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Una città che continua a riscoprire sé stessa: stasera va di scena “L’assedio di Gaeta”

Il Documentario storico, tratto dalla cronaca di Charles Garnier, andrà in scena in Piazza Carlo III e getterà nuova luce sui fatti che 150anni fa portarono all’unità italiana



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Un evento di chiara matrice duosiciliana, ma anche di approfondimento storico e culturale: è in tale ottica che va inquadrato “L’Assedio di Gaeta”, un interessantissimo documentario, basato sulla cronaca di Charles Garnier, che questa sera verrà portato in scena in Piazza Carlo III a Gaeta, a partire dalle ore 19,00. Un evento dunque che segue una ideale scia di manifestazioni a carattere commemorativo, nella recente cronaca locale, con cui la città continua a riservare uno speciale ricordo ai fatti della propria storia pre-unitaria: basti pensare, per citare un’occasione tra le tante, alla creazione del sacrario per i caduti borbonici, creato all’interno della ristrutturata Cattedrale gaetana, nel novembre scorso, per adunare in un unico ambiente le diverse sepolture che fino ad allora erano state smistate in svariate zone della città. 
I fatti. Tra il settembre 1860 ed il febbraio 1861 Gaeta balzò all’attenzione delle cronache internazionali, a seguito dell’arrivo di Francesco II e Maria Sofia, ultimi Sovrani del Regno delle Due Sicilie i quali, per evitare che la Capitale partenopea fosse esposta al rischio di un orrendo bombardamento, ritennero più prudente raggiungere via mare la cittadella fortificata di Gaeta, che allora era una delle città di confine del Regno napoletano con  lo Stato della Chiesa. E’ in questo preciso momento che inizia per Il Regno di Napoli una pagina  drammatica ed allo stesso tempo gloriosa, sebbene si tratti dell’ultima della sua storia. Infatti, sebbene tutto il Regno fosse caduto già in mano a Garibaldi mentre da nord sopraggiungevno le truppe sardo-piemontesi che avevano invaso lo Stato Pontificio senza una legittima dichiarazione di guerra, Gaeta – e più a sud, Capua – continuavano a resistere strenuamente, forti della loro condizione di piazzeforti militari e della speranza che da li potesse partire una controffensiva in grado di espellere gradualmente gli invasori dai territori occupati. Ma purtroppo il decorso degli eventi fu molto più cruento e Gaeta, accanto alle fortezze militari di Messina Civitella del Tronto finì per diventare simbolo dell’ultima resistenza di un Regno ormai destinato a morte certa, cosa che di fatto avvenne ufficialmente con la firma dell’atto di capitolazione, il 13 febbraio 1861, al termine di una eroica resistenza da parte dei soldati semplici, disposti piuttosto a morire sotto lo spietato fuoco sardo-piemontese che vedere la propria Patria di origine e la Casa reale borbonica umiliate da una sconfitta totale.