Notizie

Un sacrario per onorare gli eroi di Gaeta

Sabato scorso, in Cattedrale, l’inaugurazione del Memoriale per i caduti borbonici, a più di centocinquant’anni dai fatti



L'interno della Cattedrale di GaetaE’ destinata a continuare la novella “epoca d’oro” che la rinata Cattedrale di Gaeta sta vivendo da qualche mese a questa parte: l’edificio sacro, millenaria testimonianza di Fede, di Arte e di numerorissimi accadimenti storici, rimasta chiusa per lungo tempo e recentemente riaperta e riconsacrata al termine di un complesso quanto ardito intervento di restauro che ne ha riportato in luce le antiche testimonianze lapidee paleocristiane e medioevali, è ora al centro di un evento che rilancia all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale gli eventi storici di cui la città venne fatta oggetto in pieno Risorgimento, quando da queste parti si compì l’unificazione politica dell’Italia. Nel pomeriggio dello scorso sabato 29 novembre infatti, è stato finalmente inaugurato un sacrario destinato a tramandare ai posteri la memoria dei soldati borbonici caduti appunto durante l’Assedio di Gaeta. I fatti ebbero luogo tra il settembre 1860 ed il febbraio 1861 quando Francesco II e Maria Sofia, ultimi Sovrani delle Due Sicilie, preferirono raggiungerere via mare la cittadina di Gaeta, allora estrema propaggine del domini borbonici, pur di evitare che la capitale partenopea fosse esposta al rischio di pesanti bombardamenti. Il Regno di Napoli nel frattempo era stato in buona parte perduto, in quanto conquistato dai mille guidati da Garibaldi, cui nel frattempo si erano aggiunte le truppe piemontesi invadendo i territori dello Stato Pontificio. Gaeta e Capua erano ai tempi i capisaldi di due fortezze militari duosiciliane da cui sarebbe dovuta partire ed essere coordinata una controffensiva sulla linea tracciata dai fiumi Volturno e Garigliano, allo scopo di ricacciare indietro gli invasori e guadagnare terreno. Le cose andarono diversamente: Gaeta finì per diventare, con la fortezza di Civitella del Tronto in Abruzzo e la fortezza di Messina in Sicilia, l’ultimo baluardo di una strenua resistenza in cui centinaia di soldati semplici, pur vedendo la propria Patria ormai caduta in mano piemontese, decisero di coprire di gloria definitivamente sé stessi e la Corona borbonica sacrificando le proprie vite sotto massicci e spietati bombardamenti nemici. La storia dei vinti però finora non aveva reso a questi temerari l’onore delle armi ed i loro resti erano finiti in diverse sepolture presso svariate zone della città. Con questo atto, voluto fortemente dalla Delegazione Vicaria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, storicamente legato a Casa Borbone-Due Sicilie, si è proceduto così creare un unico Memoriale, con cui non solo ricucire uno strappo storico ed illustrare ulteriormente la Chiesa Cattedrale gaetana (il sacrario infatti è stato situato nei pressi delle tombe dei Santi Erasmo e Marciano, Patroni della Città), ma va anche rendendo doverosa giustizia ad alla Storia locale e nazionale, garantendone una più esatta ricostruzione ed una più obiettiva attenzione sul piano storico, culturale ed umano.