi incontri tra le istituzioni e l'associazioni calciatori: dal possibile abbassamento di età (dai 25 ai 18 anni), al rispetto degli indennizzi premio previsti dalle norme federali: fino a ieri. La giustizia ordinaria, così lontana dalle logiche sportive quando si parla di diritti del lavoratore (ultimo il caso Heinz Muller, con il Mainz 05, club tedesco, costretto al reintegro in rosa a tempo indeterminato) rischia così di dare una scossa clamorosa a tutto il movimento, rendendo nulli migliaia di tesseramenti e ridisegnando il mondo del calcio giovanile e dilettanti. Con una sentenza che, se divenisse giurisprudenziale, rappresenterenne una vera e propria svolta epocale.