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Unioni civili, Ncd prepara un esposto contro Marino alla Corte dei Conti: “Spese a danno dell’erario pubblico”

Per Cantiani e Mennuni l’atto del 18 ottobre “oltre a essere un episodio contra legem, rappresenta anche un esborso di soldi pubblici non giustificabile”



Ignazio Marino foto©GazzettaRegionaleSe Pisapia a Milano non risulta essere indagato – parole del Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati – per la vicenda delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali nei registri comunali, sorte diversa potrebbe toccare al Sindaco di Roma, Ignazio Marino. E se a Milano è stato presentato una esposto alla Procura, a Roma invece il gruppo Ncd comunale si è rivolto allaCorte dei Conti per avere ragione del primo cittadino.


I fatti. All’origine di tutto resta la decisione del Sindaco di Roma del 18 ottobre scorso, con la quale Marino aveva trascritto sui registri comunali, i 16 matrimoni gay registrati all’estero e non ancora riconosciuti dall’ordinamento italiano. Proprio da qui parte il ricorso alla Corte dei Conti richiesto da Roberto Cantiani e Lavinia Mennuni del Nuovo Centro Destra romano, che in una nota scrivono come “…la trascrizione dei matrimoni gay non è un servizio pubblico dovuto ai cittadini dalle norme vigenti nel nostro ordinamento, pertanto l’utilizzo del personale comunale e i relativi oneri sono spese a danno dell’erario pubblico di cui il primo cittadino deve rispondere davanti alla Corte dei Conti”. Danni che quindi nelle intenzioni dell’opposizione capitolina dovranno essere risarciti dal Sindaco alla città.


Il dibattito in Campidoglio. Intanto l’iter per l’istituzione del registro per le unioni civili – diverso, è il caso di sottolinearlo, da un registro per matrimoni omosessuali – va avanti in Aula Giulio Cesare e non manca l’ottimismo da parte della maggioranza. Se Imma Battaglia – firmataria della proposta – si dice “molto fiduciosa nel percorso di approvazione”, anche il Sindaco Marino ribadisce l’importanza di un voto che “garantisce l’amore fra due persone che nessuno ha diritto di limitare”. L’approvazione del registro per le unioni civili rappresenta un test importante anche per le opposizioni: dato per quasi certol’appoggio del Movimento 5 Stelle – dal gruppo grillino era arrivata la prima proposta in tema – il centrodestra romano sembra essersi ricompattato per respingere al mittente la proposta comunale. 4000 emendamenti e opposizioni di vario genere sembrano aver riunito un gruppo politico che se prima si era fatto portavoce della battaglia sulla Panda Rossa, si era poi trovato spiazzato dalle note vicende di Mafia Capitale. E così se dal livello nazionale l’On. Mara Carfagna ha ricordato che “sulle unioni civili legifera il Parlamento”, il consigliere romano Dario Rossin segue le linee del partito confermando che “Forza Italia voterà no alle unioni civili, misura inutile e di competenza del Parlamento. Roma ha altre priorità”. Alla conta dei voti in aula consiliare, tuttavia, il percorso per l’approvazione del registro sulle unioni civili non dovrebbe incontrare difficoltà: una sola questione di tempo quindi, fatte salvo sorprese dell’ultimo minuto.