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Unioni civili: cosa cambia dopo l'approvazione del registro?

Con la delibera 96/2013, che convalida anche i matrimoni gay contratti all’estero, verranno riconosciuti gli stessi diritti individuati per il matrimonio.



Vendola e Luxuria felici per il voto in ComuneDopo circa un anno dalla presentazione di una prima proposta, il consiglio capitolino ha approvato il registro delle unioni civili con 32 voti favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto. “A Roma l'amore si festeggia, non si discute” dice il Vicesindaco di Roma, Luigi Nieri, che si è complimentato con l’area SeL della maggioranza capitolina, capace di portare avanti la discussione sulla tematica delle unioni civili quando il tema sembrava essersi arenato. Gli fa eco Vladimir Luxuria che sul suo profilo twitter scrive: “Oggi registro unioni civili! W Roma civile contro omofobia e fondamentalismo!”. Non sono mancate tuttavia le critiche per una delibera che ha lasciato molti contrari: oltre alla lista Marchini– astenuta perché favorevole al registro, ma non al testo che faciliterebbe le “unioni di comodo” – dal centrodestra sono arrivate forti opposizioni per una decisione che – richiamano nuovamente i consiglieri comunali di area popolare – “deve essere di livello nazionale”. “E’ un registro privo di valore giuridico – dice il cons. Tredicine - che non produrrà alcun effetto e che rappresenta soltanto un'altra forzatura ideologica contra legem, dopo quella sulle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero, da parte di una maggioranza in profonda difficoltà e alla disperata ricerca di consensi”.  


Il registro: per chi e come Cosa cambia, quindi, a Roma con l’introduzione del registro? Innanzitutto la delibera prevede che indipendentemente dal sesso di appartenenza e dalla cittadinanza, potranno iscriversi al registro delle unioni civili quelle coppie che non siano già legate da vincoli giuridici (i.e. matrimonio). Le stesse quindi per “superare situazioni di discriminazione e/o disagio e favorire l'integrazione” potranno procedere alla iscrizione nel registro comunale dopo la quale potranno far valere gli stessi diritti/benefici che il comune capitolino riconosce alle coppie sposate. Un registro delle unioni civili che ricalca quindi quello del matrimonio: con l’introduzione della delibera, infatti, le coppie che decideranno di iscriversi, potranno accedere alle graduatorie delle case popolari, alle cartelle mediche del partner, segnare i figli negli asili nido comunali e ottenere le riduzioni/esenzioni fiscali riconosciute dal Comune. La delibera, che riconosce anche i matrimoni gay registrati all’estero, permette infine alle coppie che ne usufruiranno di celebrare una cerimonia laica all’interno degli uffici comunali preposti parificando – simbolicamente, ma non solo – queste unioni ai matrimoni civili e religiosi.