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Unioni civili, l'Assemblea Capitolina approva l'istituzione del registro

La soddisfazione del sindaco Marino: "Si tratta di un risultato atteso da tempo, che pone la nostra città sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui e del riconoscimento dei legami affettivi, stabili e duraturi"



Image titleL’Assemblea capitolina ha approvato l’istituzione del registro delle unioni civili. "Finalmente - ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino - anche Roma si è dotata di un registro delle unioni civili. Si tratta di un risultato atteso da tempo, che pone la nostra città sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui e del riconoscimento dei legami affettivi, stabili e duraturi". "Oggi - prosegue il Sindaco - la Capitale d'Italia dà il segnale che, in questa città, l'amore è uguale per tutti. Voglio dunque esprimere tutta la mia soddisfazione per questo passo importante che, non solo rappresenta un atto di civiltà e di rispetto delle persone, ma ci allinea al resto del mondo occidentale, in linea con i principali Paesi europei con cui condividiamo la nostra storia politica e culturale. L'importante discussione portata avanti dall'Assemblea capitolina, che ha coinvolto sia la maggioranza che l'opposizione, ha dato alla città un provvedimento che riconosce i diritti di tutti i suoi cittadini, nessuno escluso". "E’ un momento storico per la città di Roma - ha dichiarato Alessandra Cattoi, assessora al Patrimonio, Politiche UE, Comunicazione e Pari Opportunità - ed è giusto esserne orgogliosi. Dopo la trascrizione dei matrimoni gay contratti all’estero, costituisce un altro grande passo in avanti sul fronte dei diritti civili e delle libertà, in cui crediamo fermamente. L’istituzione del registro delle unioni civili ha effetti pratici sulla vita delle persone. In linea con le principali direttive europee e internazionali, e con il rifiuto di ogni discriminazione sancito dallo statuto di Roma Capitale, l’Amministrazione capitolina si impegna, infatti, ad assicurare a chi si iscriverà una serie di servizi da cui oggi le cosiddette coppie di fatto sono escluse. In particolare questo principio di uguaglianza si applica in tutti gli ambiti di competenza dell'Amministrazione, come ad esempio la casa e i servizi sociali. Questo è ciò che può fare un ente locale, in attesa che il Parlamento approvi quanto prima una legge per il riconoscimento delle unioni civili che si aspetta da troppi anni”.